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- osservatorio - mondo - politica e società - 18-03-10 - n. 311
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Qui da noi la mortalità materna crea allarme, ma sono le cifre dell’Africa che dovrebbero indignarci
José Luis Álvarez Morán, laureato in medicina all’Università di Valladolid, è un giovane medico di 27 anni, poliglotta (parla spagnolo, inglese, francese e cinese) ed è ricercatore all’Università Rey Juan Carlos di Madrid. Ha analizzato in uno studio pubblicato su BMC Public Health, la mortalità materna nell’Africa sub-sahariana, la regione del mondo dove più donne muoiono dando alla luce una nuova vita.
di Joseba Vivanco
15/03/10
Ricercatore nel campo della salute internazionale e delle malattie infettive, ha lavorato come medico volontario in Benin e in Cina e ha scritto numerosi articoli medici. La media in Africa è di 400 decessi ogni 100.000 nati vivi; nei paesi industrializzati è di 20 ogni 100.000 e nei paesi in via di sviluppo di 440 ogni 100.000.
Che significato ha il tasso di mortalità materna in un paese?
Significa la morte di una donna durante la gravidanza, il parto o immediatamente dopo. Esistono diversi indicatori per misurarla, ma il più usato è il tasso di mortalità materna che riflette il numero di donne morte ogni 100.000 nati vivi. E' un buon indicatore dello sviluppo e della salute di una popolazione, ma anche della condizione delle donne in loco.
I suoi studi parlano di 885 morti materne ogni 100.000 nascite nell’Africa sub-sahariana ...
Si, si tratta di una cifra molto alta. Più di cento volte superiore a quella solitamente di paesi come la Spagna. All'inizio di questo secolo 189 paesi hanno firmato la Dichiarazione del Millennio con la quale si impegnavano, tra l'altro, a ridurre il tasso di mortalità materna per il 2015, del 75%.
Nell'Africa sub-sahariana, dove dovrebbe essere realizzato il maggiore sforzo, si osserva invece ad oggi, un minore contenimento del fenomeno.
Che cosa causa la morte di tutte queste donne?
Nell'Africa sub-sahariana la principale causa, il 34% dei casi, è rappresentata dalle emorragie. Seguono le infezioni, l’ipertensione e la mancanza di dilatazione durante il parto.
Molte morti avvengono al momento della nascita, ma successivamente ...
E' vero. Molti decessi potrebbero essere evitati se all’insorgere di una complicazione durante il parto si potesse accedere ad un centro sanitario con le misure mediche di base necessarie.
Pare incredibile che non muoiano per una malattia ...
Sì, queste donne non hanno contratto una malattia, ma muoiono durante il normale processo che da origine alla vita. In Spagna è raro che la stampa dia notizia di una morte per parto e quando accade la società si indigna e si sente in colpa. E’ ovvio che ridurre questo rischio a 0 è praticamente impossibile, ma sono semplicemente scandalose le cifre altissime che troviamo in altri paesi del mondo.
Hai avuto modo di visitare le strutture sanitarie in cui queste donne partoriscono una nuova vita, con grave rischio per se stesse. Qual percezione si ha di questa precarietà, si è rassegnati a considerarla come inevitabile?
Dalla mia esperienza posso dire che, nel complesso, le donne sono consapevoli dei rischi e sono in grado di riconoscere le complicazioni che si presentano e sanno anche, nel caso, dove recarsi. Il problema è che, di solito, non hanno né i mezzi finanziari, né i trasporti necessari per arrivarci. Non credo che vedano questo come inevitabile, ma come un evento contro il quale si sentono impotenti.
Quindi la peggior conclusione è che queste morti, molte di loro, potrebbero essere evitate ...
Naturalmente, potrebbero tranquillamente essere evitate. Basti guardare che cosa succede in altri paesi dove la maggior parte di queste morti non avvengono nonostante le probabili cause siano identiche. Abbiamo e conosciamo i mezzi: un’assistenza sanitaria di base adeguata, ostetriche qualificate che seguano le nascite e centri che possono seguire le neo madri se insorgono complicazioni.
La domanda è ovvia. Perché non accade?
Si stanno attuando molti interventi. La situazione internazionale riguardo la mortalità materna in Africa sub-sahariana è notevolmente cambiata negli ultimi venti anni, ma chiaramente non è sufficiente. I fattori economici sono certamente importanti, ma dovrebbero essere presi in considerazione seriamente anche quelli culturali, sociali e della salute.
Di certo uno dei paesi con più alta mortalità materna, dati dell’ONU, è l'Afghanistan. Ma il dato riferito a questo paese non fa notizia!
Quattordici paesi nel mondo hanno tassi di mortalità materna uguale o superiore a 1.000 decessi ogni 100.000 nati vivi. E, fatta eccezione per l'Afghanistan (1800), tutti si trovano nella zona dell’Africa sub-sahariana. È vero anche che l'attuale situazione in Afghanistan non è ottima e che molti altri indicatori sanitari ci evidenziano altri tipi problemi. I recenti interventi militari hanno colpito molti aspetti della salute, ma i dati di mortalità materna sono più elevati che altrove e, come ho detto, sono da considerare anche i fattori culturali e di salute generale che si influenzano vicendevolmente.
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