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- osservatorio - mondo - politica e società - 26-04-11 - n. 361
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Chávez, Correa ed Evo Morales… Dobbiamo votare per la nostra Madre Terra
Aníbal Garzón Baeza
23/04/2011
Il 22 aprile 2011, come cittadino del mondo residente in Bolivia, mi sono alzato con l'intenzione di utilizzare il mio telefono cellulare ed avere il diritto a votare sulle 5 domande approvate alla CMPCC (Conferenza Mondiale dei Popoli su Cambio Climatico ), ma il mio sogno è svanito.
Precisamente un anno fa si tenne in Bolivia la Conferenza sui cambiamenti climatici (CMPCC). Migliaia di persone appartenenti a diversi movimenti sociali ed organizzazioni provenienti da 136 variopinti paesi, accompagnati da personalità del calibro di Marta Harnecker, Naomi Klein, Frei Betto, l'ex segretario generale dell’Assemblea delle Nazioni Unite Miguel d'Escoto, o lo stesso presidente Evo Morales , presenziarono la cerimonia tenutasi per 3 giorni in Tiquipaya (Dipartimento di Cochabamba). L'evento fu programmato per terminare il 22 aprile 2010 riferendosi al primo anniversario della celebrazione della Madre Terra, approvata dall’ONU su proposta della Bolivia. [1]
Ma rinfreschiamoci la memoria, poiché talvolta, la sinistra soffre di Alzheimer.
La Conferenza durò tre giorni e fu composta da 17 gruppi di lavoro, dove le migliaia di partecipanti discussero temi importanti come: "Cause Strutturali, Armonia con la Natura, Migrazioni Climatiche, Popoli indigeni, Visione Condivisa, Protocollo di Kyoto, Adattamento, Finanziamento, Sviluppo e Trasferimento Tecnologico, Foreste, Pericolo del Mercato del Carbone, Strategie d'Azione, Agricoltura e Sovranità alimentare, ... oltre, ai quattro temi che furono fondamentali, quali Diritti della Madre Terra, Tribunale di Giustizia Climatica, Referendum e Debito Climatico.
Fu anche presentato il discusso e cosiddetto “Tavolo Popolare 18”, convocato dall’organizzazione indigena boliviana Consiglio Nazionale delle Qullasuyu Auyllus e Markas (CONOMAQ), sostenuto da decine di organizzazioni nazionali, che richiedeva la discussione del problema della contaminazione dei popoli che vivono all’interno delle frontiere boliviane, anche se poi tale discussione non fu accettata dal governo boliviano in quanto appartenente alla sfera delle problematiche nazionali e non internazionali.
La Conferenza e il Referendum
Alla manifestazione, che ha dato coraggio all'unione della sinistra nella lotta contro il capitalismo non sostenibile e in difesa della Pachamama (Madre Terra in lingua aymara), alla tavola rotonda sui diritti della Madre Terra sono stati approvati 4 articoli che hanno dichiarato la Pachamama come essere vivente ribadendo che l’essere umano non può vivere senza di essa, ma la Madre Terra può vivere senza l'uomo. Quindi, conseguentemente, è stato anteposto al mito della superiorità dei diritti dell'uomo (antropocentrismo), l'approvazione internazionale di un progetto per elaborare una nuova Carta dei Diritti della Madre Terra (naturacentrismo).
Nel dibattito sul Tribunale di Giustizia Climatica ed Ambientale, fu approvata la creazione di questo organismo internazionale, proponendo la sede in Bolivia, al fine di sanzionare gli Stati, le imprese o gli individui che non rispettino la Convenzione delle Nazioni Unite sul Cambio Climatico ed il Protocollo di Kyoto, con il pieno sostegno della riforma delle Nazioni Unite al fine di garantire il rispetto delle decisioni del nuovo Tribunale.
Sulla questione del Debito Climatico, si è concordato che i paesi storicamente "sviluppati", con la loro forte industrializzazione sono la causa principale dei cambiamenti climatici a causa dell'inquinamento che provocano, e devono assumersi e riconoscere le proprie responsabilità: riducendo le emissioni dei gas serra, responsabilizzandosi per le migrazioni climatiche mediante la soppressione delle restrizioni alle frontiere, coprendo i costi dell’impatto dei cambi climatici nei paesi in via di sviluppo, e adottando e applicando la nuova Dichiarazione Universale sui Diritti della Madre Terra che si approva alle Nazioni Unite.
Ed, infine, una delle proposte più importanti che fu deliberata dalla Commissione del Referendum, fu l’attuazione di una consultazione universale sul cambio climatico sulla base di 5 domande che si sarebbero fatte il 22 aprile 2011 all’opinione pubblica mondiale attraverso telefoni cellulari, internet, o gli organismi elettorali degli Stati.
Le domande condivise erano :
1 - Lei è d'accordo a modificare il modello di sovrapproduzione capitalista e di superconsumo per ristabilire l'armonia con la natura, riconoscendo e rispettando i diritti della Madre Terra?
2. Lei è d'accordo che i paesi e le imprese multinazionali riducano e riassorbano le emissioni di gas serra proporzionalmente alle proprie emissioni ed alle proprie storiche responsabilità per frenare il riscaldamento globale ?
3 - Lei è d'accordo a trasferire tutto ciò che viene speso per le guerre e stanziare un fondo più elevato in difesa della Madre Terra?
4 - Lei è d'accordo che i nostri paesi diventino territori di pace, liberi dall’occupazione da truppe e basi militari straniere ?
5 - Lei è d'accordo con la costituzione di un Tribunale di Giustizia Climatica per giudicare coloro che distruggono la Madre Terra?
Promesse non mantenute
Evo Morales come simbolo d’avanguardia nella difesa della Madre Terra, in occasione dell’anniversario del CMPCC farà una valutazione a Tiquipaya. Probabilmente spenderà parole a sostegno della validità della Conferenza e di denuncia contro il costante e continuo inquinamento messo in atto dai paesi capitalisti, però se eventualmente nel suo discorso mancasse un po’ di autocritica, lo anticipiamo noi.
Il documento delle conclusioni finali approvato dal vertice, chiamato Accordo dei Popoli, aveva l’obiettivo di essere presentato durante le giornate del XVI Conferenza dell’ ONU sul Cambiamento Climatico (COP-16), tenutasi a Cancun, nel dicembre dello scorso anno.
La prima sconfitta fu che questo obiettivo non venne raggiunto.
Nonostante ciò, la Bolivia come pilota del progetto, ha continuato con la propria resistenza ed ha chiesto alla Conferenza delle Nazioni Unite il rispetto del protocollo di Kyoto firmato nel 1997, sostenendo che fu approvato anche in seno alla CMPCC.
Alla fine, sugli impegni minimi, deliberati dal COP-16, l'unico paese dei 194 presenti che a votato contro è stata la Bolivia ritenendoli insufficienti [2]. Quindi, il capo della delegazione boliviana, Paul Soron, ha ricordato al presidente del vertice, il ministro degli Esteri messicano Patricia Espinosa, che sarebbero state violate le norme della Convenzione poiché l’approvazione degli accordi è prevista che sia ratificata con il consenso di tutti i 194 paesi membri, quindi all'unanimità [3].
Nel CMPCC in Bolivia, presidenti e alte autorità dei paesi che compongono L’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America - Trattato di Commercio dei Popoli (ALBA-TCP), Venezuela, Nicaragua, Ecuador, Cuba, Dominica, St. Vincent e Grenadines, Antigua e Barbuda, riaffermarono, per voce tra gli altri, del presidente venezuelano Hugo Chavez e di quello ecuadoriano Rafael Correa, di indire il referendum sul cambiamento climatico ufficialmente nei loro stati [4], con la partecipazione delle organizzazioni sociali.
I paesi dell’ALBA-TCP, non solo non hanno appoggiato la Bolivia al vertice di Cancun, minando il blocco di resistenza anti-egemonica al potere della globalizzazione insostenibile, ma hanno reso le promesse del referendum, parole al vento e carta straccia.
Il 22 aprile 2011, come cittadino del mondo residente in Bolivia mi sono alzato con l'intenzione di utilizzare il mio telefono cellulare ed avere il diritto al voto sulle 5 domande che sono state approvate dalla CMPCC , ma il mio sogno è svanito.
Né in Bolivia o in Venezuela, né in Ecuador, dove i leader si sono impegnati a favorire... l'attuazione del referendum sulla nostra Madre Terra, si è tenuto alcun voto popolare.
Restiamo sottomessi alla dittatura dei paesi imperialisti, alle Nazioni Unite e alle società multinazionali. ABBIAMO IL DIRITTO DI VOTO!
Note:
[1] http://www.lostiempos.com/diario/actualidad/internacional/20090422/onu-aprueba-dia-internacional-de-la-madre-tierra-a-solicitud-de_4204_6914.html
[2] http://mexico.cnn.com/planetacnn/2010/12/11/se-aprueban-los-acuerdos-de-cancun-pese-al-rechazo-de-bolivia
[3] http://www.telesurtv.net/secciones/noticias/85643-NN/cumbre-climatica-de-cancun-concluye-con-acuerdo-pero-sin-consenso/
[4]http://www.desdeabajo.info/index.php/actualidad/internacional/6795--en-la-cumbre-climatica-de-cancun-habra-otra-batalla-preve-chavez.html
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