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- osservatorio - mondo - politica e società - 04-07-09 - n. 281
Il messaggio di Washington all’America Latina
di Stella Calloni
Il golpe in Honduras, di cui ci sono state avvisaglie già il 15 Giugno, quando è stata attaccata l’automobile nella quale viaggiava il presidente Manuel Zelaya, è un messaggio terroristico che gli Stati Uniti stanno mandando all’America Latina, vale a dire ai Paesi che sono usciti dalla loro orbita, anche se - in alcuni casi - solo di poco.
Il presidente Zelaya è stato sequestrato dai militari nella propria casa, e trasportato in Costa Rica all’alba, secondo un copione che rispetta al meglio lo stile dei vecchi colpi di Stato.
La gravissima situazione, proseguita con il sequestro della Ministra degli Esteri Rodas e degli ambasciatori di altri paesi, pone con le spalle al muro non solo l’amministrazione statunitense di Barack Obama, come ha giustamente segnalato in una recente riflessione il comandante Fidel Castro, ma anche l’Organizzazione di Stati Americani, che aveva già condannato il golpe.
Ma non basta la sola condanna e il ritorno delle istituzioni democratiche, ci vogliono anche le indagini sugli organismi internazionali fra le cui mani si è dondolata la culla di questo golpe, e delle multinazionali che vi hanno partecipato, inclusi i mezzi di comunicazione di massa.
I vergognosi messaggi della catena CNN, a partire fin dalla sua prima notizia, hanno poi confermato che dietro al golpe ci fossero gli Stati Uniti. Uno dei giornalisti ha infatti sostenuto, senza vergogna, che il presidente Zelaya aveva dovuto difendere “a spada tratta” la sua idea della consultazione democratica di fronte al popolo hondureño - come se si trattasse di un atto criminale - e difenderla non solo nel suo stesso Paese, ma anche di fronte ai media internazionali. Fatto che è stato presentato come del tutto naturale, come se il presidente di una nazione indipendente dovesse davvero rendere conto a questi nuovi poteri della disinformazione, a sua volta stabilita da altri poteri nel mondo.
Altre notizie delle ultime ore segnalavano, invece, mostrando soldati armati fino ai denti, che si vociferava che Zelaya “avesse pagato” le persone per farle firmare in favore della consultazione.
Queste informazioni sono criminali quanto le azioni che si fondano sulle armi, violano tutti i diritti umani, oltre che la volontà di un popolo. (..)
La CNN ha invece manipolato l’informazione, girandola ai suoi fedeli, e cioè alla maggior parte dei mezzi di comunicazione di massa, che sono i più appropriati per la dittatura mondiale della disinformazione, i quali, a loro volta, la integrano con elementi propri.
Stiamo ad ascoltare i giornalisti che mentono, senza alcun pudore né coscienza del fatto che stanno parlando di vita o di morte per i nostri Paesi. Nel canale argentino TN (Todo Noticias), un’emittente che appartiene al monopolio privato dell’informazione, alle 12:10 ora locale, uno dei giornalisti segnalava che si stava mobilitando una “tenue” difesa di Zelaya. Alla medesima ora la stessa CNN mostrava le prime immagini della moltitudine di persone di fronte alla casa presidenziale hondureña che esigeva il ritorno del presidente, dove coraggiose donne disarmate urlavano contro i soldati e colpivano in modo impotente le loro braccia. Sempre alla stessa ora il giornale Clarín, proprietario di TN, ed altri mezzi pubblicavano in internet, in modo debitamente nascosto, una notizia che titolava “crisi in Honduras, i militari detengono il Presidente”, quando la reale notizia avrebbe dovuto parlare di un colpo di stato e delle sue severe conseguenze per la regione e per il mondo.
Vari media hanno asserito la presenza di possibili frodi nelle elezioni legislative in Argentina, e citato dirigenti dell’opposizione che terminavano i propri comizi auspicando l’uso della violenza, mentre messaggi dal tenore minaccioso che circolavano via internet suggerivano di rovesciare il governo locale. Le inchieste mostrano un discreto trionfo del governo a livello nazionale, soprattutto nella Provincia di Buenos Aires, e l’opposizione si affretta a denunciare la presenza di brogli elettorali, senza avere argomentazioni che lo sostengano.
“In realtà la frode consiste nel parlare di frode”, come hanno denunciato vari settori, i quali menzionavano anche i preparativi per un golpe “a colori”, come vengono orami chiamati da alcuni i colpi di stato che non si attivano senza l’appoggio, nell’ombra, del potere armato. L’opposizione, che riceve finanziamenti esteri, già parla di come il governo, in un modo o nell’altro, dopo questa consultazione se ne debba andare.
Se questo non è golpismo, allora come lo possiamo definire?
Potremmo scrivere un libro sulla disinformazione relativa ai recenti fatti verificatisi in Honduras, ma ad ogni modo, occultare la criminalità di un colpo di Stato, rende tutti questi media complici dello stesso. Non solo la CNN, ma anche le agenzie e la stampa spagnola - tra cui il giornale El País – hanno giocato con le parole per evitare di parlare di un golpe. Hanno fatto in modo che risultasse unico responsabile il presidente Zelaya, che ha difeso le leggi e la costituzione del suo Paese, e non i militari, gli stessi che negli anni 80, a riposo o ancora ai vertici, parteciparono ai crimini e alle sparizioni forzate dei cittadini hondureñi e stranieri, eseguendo anche gli ordini del Pentagono.
In quel periodo l’Honduras fu occupato dalla CIA, che riuscì a portarvi i militari della dittatura argentina perché s’integrassero nella guerra sporca contro il Nicaragua, guerra scoperta, visibile ed evidente, come avrebbero più tardi dimostrato gli archivi, ormai pubblici, degli Stati Uniti.
L’ombra del viceré d’allora, l’ambasciatore statunitense John Negroponte, ancora circola in Honduras, e soprattutto a Palmerola, dove gli Stati Uniti costruirono una base militare strategica per attaccare il Nicaragua, mai smantellata.
E lo stesso stanno cercando di fare nel Cono Sud, dove i loro militari si stabiliscono in Paesi come il Perù, ed altri, non solo creando le infrastrutture necessarie, ma anche preparando i militari locali con addestramenti mirati alle azioni contro-insorgenti, che permettano di estendere il tempo di controllo sulla regione.
Inoltre, non ci invadono solo le loro truppe, ma anche le loro reti di fondazioni; tra le altre, la National Endowment Foundation (NED) che viene insolentemente chiamata Fondazione per la Democrazia, o l’Agencia International para el Desarrollo (USAID) che vanta una lunga storia criminale nei confronti dei nostri popoli, le quali sono riuscite a creare reti di ragnatele nei nostri Paesi, e che stanno dando nuovo impulso alle vecchie e alle nuove destre perché reagiscano contro i governi disobbedienti. Queste fondazioni della CIA hanno distribuito fondi anche in Argentina, ed hanno recentemente fondato UnoAmérica, una fondazione che dovrebbe difendere “le democrazie” in America Latina, ma la cui funzione reale è il riscatto di tutto l’apparato militare e paramilitare. Tale apparato, che è servito nelle passate dittature nella lotta anticomunista, dà ora nuovo ossigeno al dipartimento di Stato statunitense, oltre a destabilizzare i Governi della regione resuscitando il fantasma della “guerra fredda”.
Questa fondazione ha molto a che vedere con quello che è successo in Honduras. Con una grande quantità di denaro predisposto dalla CIA, militari e poliziotti sono stati dislocati per tutta la città, appoggiati dalle vecchie strutture di sicurezza che i governi democratici non sono ancora stati in grado di smantellare.
Questa debolezza dovrebbe essere prevista e analizzata da qualche sinistra che, irresponsabilmente sta accompagnando in alcuni Paesi, coscientemente o no, esperimenti golpisti di ogni tipo, miranti ad imporre il ritorno delle vecchie e nuove destre, ad alto contenuto fascista, e con il vitale aiuto dei mezzi di comunicazione di massa.
Il golpe militare in Honduras deve coinvolgerci tutti nella pretesa a che venga fatto un passo indietro. È il destino dell’America che si gioca in queste ore, e la superbia, o i cammini errati devono essere corretti in tempo, poiché ritornare al passato vuol dire accettare la ri-colonizzazione definitiva dei nostri Paesi, ed altri bagni di sangue
( Traduzione Granma Int.)