www.resistenze.org - osservatorio - mondo - politica e società - 19-09-11 - n. 377

da http://www.cubadebate.cu/noticias/2011/09/13/paises-sudamericanos-y-caribenos-enfrentaran-a-la-otan-en-la-onu/
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Paesi del Sud America e dei Caraibi affronteranno la NATO all'ONU
 
Cubadebate
13/09/11
 
I paesi del Sud America e dei Caraibi affronteranno in un dibattito politico le nazioni integranti dell’Organizzazione del Trattato Atlantico (NATO), durante la 66a sessione annuale dell'Assemblea Generale dell'ONU a New York, USA. Il blocco sudamericano e dei Caraibi, guidato dall’Alleanza Bolivariana per i Popoli delle Americhe (ALBA), con Venezuela e Cuba in testa, ha concordato un paio di giorni fa a Caracas, di mantenere una posizione unitaria nel corso della sessione annuale delle Nazioni Unite.
 
L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite inizierà martedì la sua 66a sessione ordinaria, includendo diversi forum e la tradizionale passerella e discorsi dei ministri degli Esteri, capi di Stato e di governo. Il programma prevede il suo avvio con la nomina del nuovo presidente per la sessione annuale, Nassir Abdulaziz Al-Nasser, rappresentante permanente del Qatar. Il forum tratterà argomenti sul disarmo e sulla sicurezza internazionale, economica e finanziaria; questioni sociali, umanitarie e culturali; questioni amministrative e di bilancio, aspetti giuridici e la commissione politica speciale sulla decolonizzazione. È inoltre prevista una sessione sulla prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili e una sul tema della desertificazione, il degrado del territorio e la siccità, nel contesto dello sviluppo sostenibile e l'eradicazione della povertà. Il dibattito generale e la solita maratona dei discorsi pronunciati dai governanti e dai ministri degli esteri sono in programma dal 21 al 27septiembre.
 
La questione Libica
 
L'intervento militare in Libia che ha portato al rovesciamento del governo di Muammar Gheddafi, ha provocato la reazione dei paesi dell'ALBA, il cui consiglio politico ha rilasciato,venerdì scorso, una dichiarazione di condanna nei confronti della guerra Nato in Libia.
 
Venezuela, Cuba, Bolivia, Ecuador, Nicaragua, Dominica, Antigua e Barbuda, San Vicente e le Granadine, membri dell’ALBA, sostengono che l'intervento militare della NATO in Libia è da considerarsi un'aggressione illegale appoggiata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il gruppo sostiene che l'intervento in Libia è una minaccia che la NATO intende ripetere in Siria, approfittando delle difficoltà politiche della nazione araba.
 
I Paesi dell’ALBA rifiutano l'intenzione di trasformare la Libia in un protettorato della NATO o del Consiglio di sicurezza dell'ONU ed esigono che siano rendicontate le riserve finanziare congelate libiche. Hanno inoltre richiesto di indagare sui crimini commessi dalla NATO e di sostenere il ruolo dell'Unione africana nei suoi sforzi per raggiungere la pace in Libia. Il ministero degli Esteri venezuelano ha rilasciato un comunicato, condiviso da tutti gli altri paesi dell'ALBA e dai membri dei Paesi Non Allineati, a sostegno del progetto di risoluzione promosso dalla Russia e dalla China rispetto alla questione siriana.
 
Ha inoltre ribadito la posizione che i paesi dell'ALBA manterranno in blocco durante i lavori delle Nazioni Unite che si concluderanno il 27 settembre. I Paesi dell'ALBA sosterranno inoltre la Palestina e la sua richiesta di riconoscimento come membro libero e indipendente pienamente riconosciuto dall’ONU. Il presidente venezuelano Hugo Chavez ha infine dichiarato che "il mondo è minacciato da una follia che è diventata un incendio universale", criticando l'intervento militare NATO in Libia e proponendo ai paesi dell’ALBA di lanciare all’ONU una controffensiva per denunciare il governo degli Stati Uniti ed i loro alleati della NATO. Chavez ha annunciato che i meccanismi dell’ALBA, dell'Unione delle Nazioni Sudamericane (UNASUR) e della Comunità dei Caraibi (CARICOM) devono garantire la pace nel mondo.
 

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