www.resistenze.org
- osservatorio - mondo - politica e società - 07-12-12 - n. 433
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
L'ABCD della crisi alimentare
Gustavo Duch *
30/11/2012
Qualche settimana fa, in coincidenza con la Giornata Mondiale dell'Alimentazione, siamo stati avvertiti di un ulteriore aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, con ripercussioni che già si conteggiano nei registri funerari dei paesi più vulnerabili, in particolare nel Sahel.
L'argomento diffuso, degli scarsi raccolti che ha avuto quest'anno l'agroindustria negli Stati Uniti, sappiamo già che è per metà menzognero, incompleto, e per fortuna l'informazione è più vasta e le vere cause affiorano: il prezzo delle materie prime aumenta, come nelle precedenti crisi alimentari, a causa: a) delle grandi quantità di cereali che vengono destinati alla produzione di combustibile (ricordate sei o sette anni fa, quando si è messo in guardia degli inconvenienti di questa nuova tecnologia?); b) per la speculazione sui futuri raccolti che si farà nelle borse finanziarie; c) - questo è il più nuovo - per la sempre maggiore quantità di terra fertile che sta passando dalle mani dei contadini al patrimonio delle banche, società e fondi di investimento.
Chi sta in tutte queste attività? Chi c'è dietro la carne, il pane, la pasta, il latte... e noi non lo sappiamo? Chi tiene negli stessi locali scaffali pieni di biocarburanti a base di mais, linee con alimenti di soia per l'ingrasso degli animali e, un corridoio più in là, un tavolo con un responsabile che offre pensioni legate all'acquisto di ettari in Etiopia o obbligazioni finanziarie con riferimento al prezzo del grano?
I quattro del "comprare, vendere e speculare" del cibo a cui mi riferisco sono, in questo ordine: ADM, Bunge, Cargill e Dreyfus, conosciute con le loro iniziali come ABCD della commercializzazione delle materie prime. Quattro società con sede negli Stati Uniti che, inizialmente hanno conseguito il dominio e il controllo del mercato mondiale per i cereali di base e i legumi, e che adesso hanno ampliato negli ultimi anni, la propria attività a queste nuove aree.
Sono quattro stabilimenti, quattro magazzini, che hanno tutto quello che potete e non potete immaginare. Da una brocca a forma di mucca per servire il latte dalle sue mammelle di ceramica, al sempre imprescindibile scaffale dell'intimo e le utili chiavi per i bulloni o sacchi di terra da giardino. Solo che c'è una differenza, mentre in tempi di crisi questi universi vicini soffrono la crisi come qualsiasi altra attività, l'ABCD del cibo, quattro società mostruose nate e cresciute nel grembo di mamma capitalismo e papà deregolamentazione, conquistano tutto l'oro del mondo dicendo che producono cibo quanto in realtà si arricchiscono affamando milioni di persone che muoiono di fame. E lo fanno senza farsi vedere.
E' molto difficile immergersi nelle profondità di queste aziende e le loro infinite controllate, ma ci sono due cose ovvie. Primo, se queste quattro controllano, come è il caso, il 90% del mercato mondiale di cereali, se il mercato non ha un regolamento (né tariffe, né quote di importazione/esportazione, né riserve pubbliche di grano, né politiche di prezzo), e se le poche norme che vengono emesse sono supervisionate dalle stesse ABCD, è facile dedurre che sono le loro decisioni quelle che veramente segnano il prezzo di quella materia prima e quindi di tutti gli alimenti tra cui il riso, grano, mais, ecc. In secondo luogo, se le ABCD (insieme ad alcune istituzioni finanziarie), hanno degustato i brutali profitti generati con la speculazione sul cibo e il terreno agricolo, come il sangue per i vampiri, continueranno a succhiare sulla fame degli altri senza alcun controllo. Dreyfus, per esempio, ha creato il proprio strumento d'investimento Calyx Agro Ltc, per "raccogliere i profitti del crescente settore agro-alimentare e del potenziale apprezzamento della terra, acquisendo terre che attualmente si sfruttano con bassa tecnologia o che sono utilizzate per il pascolo".
Le ultime crisi alimentari hanno permesso che la società civile conoscesse e denunciasse come il cibo e la terra siano diventate oggetto di speculazione. L'attenzione si è concentrata sulle banche e le loro attività nei mercati finanziari legate agli alimenti, con campagne pubblicitarie del tipo "il business di nutrire il mondo" che hanno meritato tutto il rifiuto della società. Sebbene il ruolo che svolgono gli ABCD sia complesso e distante, dobbiamo prendere coscienza della loro importanza nel prezzo delle materie prime. Da parte dei movimenti contadini, in ogni caso, la risposta è arrivata ed è stata chiara: Sovranità Alimentare.
Non sono regole per far si che le ABCD guadagnino meno soldi. Ciò di cui abbiamo bisogno, ciò che è necessario sono politiche a favore della Sovranità Alimentare per far si che il cibo, che non è una merce, ci giunga da molte, piccole e umane aziende agricole.
(*) Scrittore spagnolo, laureato in Veterinaria. Collabora nella costruzione di uno spazio per approcciarsi alle realtà rurali dei paesi del Sud.
|
|
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
|