www.resistenze.org - osservatorio - mondo - politica e società - 02-05-12 - n. 407

da www.Verticedelospueblos2012.org/index.php?option=com_content&view=article&id=102:declaracion-de-la-v-Vertice-de-los-pueblos&catid=34:comunicados&Itemid=53
Traduzione dallo spagnolo a cura di Adelina Bottero
 
Dichiarazione del 5° Vertice dei popoli
 
Cartagena (Colombia)
 
14/04/2012
 
Noi organizzazioni sociali e popolari del Continente, riunite nel V Vertice dei Popoli, la vera voce delle Americhe, svoltosi tra il 12 e 14 aprile a Cartagena de Indias, in concomitanza col VI Vertice delle Americhe, comunichiamo quanto segue.
 
Respingiamo energicamente l'insistenza del governo degli Stati Uniti d'imporre la sua agenda e decidere l'orientamento delle deliberazioni di questi vertici. Prova ne sono il suo veto alla partecipazione di Cuba e la sua strategia di militarizzazione, che utilizza pretesti quali la fallita guerra contro la droga, l'intervento nei disastri naturali ed il controllo dell'emigrazione, per mantenere la sua egemonia. Una componente fondamentale di questa strategia è la criminalizzazione delle lotte sociali.
 
La sua politica imperialistica si è espressa nell'appoggio al colpo di stato in Honduras e nel sostegno al regime illegittimo di Porfirio Lobo, nei tentativi di destabilizzare Haiti, nel mantenimento del blocco economico verso Cuba e nel permanere della base militare di Guantanamo, come pure nell'opposizione alla sovranità dell'Argentina sulle isole Malvine.
 
È stata evidente, dopo il Vertice di Trinidad e Tobago, l'inadempienza dell'offerta di realizzare un nuovo tipo di relazioni con l'America Latina da parte del governo di Obama. Il governo statunitense, benché sconfitto nel proporre l'ALCA, per eludere la grave crisi economica che affronta dal 2007, si è prodigato nel promuovere i trattati di libero commercio e l'insieme dell'agenda neoliberista, che sono un ostacolo all'integrazione regionale e hanno sprofondato nell'arretratezza e nella miseria la maggioranza dei paesi del Continente.
 
Da parte sua, il governo canadese ha promulgato una politica di trattati di libero commercio, di grande industria estrattiva e di prelevamento di risorse naturali ed energetiche in tutta l'America Latina. Le sue imprese stanno causando danni irreversibili all'ambiente e alla biodiversità, violando i diritti dei popoli ai loro territori. I conflitti sociali ed ambientali nella regione si moltiplicano in conseguenza di questo modello predatorio.
 
Riconosciamo i progressi negli sforzi d'integrazione regionale autonoma, secondo quanto pianificato in ALBA, UNASUR e CELAC (Comunità di Stati dell'America Latina e dei Carabi). Tuttavia la costruzione e consolidamento di governi democratici, progressisti e di sinistra deve procedere al superamento del modello basato sull'attività estrattiva, sulla monocoltura agricola finalizzata all'esportazione e sull'accaparramento delle terre. Questo lede diritti essenziali come il consenso previo, libero ed informato e impedisce che il movimento sociale metta in campo tutta la sua capacità, come forza in grado di radicare i cambiamenti.
 
Il confluire di tali correnti governative coi movimenti sociali e politici, può essere salvaguardato nella misura cui i popoli consolidino l'unità, la mobilitazione sociale e politica e non rinuncino alla loro autonomia ed al loro diritto di fiscalizzazione. Registriamo con soddisfazione che le lotte popolari proseguono e s'intensificano in resistenza pacifica al modello neoliberista.
 
A questo V Vertice dei Popoli, la Vera Voce delle Americhe, hanno partecipato migliaia d'attivisti e attiviste, d'organizzazioni di donne, sindacati, studenti, contadini, indigeni, afrodiscendenti, piccoli produttori, settori di chiese e di ecumenici dell'emisfero. Deliberiamo sui problemi che consideriamo veramente fondamentali per i nostri popoli e progrediamo nell'elaborare proposte, per cui tra le altre istanze, richiediamo:
 
- L'eliminazione delle basi militari straniere, la fine del colonialismo, la cancellazione di esercitazioni ed addestramenti militari e di polizia congiunti, la chiusura della "Escuela de las Americas", l'eliminazione del Sistema Interamericano di Difesa e la sospensione del dislocamento della IV flotta nei nostri mari.
 
- La fine della militarizzazione col pretesto della guerra contro la droga, la sua sostituzione con una politica integrale e multilaterale che enfatizzi misure di salute pubblica.
 
- La fine della militarizzazione di funzioni civili come l'assistenza umanitaria, l'intervento nei disastri naturali ed il controllo dell'emigrazione.
 
- La cessazione della criminalizzazione delle lotte sociali, dell'uso dei territori indigeni, afrodiscendenti e contadini come scenari di guerra: no ai reclutamenti forzati, all'uso delle donne come bottino di guerra e ai trasferimenti imposti di popolazioni. Nel caso della Colombia, in cui persiste il conflitto armato interno, la militarizzazione ha spinto questi popoli sull'orlo dell'estinzione.
 
- La soppressione dei trattati di libero commercio ed investimento che aggravano la povertà, l'esclusione sociale e l'ineguaglianza, che colpiscono in modo particolare le donne.
 
- La sospensione della promozione indiscriminata dell'investimento straniero, cercando invece relazioni di cooperazione e beneficio reciproco, rinsaldando i processi d'integrazione autonoma. I diritti degli investitori non possono stare al di sopra dei diritti dei popoli e della natura. È necessario condannare le multinazionali in quanto principali protagoniste di tale modello.
 
- Una nuova architettura finanziaria regionale che incorpori Banca del Sud e Fondo di Riserve Latinoamericano, ponendo fine alla politica impoverente dell'indebitamento.
 
- Soluzioni reali alla crisi ambientale e climatica che puntino alle sue cause strutturali, attraverso una nuova pianificazione dell'architettura finanziaria ed un cambiamento nel modello di sviluppo. Difendiamo la vita ed i beni comuni a fronte della mercificazione della natura, incentivata dalle istituzioni finanziarie multilaterali e dai paesi del Nord.
 
- Rispetto del diritto dei popoli a decidere le loro politiche agrarie, assicurare la loro sovranità alimentare, conservare e consumare i loro prodotti autoctoni. Tutto ciò è minacciato dalle monocolture, dagli agrocombustibili, dagli organismi transgenici e dal grande settore minerario.
 
- Che siano prioritarie la creazione di lavoro degno per tutti e tutte, la garanzia della libertà sindacale e negoziazione collettiva, la cessazione della violenza contro lavoratori rurali ed urbani del continente.
 
- Cambiamenti effettivi nei sistemi educativi che assicurino il pieno accesso all'educazione, con partecipazione democratica della classe educativa, contro la privatizzazione e mercificazione dell'educazione. Appoggiamo la richiesta del movimento studentesco del continente in difesa del diritto all'educazione, per la sua gratuità ed universalità.
 
- Che sia ristabilito il diritto di Cuba ad appartenere al sistema multilaterale. Esigere che gli USA pongano fine al blocco contro a Cuba e all'ostilità nei confronti dei governi che non seguono i loro dettami.
 
- Che siano rinsaldati i processi d'integrazione autonoma, senza ingerenza del governo degli Stati Uniti. Realizzare ampi processi d'integrazione dei popoli, con rispetto, riconoscimento ed inclusione degli apporti delle comunità ad una società basata sulla cooperazione, il Buon Vivere e la costruzione di una cultura di pace.
 
 - Noi popoli fratelli del continente, appoggiamo la Colombia nella ricerca di una soluzione negoziata e pacifica al conflitto armato.
 
Ci rammarichiamo del fatto che la bella città di Cartagena sia contemporaneamente esempio d'ineguaglianza e povertà. Oggi di militarizzazione, in occasione del Vertice ufficiale dei presidenti.
 
Rivolgiamo un appello a tutti i settori sociali del Continente Americano, affinché in modo unitario intraprendiamo le lotte che rivendichino i principi e le aspirazioni raccolti in questa dichiarazione, invitandoli ad accompagnare la mobilitazione di massa, pacifica e civile per conseguire gli obiettivi che ci siamo proposti.
 
Infine consideriamo che il Vertice ufficiale delle Americhe non può continuare ad essere uno scenario escludente, di subordinazione all'impero e simulazione di false armonie. Questa è la nostra voce, la vera voce dei popoli delle Americhe, e così la proclamiamo di fronte al mondo.
 

Resistenze.org     
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.

Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.