www.resistenze.org
- osservatorio - mondo - politica e società - 14-10-12 - n. 425
E vai con il premio Nobel per la Pace
di Tiziano Tussi
12/10/2012
"..l'Ue contribuisce da più di sessant'anni a promuovere la pace, la riconciliazione, la democrazia e i diritti dell'uomo in Europa" e vai con il premio Nobel per la Pace.
Le motivazioni appaiono quantomeno discutibili e poco si capisce come una sorta di "continente politico" , ben 27 Paesi, possa essere degna di un premio per la pace.
A Stoccolma si sono dimenticati la guerra nella ex Yugoslavia e fino a prova contraria i Balcani sono in Europa. Una guerra tragica come altre, ma comunque tragica e terribilmente moderna, con civili ammazzati come mosche e combattimenti che si sono trascinati per anni dall'inizio del decennio novanta del secolo scorso. Ma vogliamo pure dimenticarci l'affaire del Kossovo? Anche lui in Europa ci pare.
Aggiungiamo: i soldati europei, di troppi stati europei sono impegnati a mantenere la pace in Afganistan ed in Iraq. Mandati come piloti di caccia a bombardare paesi limitrofi - ricordate la Libia? Ancora: dal suolo europeo, dalle basi Nato partivano aerei a bombardare i Balcani. Guerra umanitaria per carità, ma sempre guerre che di umanitario in fatto di morti avevano nulla.
Vediamo i diritti dell'uomo. L'Inghilterra mantiene ancora una colonia in piena Europa, nel nord dell'Irlanda, e ci ricordiamo di quello che accade là, in fondo non molto lontano dalla Svezia. Ci ricordiamo pure la questione basca tra Spagna e Francia. Francia molto attiva in Africa a fare e disfare governi e presidenti fantoccio a suo piacimento. Comincia ora un'avventura in Mali con la Francia a fare da supervisore. L'ultimo nato nel continente delle guerre endemiche combattute per i voleri di colonialisti europei.
Andiamo sulla sponda extra comunitari. Come arrivano, come lavorano e vivono qui in Europa? Non pare siano particolarmente coperti dallo scudo dei diritti umani riconosciuti come tali.
Ricordi oscuri nei paesi baltici sul loro appoggio al nazismo durante quel periodo, ricordi che fruttificano ora, frutti marci. Stati con governi di destra poco inclini al riconoscimento dei diritti umani oppure decisamente fascisti, quali l'Ungheria ora, la Spagna di Franco di anzi e il Portogallo di Salazar sino agli anni '70.
Certo non c'è più una guerra tra i grandi Paesi europei dopo la seconda guerra mondiale, ma l'Europa è pensabile solo in riferimento ai grandi Paesi europei - Francia, Germania, Inghilterra, Italia?
Non si può stilare un elenco esaustivo di ogni fatto che puzza di guerra, violenza, repressione, forza bruta, ma basta poco per capire come questo premio Nobel, così come molti altri, sia assolutamente fuori luogo e come sia fuori luogo il senso stesso dell' Europa unita. Un'unione fatta solo sul collante politico ed economico, egemonizzato da pochi Stati, dei 27 attuali, a meno che non si pensi veramente che Cipro, fra l'altro diviso in due, ulteriore bell'esempio di riconciliazione, sia decisivo per gli equilibri europei.
Mi scordavo però che nella EU c'è anche Malta. Vuoi vedere che il premio glielo hanno dato per la politica di accoglienza dei profughi delle carrette del mare che svolge Malta?
|
|
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
|