www.resistenze.org - osservatorio - mondo - politica e società - 06-04-09 - n. 268

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Diritti umani e memoria storica - Mujeres de Paz
 
Dichiarazione di Mujeres de Paz dell'America Latina e Caraibi
- Diritti umani e memoria storica - 05/04/09
 
da rebelion.org - traduzione a cura di Mujeres Libres
 
Noi, Mujeres de Paz della Regione Latinoamericana e Caraibica, riunite in San Miguel, Provincia di Buenos Aires-Argentina, dal 9 al 14 di marzo di 2009, consideriamo fondamentale per garantire la verità, la giustizia e la pace, il recupero della memoria storica collettiva dei nostri popoli in merito ai centri di detenzione, alla tortura, agli omicidi ed ai "desaparecidos".
 
In egual misura consideriamo necessaria la partecipazione al "Programma Memoria del Mondo" dell'Unesco.
 
Dato che nell'incontro del maggio 2008 uno dei temi promotori è stato quello della tratta ed il traffico di donne, bambini, bambine e giovani, consideriamo necessario articolare gli accordi di quella riunione con quelli attuali.
 
Quindi, stimiamo necessario aprire un spazio di lotta collettiva intorno ai problemi sociali attuali della tratta e del traffico della droga, coinvolgendo anche le organizzazioni che già lavorano attorno a questi temi.
 
Consideriamo che tali spazi debbano riflettere la nostra lotta per i diritti ambientali, come parte integrante dei diritti umani.
 
Solidarizziamo con la lotta delle donne latinoamericane e caraibiche, specialmente con le donne boliviane, ecuadoregne, peruviane, haitiane e le mapuches cilene.
 
Di conseguenza,
 
ESIGIAMO
 
in primo luogo: che cessi la discriminazione, in ogni sua manifestazione, verso tutte le forme culturali dei paesi originari della nostra regione.
 
secondo: che col pretesto di combattere l'insicurezza nei nostri paesi, non si reprima né si uccida la gioventù, le donne, le persone in condizioni di povertà o per la loro condizione etnico-sociale, né la popolazione in generale. Nello stesso tempo non vogliamo si creino nuovi corpi di polizia repressivi, né che si militarizzino gli attuali.
 
terzo: che i mezzi di comunicazione di massa cessino di manipolare l'informazione ed aprano spazi per la diffusione delle rivendicazioni dei movimenti sociali, rispettando la voce dei popoli.
 
quarto: che il governo dell'Uruguay abroghi la legge Caducidad de la Pretensión Punitiva (cioè l'amnistia dei crimini commessi da militari e polizia durante la dittatura civile-militare dal 1973 al 1985) considerata illegale da tutti i trattati internazionali firmati con questo paese.
 
quinto: che si rispettino tutti i diritti delle persone migranti in tutti i paesi del mondo;
 
di conseguenza respingiamo le leggi restrittive e discriminatorie e patrociniamo politiche pubbliche in accordo con le convenzioni internazionali vigenti.
 
CHIEDIAMO
 
in primo luogo: che i nostri governi realizzino i massimi sforzi al fine di dare compimento a tutti gli obiettivi di sviluppo del millennio.
 
secondo: che revisionino i trattati bilaterali di Itaipú e Yaciretá (Paraguay - Argentina; Paraguay-Brasile), al fine di garantire che le relazioni tra le nostre nazioni siano basate sulle sovranità e l'autodeterminazione dei popoli.
 
CONDANNIAMO
 
in primo luogo: i grandi negoziati che crescono intorno al narcotraffico, con funzionari ed istituzioni degli stati che attentano alla vita e allo sviluppo dei popoli. Nello stesso tempo, poniamo l'accento sulla necessità di agire in modo decisivo contro questo grave problema sociale.
 
secondo: condanniamo i massacri commessi dai militari contro la popolazione civile di Sinaloa, Messico, negli anni 2007 e 2008. Ugualmente estendiamo questa condanna a tutti i casi simili successi nella nostra regione.
 
RESPINGIAMO DECISAMENTE
 
La presenza di basi militari straniere sul suolo latinoamericano e caraibico.
 
RIPUDIAMO
 
in primo luogo: che la diffusione della disoccupazione, la precarizzazione delle condizioni di lavoro e la crescente femminilizzazione della povertà siano pretesto per adottare misure in merito alla crisi economico-finanziaria mondiale, per salvare i grandi banchieri.
 
secondo: ripudiamo la criminalizzazione delle donne che difendono i diritti sessuali e riproduttivi.
 
APPOGGIAMO
 
in primo luogo: la lotta delle donne sagge dei paesi del Perù affinché non venga privatizzata la terra ed inquinate le acque, estendendo il nostro appoggio anche a tutti i paesi della regione e del mondo che abbracciano la stessa causa.
 
secondo: la protesta socio-politica dei popoli nel quadro della crisi economico-finanziaria mondiale, per la garanzia di una distribuzione equa delle ricchezze e delle entrate nei nostri paesi latinoamericani e caraibici.
 
terzo: il diritto che hanno i popoli ad esigere e a rivendicare e respingiamo la criminalizzazione delle "proteste sociali"
 
quarto: la fondazione che conduce al Progetto "San Carlos Libre", della Repubblica Bolivariana del Venezuela e sollecitiamo inoltre che comprenda nella sua agenda un spazio per il dibattito e l'azione dei temi rivendicati dalle Mujeres de Paz dell'America Latina e Caraibi.
 
quinto: l'associazione ex detenuti politici ed i raggruppamenti dei figli e delle figlie nati in prigione e dei desaparecidos dell'Uruguay, nel suo impegno per trasformare la Prigione di Punta de Rieles in uno spazio di memoria e di vita.
 
sesto: l'associazione di Familiari e Vittime del Servizio Militare, AFAVISEM, del Paraguay, nella sua lotta per il totale risarcimento da parte dello stato
 
settimo: la lotta dei parenti dei detenuti politici, scomparsi e morti affinché si realizzi la creazione della Commissione di verità del Brasile, affinché vengano accertate le giuste responsabilità ai torturatori e per l'apertura degli archivi militari.
 
ottavo: l'esortazione alla riconciliazione nazionale a Panama, basata su principi di verità e giustizia, a causa del periodo instabile e traumatico negli anni 70-80 e primo decennio dei 90.
 
nono: le donne peruviane, dell'associazione donne affette da sterilizzazione forzata di Cusco e le contadine di Piura e delle migliaia di donne che furono sterilizzate contro la loro volontà durante la dittatura di Alberto Fujimori e che cercano di ottenere verità, giustizia e risarcimento.
 
SALUTIAMO
 
l'iniziativa dei rispettivi Ministri della Difesa dell'Unione delle Nazioni del Sud (UNASUR) di incorporare Cuba nell'ambito dell'Organizzazione degli Stati Americani (OEA)
 
RIAFFERMIAMO
 
la dichiarazione fatta da Mujeres de Paz, durante la riunione di maggio 2008 a San Miguel (Buenos Aires - Argentina) condotta dalla senatrice Piedad Cordoba, che condannava i "collettivi ed individuali tentativi di criminalizzare le attività di pace nel conflitto armato internazionale colombiano "
 
SOLIDARIZZIAMO
 
con le madri, con le bambine, con i bambini, con gli anziani e la popolazione in generale vittima del conflitto nella striscia di Gaza.
 
Città di San Miguel, provincia di Buenos Aires, Argentina, 13 marzo 2009.
 
"Per la vita delle donne, Non più impunità!" 
"Contro le Violenze, Tutte le Voci" 
"Le Donne ai tavoli di dialogo, negoziazione e decisione!" 
"Per la battaglia effettiva ed efficace alla povertà, alla fame e per la dignità!" 
"Verità, Giustizia, Risarcimento e Pace!" 
"Protestare è un diritto dei popoli, reprimere è un delitto" 
"La fame è un crimine" 
"Vogliamo pace, abbiamo bisogno di giustizia. E raccomandiamo giustizia ed elogiamo chi lavora per ottenerla " (Carmen Argibay, giudice della Suprema Corte di Giustizia della Repubblica Argentina)
 
Firmato da
 
Martha Pelloni Argentina 
Maria Amelia de Almeida Teles Brasile 
Mercedes Murillo-associazione MdP Sylvia Aguileira Messico 
Alma Montenegro Panama 
Hiliana Supa Perù 
Irene Rodriguez Suiza 
Belela Herrera Uruguay 
Nora Castaneda Repubblica Bolivariana de Venezuela 
Nora Franco Coordinatrice per America Latina e Caraibi delle Mujeres de Paz del Mondo