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- osservatorio - mondo - politica e società - 19-11-08 - n. 250
Operazione Miracolo: la solidarietà censurata
di José Manzaneda*
18/11/2008
”Operazione Miracolo” è la più grande iniziativa di solidarietà medica della storia. Grazie a questo programma, le persone meno abbienti dei paesi del Terzo Mondo vengono operate gratuitamente per sanare malattie di natura oculistica: cataratte, glaucoma, strabismo, ecc. (1).
Tra il 2004 e l’ottobre 2008 sono state operate 1.314.000 persone di 33 paesi di America Latina, Africa ed Asia; per il 2014 dovranno arrivare a 6 milioni, questo è l’obiettivo del progetto.
Ci sono evidenti buone ragioni per mantenere il silenzio mediatico su questo programma.
Quasi nessuno dei grandi mezzi di comunicazione internazionale, stampa e radiotelevisione, ha reso nota questa gigantesca operazione di solidarietà. Perché? La spiegazione è semplice: “Operazione Miracolo” non è finanziata da nessun paese del Primo Mondo, non è appoggiato da fondi della Banca Mondiale e neppure da qualche azienda o fondazione privata. Chi la porta avanti sono due paesi del Sud che forniscono tutta la loro infrastruttura sanitaria, migliaia di medici, le cure necessarie e persino il trasporto in aereo agli ospedali, senza alcuna spesa per i malati.
Il nome delle due nazioni che organizzano e finanziano “Operazione Miracolo” spiega subito perché i grandi media internazionali hanno fatto cadere il silenzio: sono Cuba e Venezuela (2).
Ciò che è più paradossale, è il fatto che accanto alla censura del maggior progetto di solidarietà medica mai visto prima, i media riservano spazio sempre più grande a progetti umanitari di minimo impatto, ma finanziati da cliniche oftalmologiche o distributori di prodotti ottici. (3). Queste iniziative beneficiano appena qualche centinaia di persone di paesi del Sud, ma sono integrate nella cosiddetta “responsabilità sociale corporativa” delle imprese, che viene organizzata dai loro uffici di marketing. Molte di queste aziende, è chiaro, sono buoni clienti pubblicitari dei media.
Uno studio dell’organizzazione internazionale Oxfam, denunciava che le imprese farmaceutiche impediscono che i costi delle medicine per la cura della vista siano accessibili, causando in tal modo la cecità di più di 30 milioni di persone nel mondo (4). Questa denuncia, poiché colpisce gli interessi delle aziende farmaceutiche che sono potenziali clienti pubblicitari dei media, come prevedibile non ha avuto l’eco informativo che le spettava.
Qualcuno ha parlato di “Operazione Miracolo”, è vero, ma non per narrare l’esperienza delle migliaia di persone emarginate e dimenticate per anni che hanno riavuto la vista grazie alla solidarietà di Cuba e Venezuela. Ne hanno parlato solo per raccontare che alcuni medici cubani hanno abbandonato il progetto, quelli che hanno deciso di moltiplicare i loro guadagni lavorando in cliniche private latinoamericane o statunitensi (5). Bisogna ricordar che esiste un sistema di reclutamento di medici cubani diretto da organizzazioni di Miami e dai consolati ed ambasciate statunitensi. Un sistema che è risultato essere un fallimento se consideriamo le cifre. Cuba ha circa 42.000 cooperanti in 110 paesi del mondo, di cui il 75% è personale sanitario.
Il sito “Barrio afuera” (6) creato a Miami col preciso intento di reclutare medici cubani cooperanti col denaro, parla di “un centinaio di professionisti cubani (che) sono andati negli USA provenienti da paesi terzi”. Ciononostante, giornali di grande tiratura dedicano resoconti completi sui pochissimi casi di medici che hanno disertato.
I media informano anche delle proteste delle associazioni dei medici site nei paesi beneficiati dalla “Operazione Miracolo” (7). Questa élite professionale ed imprenditoriale fa pressione sui loro governi contro questi programmi di solidarietà, perché la gratuità del servizio oftalmologico cubano mette in pericolo i loro interessi economici.
“Operazione Miracolo” è una grande sfida per le élite latinoamericane e per i grandi media mondiali. E’ la dimostrazione che l’ideologia della solidarietà può vincere l’ideologia dell’individualismo e del denaro. Che la solidarietà non è compatibile con gli interessi imprenditoriali né con le grandi fortune personali. Si tratta di un progetto profondamente sovversivo. Per questo, le grandi imprese che controllano il flusso delle informazioni nel mondo hanno deciso di censurare una delle più importanti notizie dell’inizio del XXI secolo: l’Operazione Miracolo.
Dati totali dei pazienti operati dal 2004 fino al 28 ottobre 2008
Venezuela: 566.704
Cuba: 171.183
Resto dei Caraibi (15 paesi): 54.801
Resto dell’America Latina (14 paesi): 511.358
Mali: 6.714
Angola: 2.453
Totale (33 paesi): 1.313.213
Note
(1) http://www.jornada.unam.mx/2008/01/13/index.php?section=mundo&article=029n1mun
(2) http://www.juventudrebelde.cu/2005/julio-septiembre/agos-21/fidel15.html
(3) http://www.20minutos.es/noticia/294012/0/oftalmologos/solidaridad/africa/
(4) http://comercioconjusticia.com/index.php?file=patentes_ceguera.htm&cat=2&subcat=3&select=9
(5) http://www.iblnews.com/story.php?id=42621
(6) http://www.barrioafuera.com/
(7) http://saludpublica.bvsp.org.bo/sys/s2a.xic?DB=B&S2=2&S11=12195&S22=b
* José Manzaneda è Coordinatore di www.cubainformacion.tv