www.resistenze.org - osservatorio - mondo - politica e società - 11-09-10 - n. 331

da www.rebelion.org/noticia.php?id=112730
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Sakineh e Norma
 
di Koldo Campos Sagaseta
 
11/09/2010
 
Tutti conosciamo l’iraniana Sakineh Ashtiani. Condannata alla lapidazione dalle autorità giudiziarie iraniane, questa donna accusata di adulterio ha la possibilità di aver salva la vita. Il suo caso sarà riesaminato, speriamo che sia fatta giustizia e la donna venga liberata.
 
Nessuno invece conosce la colombiana Norma Irene Pérez. Condannata ad essere assassinata dallo Stato colombiano, la donna ha scoperto e reso pubblica, una fossa comune nel suo paese, in cui l'esercito aveva seppellito duemila cadaveri di contadini che erano stati uccisi. E ora nessuno la può più salvare. Pochi giorni fa, tornando a casa dopo aver partecipato ad una riunione, questa donna, difenditrice dei diritti umani, è stata rapita da uomini armati. Pochi giorni dopo è ricomparsa, picchiata a morte.
 
Nel caso di Sakineh Ashtiani è ovvio che la pressione di diverse istituzioni, come le Nazioni Unite, vari organismi ed i mass media, hanno contribuito in modo significativo a salvarle la vita. Nel caso di Norma Irene Pérez è altrettanto evidente che la complicità silenziosa di istituzioni quali le Nazioni Unite, vari organismi ed i mass media, hanno contribuito a garantire la sua morte. Contributo che aggrava maggiormente il reato, per il generoso sostegno che queste istituzioni e i mass media forniscono ad uno stato narco-terrorista, che conta centinaia di migliaia di persone scomparse, assassinate e costrette a scappare.
 
Se si inserisce il nome della donna iraniana sul motore di ricerca di El País, appaiono 68 notizie sul suo conto e più di cento indirizzi che riportano notizie su di lei.
 
Nel motore di ricerca del quotidiano El Mundo, sono centinaia i riferimenti a Ashtiani.
 
In nessuno di questi due giornali, tuttavia, appare una notizia, una sola, che faccia riferimento a Norna Irene Pérez, minacciata di morte per il suo coraggio e per l'iniziativa di scoprire e rendere pubblica la fossa comune più grande mai scoperta al mondo, con più di duemila vittime che vengono chiamate "falsi positivi" (1)
 
Recentemente il Time Magazine, sopra l'immagine di una giovane afgana mutilata da un parente, sentenzia in prima pagina: "Ecco cosa succede se ci ritiriamo dall'Afghanistan".
 
Azzarderà ora il Time, sull'immagine di Norma assassinata, circondata dalle sue tre figlie di 14, 6 e 4 anni e dal figlio di 9, un titolo così: “Ecco cosa continuerà a succedere se non invadiamo la Colombia”? O sarà che la Colombia, già da molti anni, è stata invasa ed occupata?
 
Fonte: www.cronopiando.com 
 
Note
1. La pratica di vestire con uniformi guerrigliere contadini massacrati, come lo sventare falsi attacchi insorgenti o debellare attentati fittizi rientrano nei cosiddetti "falsi positivi" (da NuevaColombia, Bollettino di informazione, 03/11/2008 - in www.resistenze.org)
 
 

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