www.resistenze.org - osservatorio - mondo - politica e società - 11-03-14 - n. 489

Fukushima tre anni dopo: Rinsavire o perseverare?

Janette D. Sherman, M.D. e Joseph Mangano | counterpunch.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

04/03/2014

Il prossimo 11 marzo 2014 ricorrerà il terzo anniversario dal disastro di Fukushima.

La notizia è che il primo ministro Shinzo Abe e i maggiori gruppi economici giapponesi vogliono riaprire gli altri 50 impianti nucleari chiusi dopo le esplosioni di Fukushima, per disporre di una fonte energetica a basso costo. Si tornerà al vecchio costume?

Ci hanno recentemente chiesto se pensiamo che Fukushima possa mai essere bonificata. In base alle nostre conoscenze in biologia, chimica e fisica dell'energia nucleare e isotopi, e sulla scorta dell'esperienza storica, dobbiamo rispondere "no".

Il disastro di Chernobyl risale al 1986, e ancora rilascia radioisotopi. Non tutti i sistemi di vita sono stati esaminati attorno a Chernobyl, ma tra quelli sotto osservazione - animali selvatici e domestici, uccelli, insetti, piante, funghi, pesci, alberi e gli esseri umani - tutti sono stati danneggiati, molti in modo permanente: quindi ciò che accade agli animali e alle piante con vita di breve durata si suppone predittiva delle forme di vita di maggiore durata. In tutto il mondo, risultano 985.000 morti "in eccesso" a seguito del fallout di Chernobyl nei primi 19 anni dopo il disastro. In Bielorussia, a nord di Chernobyl, territorio particolarmente esposto, solo il 20% dei bambini sono ritenuti "sani", mentre prima dello scoppio si consideravano sani l'80% dei fanciulli. Come può funzionare un paese senza cittadini sani e produttivi?

Estremamente indicativo in Usa è il sito nucleare di Hanford nello Stato di Washington, costruito circa 70 anni fa da 60.000 operai, attualmente oggetto di un processo di lisciviazione di radioisotopi nel fiume Columbia. DuPont, l'appaltatore originario, e le molteplici imprese che sono susseguite, hanno impiegato milioni di dollari e devono ancora contenere la radioattività fuoriuscita. Ogni sito nucleare è anche un grande operatore industriale, causa di contaminazione non solo con materiali radioattivi, ma anche con sostanze chimiche tossiche, come solventi e metalli pesanti.

Nel 1941, il cantante folk Woody Guthrie, fu assunto dal dipartimento degli Interni del governo degli Stati Uniti per promuovere i benefici della costruzione delle dighe di Grand Coulee e Bonneville per sfruttare la potenza del fiume Columbia, generare elettricità e integrare l'irrigazione. E' improbabile che Guthrie sapesse che le dighe avrebbero fornito energia elettrica al sito nucleare di Hanford, allora in costruzione, per la produzione di plutonio per le bombe.

Cantava: "Scorri impetuoso, fiume Columbia, la tua forza trasforma in alba le nostre tenebre."

Invece di trasformare il buio in luce, abbiamo prodotto le armi nucleari che hanno reso le città di Hiroshima e Nagasaki "Più luminose di mille soli", parafrasando il titolo del profetico libro di Robert Jungk.

Stipendio mensile di Guthrie di $ 266: lo si confronti con l'annuale budget di 2 miliardi dollari che sta costando oggi ai contribuenti.

Dal 1946 al 1958, gli Stati Uniti hanno testato 67 armi nucleari nelle Isole Marshall, la più famosa delle quali è l'isola di Bikini. Ben presto tra gli isolani sono stati registrati innumerevoli nati morti, aborti spontanei e difetti della tiroide. Dagli anni 60 in poi, la decontaminazione di Rongelap, una piccola isola che si trova circa a 180 km a est di Bikini, continua. Solo circa 0,15 chilometri quadrati di terra è stata decontaminata, circa il 2 per cento dell'isola, a un costo di 40 milioni dollari finora. Nel 1956, la Commissione per l'Energia Atomica ha considerato le Isole Marshall come "il luogo di gran lunga più contaminato al mondo".

Negli Stati Uniti, il sito sperimentale in Nevada e innumerevoli altri siti, rimangono contaminati. Le fuoriuscite più recentemente segnalate si sono verificate nel febbraio 2014 vicino a Carlsbad, (Department of Energy's Waste Isolation Pilot Plant - WIPP, NM). Nell'aria è stato rilevato plutonio 239/240 e americio 241, elementi transuranici fortemente legati al cancro. Finora, tredici lavoratori federali a contratto hanno denunciato livelli di contaminazione interna da radioisotopi.

Fukushima sta ancora perdendo grandi quantità di Cs-137 e Sr-90 nell'Oceano Pacifico, sostanze assorbite da tutte le forme di vita marina: dal plancton alle alghe, ai pesci e mammiferi marini fino all'uomo che consuma la vita del mare contaminata.

Il nostro studio peer-reviewed recentemente pubblicato conferma ipotiroidismo nei neonati in California, le cui madri erano incinte durante le prime fuoriuscite da Fukushima. Anomalie della tiroide sono state rilevate nelle isole Marshall e in Bielorussia tra i residenti di Gomel situati vicino Chernobyl. Lo iodio radioattivo, noto per interferire con la funzione tiroidea è entrato negli Stati Uniti da Fukushima a fine marzo, poco dopo i crolli, attraverso i prodotti lattiero-caseari con conseguenti danni per i nascituri.

Ci vogliono dieci emivite per il decadimento di un isotopo. Sr-90 e Cs-137 hanno un'emivita di circa 30 anni, il che significa che serviranno tre secoli prima che le contaminazioni iniziali siano regredite e interrotte.

Ci sono 26 reattori nucleari negli Stati Uniti simili a Fukushima, e pongono un rischio significativo per le persone e per l'ambiente. Gli Indian Point Nuclear Power Reactors si trovano circa a 35 km dal centro di Manhattan, con 18 milioni di persone che vivono entro 50 miglia dal sito. Quali sarebbero i costi ambientali, umani ed economici, se quei reattori dovessero collassare?

L'attuale prezzo stimato per "ripulire" il pasticcio Tepco a Fukushima è di $ 500 miliardi di dollari. Per noi che abbiamo problemi a pensare questi numeri, ci vorrebbero 96.451 anni per spendere l'intera cifra a 10,00 dollari al minuto.

A meno che non chiudiamo le centrali nucleari esistenti e desistiamo dal costruirne di nuove, siamo destinati a ripetere i disastri di Fukushima, Chernobyl, Three Mile Island in Pennsylvania, e la miriade di altri siti che hanno già causato costi sanitari, sociali, ambientali ed economici incalcolabili. Rinsaviremo o proseguiremo come al solito?

Fu probabilmente Albert Einstein a definire la follia come l'attesa di un esito diverso davanti alla perseveranza dello stesso gesto. Dobbiamo scegliere un percorso sano di mente lontano dal nucleare. Perseverare è da pazzi.

Janette D. Sherman, M. D. is the author of Life's Delicate Balance: Causes and Prevention of Breast Cancer and Chemical Exposure and Disease, and is a specialist in internal medicine and toxicology. She edited the book Chernobyl: Consequences of the Catastrophe for People and Nature, written by A. V. Yablokov, V. B., Nesterenko and A. V. Nesterenko, published by the New York Academy of Sciences in 2009. Her primary interest is the prevention of illness through public education. She can be reached at: toxdoc.js@verizon.net and www.janettesherman.com

Joseph Mangano, MPH MBA, is the author of Mad Science (pub. 2012) as well and many articles on the effects of nuclear power. He is an epidemiologist, and Executive Director of the Radiation and Public Health Project and can be reached at: (www.radiation.org).

Footnotes

Jungk, Robert, Brighter than a Thousand Suns, Harcourt, Brace, New York. 369 pp., C. 1956. (worth getting second-hand.)

Mangano, J, Sherman, J., Busby, C. Changes in confirmed plus borderline cases of congenital hypothyroidism in California as a function of environmental fallout from the Fukushima nuclear meltdown. Open J. of Pediatrics. 2013, 3:370-376 http://dx.doi.org/10.4236/ojped.2013.34067    (http://www.scirp.org/journal/ojped/)

Mangano, J. J., Sherman, J. D. Elevated airborne beta levels in Pacific/ West Coast U. S. States and trends of hypothyroidism among newborns after the Fukushima nuclear meltdown. Open J. of Pediatrics, 3:1-9, March 2013

http://wwwscript.org/journal/ojped/

Yablokov, Alexey V., Nesterenko, Vassily B., Nesterenko, Alexey V., Sherman-Nevinger, Janette D., Consulting Editor. Chernobyl - Consequences of the Catastrophe for People and Nature. Annals of the New York Academy of Sciences. Vol 1171, 2009. Available at: orders@grekoprinting.com

(Japanese Edition became available in Feb. 2013)


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