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da http://mrzine.monthlyreview.org/ramadan120109.html
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
  
I musulmani e la Palestina: un’alleanza di valori
 
di Tariq Ramadan
 
02/01/2009 
 
Ascoltando i sentimenti espressi dai musulmani in tutto il mondo, si percepisce un'emozione di rabbia e rivolta mescolata a un profonda sensazione di mancanza di aiuto. I massacri attuali sono una conferma di ciò che è risaputo: alla "comunità internazionale" i palestinesi non interessano realmente, ed è come se lo stato di Israele, con l'appoggio degli Stati Uniti e dei paesi europei, abbia imposto uno stato di terrore intellettuale. Fra i presidenti e i re, nessuno osa parlare chiaro; nessuno è pronto a dire la verità. Tutti sono paralizzati dalla paura. 
 
Mentre il conflitto israelo-palestinese qualche volta è percepito, e provato, come cruciale nella relazione tra Occidente ed Islam, molti musulmani non sanno più, come agire e reagire. Cosa deve fare l’Islam? Dovremmo farne una questione religiosa per richiamare l'ummah a mobilitarsi? Domande essenziali in verità. 
 
I musulmani in tutto il mondo stanno affrontando tre fenomeni distinti. Primo: nei paesi a maggioranza musulmana o in Occidente, essi constatano che non possono aspettarsi reazioni dai governi, specialmente degli stati arabi. Questi adottano la posizione della complicità silenziosa, l'ipocrisia, e il disprezzo per le vite palestinesi. Secondo: la copertura dei media occidentali è allarmante; quasi tutti accettano e riproducono la versione israeliana: i due belligeranti sono di forza uguale, la vittima dell’aggressione è Israele che agisce per autodifesa. Quale distorsione! Tuttavia il terzo fenomeno è molto interessante: mentre nel 1967 il 73% degli europei appoggiavano Israele, oggi oltre il 67% di loro sostiene i palestinesi. Col tempo, comprensione e sensibilità si sono evolute: le popolazioni non seguono ciecamente i giochi e le dichiarazioni ipocrite delle loro elite politiche. 
 
Considerando questi fattori, i musulmani in tutto il mondo, e specialmente i musulmani occidentali, dovrebbero chiarire la loro posizione. Mentre rifiutano di trasformare la guerra israelo-palestinese in un conflitto religioso, non dovrebbero negarne la dimensione religiosa e assumere di conseguenza una posizione chiara. Da un punto di vista islamico, dovrebbe essere chiaro che la loro resistenza non è contro gli ebrei (l’anti-semitismo è anti-islamico); scegliere come bersaglio civili innocenti deve essere condannato da ambo le parti; e l'obiettivo dovrebbe essere per ebrei, cristiani e musulmani (con donne ed uomini di altre religioni o di nessuna religione) di vivere insieme con uguali diritti e dignità. 
 
I palestinesi non si arrenderanno mai; ed Israele, con tutta la sua terrificante potenza di fuoco non ha vinto il conflitto. I musulmani in tutto il mondo dovrebbero essere una forza guida della memoria e della resistenza. Non in quanto musulmani contro Israele o come gli ipocriti stati arabi, ma più in generale per il senso di giustizia con tutti coloro (religiosi o non) che rifiutano il lavaggio del cervello o la riduzione a deboli spettatori. È ora di creare larghe alleanze e sinergie attorno a chiari obiettivi politici. 
 
Se il Medio Oriente sta insegnando qualcosa ai musulmani, è di smettere di agire nell’isolamento e ritornare ai valori universali che condividono con i cittadini loro amici. Dovrebbero comprendere di essere parte della maggioranza. Dimostrazioni, articoli, e così via sono necessari ma abbiamo bisogno di andare oltre. Lanciare un movimento globale di resistenza non violenta alla violenta ed estremistica politica dello stato di Israele è divenuto un imperativo. La violenza inflitta su di una popolazione di un milione e mezzo di creature umane rendono il nostro silenzio, le nostre divisioni, e anche le nostre limitate reazioni emotive non dignitose, poco sane ed inumane. Una vera e dignitosa resistenza richiede impegno, pazienza, una strategia informativa a lungo termine, alleanze e una partecipazione democratica non violenta.
 

Tariq Ramadan è professore di studi islamici all'Università di Oxford e l'autore di Radical Reform: Islamic Ethics and Liberation (2009), In the Footsteps of the Prophet: Lessons from the Life of Muhammad (2007), Western Muslims and the Future of Islam (2004), Islam, the West, and the Challenge of Modernity (2001), To Be a European Muslim (1999).