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- osservatorio - mondo - politica e società - 06-05-10 - n. 318
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Cambiamento di epoca e pensiero filosofico
di Armando Hart Dávalos
28/04/2010
Quando il presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, ha espresso che non siamo davanti ad un'epoca di cambiamento bensì ad un cambiamento di epoca, il concetto mi è sembrato molto azzeccato. Questo cambiamento di epoca, richiede di conseguenza un nuovo pensiero che dia delle risposte alle nuove situazioni che l'accompagnano. Per questo motivo continuo ad insistere sulla necessità di iniziare una riflessione filosofica che ci conduca a trovare concretamente il cammino che Cuba, la Nostra America ed il mondo devono intraprendere in questi albori del secolo XXI.
Per analizzare la natura degli errori commessi nel secolo XX e relativamente al pensiero di Marx ed Engels, dobbiamo partire della comprensione che anche l'uomo è materia, o meglio, che la vita umana ha fondamenti materiali. Affinché si capisca la portata dell’errore sottolineiamo che fu proprio questo quello che ostacolò una corretta interpretazione del materialismo storico nel secolo XX; per questa ragione, molti "marxisti" portarono avanti le idee del Che, di Fidel e di tanti altri rivoluzionari e combattenti che propiziavano il cammino verso la rivoluzione socialista. Ma non vennero ascoltati, e lì sta l'essenza degli errori che portarono, insieme ad altri fattori, al collasso del cosiddetto "socialismo reale".
Si impone quindi come una necessità inevitabile approdare al pensiero filosofico che, partendo dell'immenso sapere di Marx, Engels e Lenin, costituisca una guida certa per interpretare i complessi fenomeni dei questi inizi del XXI secolo. La filosofia, come disse Gramsci, parte dalle verità del senso comune e deve essere esposta in un linguaggio comprensibile all'uomo semplice. Non, come storicamente è successo, usando una terminologia per iniziati o complicando con parole e concetti complessi le più valide riflessioni su come potremo arrivare all’essenza del materialismo storico per trasformarla in mezzi per il cambiamento.
Anche Engels segnalò che il marxismo è un metodo di investigazione e di studio, e Lenin, da parte sua, affermò che il marxismo è una guida per l'azione. Con questo metodo e questa guida possiamo approcciare i problemi concreti del nostro tempo, ma come loro stessi segnalarono, non esiste una formula di applicazione generale per tutte le situazioni e tutti i paesi. Ci serve, a partire dallo sviluppo concreto delle nostre società, della tradizione intellettuale e politica della nostra regione, trovare in maniera creativa le vie e forme più adeguate che aprano un solco verso quel vero socialismo del secolo XXI al quale aspirano i nostri popoli.
Qualunque analisi che realizziamo deve partire della nostra storia e dai vincoli tra i paesi latinoamericani e caraibici che si sono forgiati durante i secoli e che fanno della nostra regione quella con maggior vocazione all'integrazione, che possiede un patrimonio spirituale di una ricchezza impressionante.
Nella Nostra America, come ci identificò Martí, o nel nostro piccolo genere umano, come ci caratterizzò Bolivar, le idee dell'Illuminismo vennero fatte proprie ed i suoi principi si orientarono verso la trasformazione del mondo a beneficio della giustizia. Fu nella Nostra America che le idee di Libertà, Uguaglianza e Fraternità della Rivoluzione Francese acquisirono una portata davvero universale. Il secolo XVIII fu il secolo delle luci mentre, da questa parte del mondo, il secolo XIX fu quello dei fuochi, dei fuochi di Bolivar, e le luci di quei fuochi sono quelle necessarie a questo secolo per affrontare l'attuale dramma dell'umanità.
A Cuba, abbiamo avuto il vantaggio che le principali figure che costituiscono il nucleo fondatore del pensiero filosofico furono anche maestri e le esposero con fini pedagogici ed in maniera accessibile. Ricordiamo José Agustín Caballero, Félix Varela, José de la Luz y Caballero e José Martí. Essi inaugurarono nella tradizione filosofica cubana il metodo elettivo che permette di prendere il meglio dai diversi sistemi ma sempre con il fondamento della giustizia, principale categoria della cultura.
A partire da questi precedenti si impone oggi la necessità di prendere le cose migliori da tutti nostri pensatori integrandoli senza fattori esclusivi.
Cominciamo con la caratterizzazione che fece Simón Bolívar dei nostri paesi: Il successo coronerà i nostri sforzi; perché il destino dell'America è definito in maniera irrevocabile; il laccio che la univa alla Spagna è stato tagliato ( …) Il velo è stato strappato; abbiamo finalmente visto la luce e vogliono farci tornare nelle tenebre; le catene si sono spezzate; siamo già liberi, mentre i nostri nemici pretendono schiavizzarci nuovamente.
E più avanti precisava: Noi siamo un piccolo genere umano; possediamo un mondo a parte, circondato da grandi mari; nuovi in quasi tutte le arti e le scienze, benché in un certo modo vecchi negli usi della società civile.[1]
In data tanto precoce come l’11 gennaio di 1861 Benito Juárez postulò: Ad ognuno, secondo la sua capacità ed ad ogni capacità secondo le sue opere e la sua educazione. Non ci saranno così classi privilegiate né ingiuste preferenze (...) [2]
Socialismo è la naturale tendenza a migliorare la condizione o il libero sviluppo delle facoltà fisiche e morali. [3]
José Martí nel suo saggio Nostra America, pubblicato il 30 gennaio di 1891, sentenziò: Con un decreto di Hamilton non si possono fermare i colpi del puledro della pianura. Con una frase di Sieyés non si scioglie il sangue cagliato della razza indio. A colui che è lì dove si governa, bisogna avvertirlo a governare bene; ed il buon governante in America non è quello che sa come si governa il tedesco o il francese, bensì colui che conosce di quali elementi è fatto il suo paese, e sa come può guidarli tutti insieme, per arrivare, con metodi ed istituzioni nate del paese stesso, a quello stato desiderabile dove ogni uomo si conosce ed esercita, godendo tutti dell'abbondanza che la Natura mette a disposizione di tutti, nel popolo che la feconda con il proprio lavoro e la difende con la propria vita. Il governo deve nascere dal paese. Lo spirito del governo deve essere quello del paese. La forma di governo deve rifarsi alla costituzione del paese. Il governo non è altra cosa che l'equilibrio degli elementi naturali del paese. [4]
Da parte sua, Julio Antonio Mella, in articolo pubblicato alla morte di Lenin, affermò: Non pretendiamo di realizzare da noi copie servili di rivoluzioni fatte in altri climi, in alcuni punti non comprendiamo certe trasformazioni, in altri il nostro pensiero è più avanzato, ma saremmo ciechi se si negasse il passo in avanti compiuto dall’uomo nel cammino verso la liberazione. [5]
Ed il peruviano José Carlos Mariátegui, dalla sua prospettiva indoamericana, disse: (…) Il socialismo in America non può essere un calco o una copia, ma deve essere una creazione eroica.
Prendendo come punto di partenza tutte le riflessioni del passato, potremo assumerci il compito di organizzare una riflessione filosofica che ci permetta di creare una piattaforma storico-culturale che serva da fondamento ai processi integrazionisti già in marcia e che abbiamo chiamato ALMA (Alternativa Martiana), dell'ALBA. Soltanto uniti potremo far fronte alle colossali sfide che hanno davanti a sé i popoli della Nostra America e contribuire efficacemente ad evitare il collasso delle civiltà di questo secolo che sta iniziando. Inoltre è la bussola della quale necessita il socialismo del XXI secolo.
Partendo da queste premesse, la Prima Conferenza dell'ALMA svoltasi a Monterrey nell’ottobre dell’anno scorso, e la seconda, che si farà a Caracas il prossimo mese di novembre, sono concepite per promuovere, mediante la discussione collettiva, l'analisi teorica circa le grandi trasformazioni di cui hanno bisogno l’America ed il Mondo. Non si tratta di un mero esercizio teorico, bensì coordinare una più ampia mobilitazione della società per affrontare le sfide che significano la salvezza della specie umana e promuovere la lotta contro la povertà, la marginalità, l'esclusione sociale, la violenza e il saccheggio delle risorse naturali per riuscire a costruire un mondo migliore, caratterizzato dalla pace, dallo sviluppo sostenibile, dalla giustizia sociale, dalla solidarietà ed dal rispetto per la piena dignità dell'uomo. L’eredità intellettuale di José Martí, è diventata un referente etico e politico per il conseguimento di quel mondo migliore al quale aspiriamo, per le presenti e le future generazioni.
Note
1. Simón Bolívar, Lettera dalla Giamaica, Kingston, 6 settembre 1815.
2. Da Benito Juárez, documenti, discorsi e corrispondenza, opera in 15 tomi, redatta da Jorge L. Tamayo, pubblicata dalla Presidenza della Repubblica Messicana tra 1972 e il 1975.
3. Ibídem.
4. José Martí. Opere Complete. Casa editrice delle Scienze Sociali, L'Avana, 1991, t. 6, p. 17.
5. Julio Antonio Mella. "Lenin incoronato". In Mella. Documenti ed articoli, Casa editrice delle Scienze Sociali, L'Avana, 1975, pp. 87-88.
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