www.resistenze.org - osservatorio - mondo - politica e società - 13-01-15 - n. 526

Non si combatte il terrorismo con il terrorismo di Stato

Nota degli editori | odiario.info
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

11/01/2015

Cavalcando la giusta emozione popolare e l'universale condanna degli attacchi terroristi degli ultimi giorni, il governo francese e i grandi media internazionali hanno montato una colossale operazione di manipolazione e propaganda, con base nelle gigantesche mobilitazioni popolari convocate per domenica.

Tale "giornata repubblicana" ha due facce diametralmente opposte. Da un lato, una larghissima ed emozionata mobilitazione popolare in difesa di una società libera da oppressione e da paura. Dall'altro, un inquadramento istituzionale e mediatico che punta in senso contrario.

Basta guardare la gamma delle presenze internazionali in questa "giornata" affinché tale contrasto appaia evidente. Al fianco di Hollande - il presidente di una Francia sempre più impegnata nella ricolonizzazione africana - c'erano, tra gli altri, il criminale di guerra Netanyahu, l'oligarca Poroshenko, attuale responsabile per la catastrofe ucraina, Angela Merkel, l'ungherese Viktor Orban, rappresentanti di regimi del Medio-Oriente la cui complicità con l'imperialismo li rende corresponsabili per la distruzione dell'Iraq e della Libia, per l'attuale tragedia in Siria, per l'infinito martirio del popolo palestinese.

Vi erano primi ministri che conducono una implacabile guerra contro i diritti dei loro popoli, da Passos Coelho a Cameron o Rajoy. Rappresentanti di governi antidemocratici e di estrema-destra e altri che, di fronte all'ascesa dell'estrema-destra nei loro paesi, adottano posizioni e il linguaggio stesso di questa estrema-destra, come succede in Francia e in Gran Bretagna.

Col pretesto di omaggiare i redattori di "Charlie Hebdo" si sono uniti una vasta gamma di personaggi contro i quali la stessa coraggiosa rivista esercitava una vigorosa satira. Col pretesto di "combattere il terrorismo" si sono uniti alcuni dei più ripugnanti praticanti del terrorismo di Stato.

Queste due facce della "giornata repubblicana" di Francia non sono solo opposte. Sono inevitabilmente in conflitto. Da un lato il discorso securitario del potere di Stato, l'elogio e la necessità di una ulteriore maggiore repressione e vigilanza poliziesca indiscriminata della società. C'è da temere che nell'Europa e negli USA sia già in preparazione un'ondata di repressione col pretesto di combattere il terrorismo. Dall'altro lato una gigantesca massa popolare la cui emozione non può farci dimenticare che la difesa della pace e della sicurezza è inseparabile dalla lotta contro tutti coloro che esercitano la violenza a partire dal potere, sia sotto la forma dello sfruttamento, dell'esclusione, della povertà, della distruzione dei diritti dei lavoratori e dei popoli, sia sotto la forma della repressione e del terrirismo di Stato.

Non è con nemici della democrazia e della pace che si difende la democrazia e la pace. Non è con il terrorismo di Stato che si combatte il terrorismo.

Gli editori di odiario.info


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