www.resistenze.org - osservatorio - mondo - politica e società - 19-11-08 - n. 250

da Agencia Bolivariana de prensa - www.abpnoticias.com/index.php?option=com_content&task=view&id=1095&Itemid=1
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Obama ed il suo discorso doppio
 
Intervista a James Petras da parte di Radio centenario Uruguay
 
Chury: Siamo in contatto con James Petras negli Stati Uniti. Buongiorno, come stai?
 
Petras: Bene, grazie al fatto che è finita questa campagna multimilionaria.
 
Chury: Qual è la tua opinione su ciò che ha rappresentato tutta questa campagna, i risultati e quello che verrà?
 
Petras: Hanno speso 2 mila milioni di dollari tra presidenziali e congressisti. Il prezzo per essere presidente nordamericano è 700 mila milioni di dollari, e membro del congresso, potremmo dire, per lo meno tra i 50 e 70 milioni per il Senato; per i congressisti comuni tra i 20 e 25 milioni, questa è la cosa più rilevante, chiaramente il problema economico ha aiutato molto, come anche il buon risultato dell’organizzazione, lo spettacolo, la capacità di Obama di proiettare un'immagine di cambiamento di fronte alla crisi che sta fronteggiando la gente. In modo particolare con un grande sostegno dei giovani neri e della classe media con un grado di educazione universitaria, come dicono i commentatori.
 
Ma in fondo bisogna andare dietro dello spettacolo. Qui i media hanno presentato molto un immagine di grande mobilitazione, un gran numero di persone ha assistito alla campagna finale per la celebrazione della vittoria, ma già dietro si sta complottando.
 
Il primo annuncio è che un ebreo sarà a capo dell’agenda della Casa Bianca, Rahm Emanuel, che ha servito nell'esercito israeliano nei Servizi segreti. Quindi abbiamo già il primo passo che definisce realmente la prossima politica del signor Obama in Medio Oriente.
 
Il resto è immagine, che cambi questo o quest’altro, in fondo tutto quello che si deduce è che si appresta ad aumentare il bilancio militare, aumentare la presenza militare in Afghanistan ed a seguire una politica alquanto bellica in Medio Oriente.
 
Come può investire in programmi su salute, educazione, ecc., quando già si spostano 700 mila milioni di dollari su progetti militari? È impossibile mantenere la disciplina fiscale di cui parla, con tanti compromessi e priorità militari.
 
Io credo che sia tutta una farsa ma qui la gente, senza prendere in considerazione la squadra [di governo], senza considerare le contraddizioni nelle dichiarazioni, ha grandi aspettative.
 
Qui la gente che ha votato per Obama, che è la grande maggioranza, per lo meno il 54 %, ha l’illusione che Obama sia all'altezza di operare cambiamenti importanti, tanto nel sistema finanziario come nella politica estera. Ed io credo che in 6 mesi della sua presidenza, assisteremo ad una grande delusione. Ma ora stanno festeggiando, sono eccitati e la definiscono una grande vittoria politica per i neri. Ma il signor Obama non ha offerto una sola proposta per migliorare la situazione dei neri, non menzionando mai il problema della discriminazione razzista nei salari, nell'occupazione, eccetera.
 
Chury: Dobbiamo intendere allora che i nordamericani non avevano scelta?
 
Petras: Bene, avevamo delle opzioni ma, come vedi, non sono mai stati menzionati gli altri candidati, né in campagna permettevano loro di intervenire in nessuna grande emittente dei mezzi di comunicazione di massa. Non hanno neppure pubblicato da nessuna parte la votazione per i candidati alternativi. C'è una censura assoluta, per questo fatto si può parlare di un atteggiamento, di una dittatura bipartitica. Quello che passa è che tutti i media hanno favorito Obama, come il grande capitale. Obama ha duplicato le spese finanziarie dei repubblicani, grandi settori di Wall Street hanno appoggiato Obama ed anche i media di influenza sionista hanno prestato un grande appoggio, con l’eccezione della catena Fox News i principali media hanno favorito Obama.
 
Quindi con Wall Street, con i mezzi di comunicazione di massa, con l'influenza sionista: gran parte della "cupola" di potere era a suo favore. Obama è un conservatore populista o un populista conservatore. Tutto il suo stile di fare politica sembra populista, parla al popolo, parla di cambiamento, molto cortese nel suo apparire, ha una buona relazione popolare.
 
Ma se si analizza dietro la facciata, le fonti di finanziamento, i principali investitori della sua campagna, è un conservatore. Per questo sostengo che il populismo conservatore abbia vinto contro il vecchio conservatorismo più puro.
 
Credo che Obama abbia vinto anche perché Mc Cain ha compiuto un errore tattico appoggiando i prestiti a Wall Street perdendo così la sua immagine di populista, Mc Cain non potrebbe oramai presentarsi come populista di fronte all'appoggio sui 700.000 milioni a Wall Street. Questo lo ha tacciato di conservatorismo pro-Wall Street, nonostante che lo stesso Obama abbia appoggiato questa iniezione a Wall Street.
 
Chury: Chávez diceva che non è tanto una cosa innovativa e forte che un nero abbia vinto negli Stati Uniti quanto piuttosto la speranza che quel vincitore sia all'altezza della storia che lo vedrà impegnato. È difficile questo, no?
 
Petras: Se la sinistra, Fidel Castro e gli altri pensano che per il fatto che un nero... Guarda, ai capitalisti oggi non importa niente se è un indio, un nero o un cinese quello che difende i loro interessi.
 
In questo momento avevano bisogno di un ricambio, è uscito Obama come forza elettorale, con possibilità di vittoria e con un impegno del grande capitale, principalmente il settore finanziario.
 
Ed occhio! Il settore finanziario ha appoggiato Obama. I grandi capitali finanziari erano alcuni delle principali fonti d’appoggio da Washington, da New York, Wall Street fino a Los Angeles passando per Chicago.
 
Chury: Ci si può attendere qualche cambiamento in politica estera? Mi riferisco alle guerre che mantengono gli USA e particolarmente alla politica verso l'America Latina, su Cuba e Venezuela, per esempio. C'è qualcosa che abbia annunciato dei cambiamenti in Obama?
 
Petras: Bene, abbiamo visto solo cambiamenti in peggio in relazione all'Afghanistan. Cioè, la posizione di Obama verso l'Afghanistan è più a destra di Bush, vuole un’escalation, parla di due brigate in più, una percentuale - dice - di 10 o 15 mila soldati più.
 
C'è poi un discorso doppio con l'Iraq. Parla di ritirare le truppe ma non di rimuoverle, dice di diminuire il numero di truppe e tentare di mantenerle come forza di riserva. Questo è un passo indietro rispetto l’anno scorso quando parlava di ritirare tutte le truppe.
 
Con l'America Latina si parla più di un cambiamento di stile. In pratica, negoziare e dialogare con Chávez ma senza cambiarne la definizione di governo anti-nordamericano ed autoritario.
 
Io non vedo nessun grande cambiamento, perché il Sig. Obama fa un discorso duplice, da un lato parla di libero commercio e dall'altro - per ottenere i voti sindacali - parlava di maggiore protezionismo dell'industria, cioè imporre barriere alle esportazioni latinoamericane.
 
Allora, liberalismo e protezionismo sono le due facce della politica verso l'America Latina.
 
Forse è possibile una presa di distanza da Uribe per gli assassini che hanno compiuto e le macchie di sangue, ecc. Credo che Obama tenterà di avvicinarsi ai liberali sociali come Lula, che rappresenta un po' lo specchio della sua politica.
 
Chury: Ci sono delle somiglianze con Lula nel resto dell'America Latina?
 
Petras: Sì, forse Tabaré Vázquez, Michelle Bachelet, Lula potrebbero essere la contropartita. Ma la questione importante è che la priorità è rappresentata dal fallimento dell'economia domestica. Non darà troppa attenzione alla politica estera, a parte in Medio Oriente.
 
Ha nominato come capo della sua squadra alla Casa Bianca un sionista fanatico, Rahm Emanuel, che ha servito perfino nell'esercito israeliano nei Servizi segreti, ora ha in carico l'Agenda, in altre parole è colui che può vedere e non vedere i temi del giorno.
 
Questa è un'indicazione della strada che prenderà Obama in relazione ad Israele, Palestina ed ai problemi del Medio Oriente, che non è esattamente il meglio per i paesi del Medio Oriente.
 
Chury: Vuole dire che il cambio di inquilino alla Casa Bianca si riduce semplicemente ad un cambiamento di colore della pelle?
 
Petras: Non esattamente. Io credo che ci sia un fattore che non dobbiamo escludere, che sono le pressioni economiche che aumentano. La crisi attuale peggiora, non possono proseguire con le braccia incrociate di fronte al collasso dell'economia.
 
Qualche misura, per esempio alcune spese, qualche aumento fiscale sull'economia è probabile perché entriamo in una crisi formidabile, la recessione già c’è, il settore manifatturiero è negativo, il consumo è negativo.
 
Non possono sempre guardare le cose come George Bush. Ha l'obbligo di prendere alcune misure. Qualsiasi politico nordamericano non può rimanere ai margini, suonando la chitarra in stile Bush, ma le misure sono semplicemente orientate a fortificare le attività capitaliste e non c'è nessun programma di benessere sociale che potrebbe stimolare l'economia.
 
Chury: Ti ringraziamo moltissimo per questa analisi.
 
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