www.resistenze.org - osservatorio - mondo - politica e società - 21-09-14 - n. 512

America Latina e Caraibi riducono la fame in modo significativo

Fausto Triana * | prensa-latina.cu
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

16/09/2014

Santiago del Cile. La volontà politica si è trasformata in fattore essenziale nella riduzione sostanziale della fame in America Latina ed i Caraibi, in accordo con una relazione presentata oggi in questa capitale.

Raul Benitez, Vicedirettore Generale e Rappresentante Regionale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione (FAO), ha lodato la determinazione degli accordi dell'area per progredire in questo importante campo.

In realtà, Benitez ha dichiarato in Cile, nella sede della FAO, che la zona ha raggiunto il traguardo del primo Obiettivo di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals, ndt), un anno prima della data limite fissata dalla comunità internazionale.

Rispondendo alle domande di Prensa Latina in un incontro, l'alto funzionario ha encomiato i progressi latinoamericani e caraibici nell'agricoltura di tipo familiare, che detiene la più sana di tutte le produzioni.

Ha spiegato che sono elementi primordiali per la riduzione della povertà, tenendo conto che è nelle zone rurali che si concentra la maggioranza della popolazione più vulnerabile e che necessita di accesso ai mercati ed alle tecnologie.

Benitez ha anche fatto riferimento ad un altro problema che affronta la regione, quello della malnutrizione, che fa salire la percentuale di persone in soprappeso al di sopra del 30%, senza una buona alimentazione, cosa che può portare al futuro dramma di genitori che seppelliscono i loro figli.
 
La figura principale della FAO nella zona ha apprezzato l'impegno dei leader politici nei vertici precedenti della Comunità dell'America Latina e dei Caraibi (CELAC), così come di PetroCaribe-Alba, Mercosur, Caricom, Unasur e Sica, tra gli altri.  

In totale, 14 paesi hanno già raggiunto l'Obiettivo di sviluppo del Millennio sulla fame e tre sono sulla buona strada per conseguirlo entro il 2015 ma, mentre ci sono motivi di ottimismo, è anche vero che gli stessi miglioramenti non si constatano nelle donne, negli indigeni e nella zona rurale .
Per illustrare la situazione attuale, Benitez ha sostenuto che nove nazioni latinoamericane potrebbero mettere la povertà al di sotto del cinque per cento della popolazione; otto tra il 5 e il 10; e 15 paesi a livelli critici tra il 10 ed il 20%.
 
Secondo la relazione dello Stato dell'Insicurezza Alimentare nel Mondo 2014 (SOFI, il suo acronimo in inglese) la percentuale di persone che soffrono di malnutrizione nella regione è scesa dal 15,3 nel 1990-1992, al 6,1 per cento nel 2012-2014.
 
Il numero di persone che vivono con la fame in America Latina e nei Caraibi è sceso da 68,5 milioni nel 1990-92 a 37 milioni nel 2012, il che significa che in poco più di due decenni, 31,5 milioni di uomini, donne e bambini hanno superato la denutrizione.
 
Ha sottolineato specialmente i risultati del Brasile col programma della presidente Dilma Rousseff, oltre che quelli della Bolivia e del Venezuela.

Oggi 21 paesi della regione attuano programmi di trasferimenti di fondi condizionati, a supporto di oltre 120 milioni di persone vulnerabili, ha detto.

Allo stesso tempo, ha elogiato l'idea di molti governi di creare circoli virtuosi per fornire i propri programmi di alimentazione scolastica con il contributo dell'agricoltura di tipo familiare, rafforzare la nutrizione del bambino, lo sviluppo rurale e piccoli agricoltori.

Tuttavia, Benitez, di nazionalità argentina, ha ammesso che l'impatto dei cambiamenti climatici e le guerre sono indubbiamente aspetti che si ripercuotono in modo negativo sulle popolazioni più vulnerabili.

* corrispondente di Prensa Latina in Cile


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