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- osservatorio - mondo - politica e società - - n. 256
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Siamo in grado di difendere Israele?
Michel Collon
28/12/2008
Tra i molti messaggi che ho ricevuto, un numero limitato pretende di difendere Israele invocando questo o quel comportamento palestinese. Qui, in poche parole, una breve risposta.
Penso che dobbiamo sempre partire dall'inizio: Israele è uno stato colonialista che ha cacciato i palestinesi dalle sue terre nel 1948, rifiutandone da allora il ritorno, che sarebbe solo il rispetto di un diritto.
Con le sue colonie, questo Stato razzista persevera nella pulizia etnica per espandere i suoi territori. Per 60 anni, Israele ha violato tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite, protetto da Europa e Stati Uniti. Queste ultime potenze hanno bisogno di un gendarme in Medio Oriente per il controllo del petrolio. Israele denuncia l'eventuale possesso di ordigni nucleari da parte dei suoi vicini, ma esso stesso vanta almeno duecento testate nucleari, installate illegalmente.
Si pretende che Israele sia "l'unica democrazia in Medio Oriente" (come se un sistema basato sulla segregazione razziale potesse essere democratico). Ma gli alleati di Israele in Medio Oriente (Arabia Saudita, Kuwait, Egitto ...) sono odiose dittature. Per di più, se i palestinesi di Gaza "esprimono un voto sbagliato", Israele li punisce con blocchi e attacchi a non finire.
Chi critica gli attuali movimenti palestinesi, dimentica di dire che in precedenza, Israele ha fatto di tutto per distruggere i movimenti di sinistra o nazionalisti. E ha sistematicamente rifiutato, fingendo il contrario, di negoziare con Arafat.
Tutto ciò è provato dagli studi, anche di storici israeliani, dalle dichiarazioni di tutti i principali leader sionisti ed è testimoniato dagli ebrei progressisti di oggi.
I colonialisti lamentano il lancio di razzi e gli attacchi terroristici. Certo, non tutti i metodi di lotta sono opportuni. Ma dal momento che gli oppressori, super armati, hanno privato gli oppressi di ogni mezzo di azione legale, sarebbe gentile dire loro come converrebbe resistere.
Non vi sarà alcuna soluzione per il Medio Oriente senza stabilire una vera democrazia per tutti, quindi, senza riconoscere ai palestinesi tutti i loro diritti.
Naturalmente, ci sono israeliani che soffrono (in realtà, soffrono anche della povertà e della discriminazione razziale imposta dalla leadership israeliana). Internet ci permette di aprire con alcuni un dibattito sulle cause reali del problema. Denunciando le mediamenzogne e le distorsioni della storia.
Non c'è pace senza giustizia!