www.resistenze.org - osservatorio - mondo - politica e società - 03-02-15 - n. 529

Dopo il sostegno a Tsipras del sindaco di New York, è la volta del presidente Obama!

AC | solidarite-internationale-pcf.fr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

03/02/2015

La stampa francese scopre con stupore che il presidente degli Stati Uniti sostiene Tsipras dopo la sua elezione. Sorprendente? Non proprio, se oltre le ultime dichiarazioni, guardiamo alle soluzioni proposte da entrambe le parti per porre fine alla crisi.

Ci era già nota la formula del "comunista preferito di Washington" incarnata da Giorgio Napolitano, che ha appena lasciato la presidenza della repubblica italiana. Ora c'è il "radicale (socialista) preferito da Washington": Alexis Tsipras.

Il sindaco di New York è "solidale nella comune lotta contro le disuguaglianze"

Giovedì, il sindaco di New York, Bill de Blasio, ha inviato le sue congratulazioni ad Alexis Tsipras per la sua vittoria, "apprezzando la sua campagna fortemente incentrata sul tema della disuguaglianza".

Il sindaco si è dichiarato "solidale nella lotta comune contro la disuguaglianza", aggiungendo che "la vittoria di Tsipras ha inviato un messaggio forte ai progressisti di tutto il mondo".

Tsipras dichiara di avere una "ammirazione per New York, una delle città più straordinarie del mondo". Il nuovo primo ministro greco ha invitato il sindaco nord-americano ad Atene, il sindaco ha espresso interesse a fargli visita.

Obama: "gli Stati uniti aiuteranno il governo greco ad uscire dall'austerità"

Il nuovo volto della sinistra radicale ha trascorso gli ultimi giorni al telefono dopo aver ricevuto mercoledì scorso le prestigiose congratulazioni del presidente statunitense Barack Obama in termini lontani dalle frasi di circostanza.

"Gli Stati Uniti prendono posizione per sostenere il governo greco a uscire dalle politiche di austerità" e "questo sostegno si esprimerà concretamente attraverso la cooperazione tra i ministri delle Finanze dei due Paesi".

Il nuovo ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, è senza dubbio cresciuto nell'orbita degli Stati Uniti. Intervenendo regolarmente nella stampa britannica e statunitense, è stato professore nel 2014 negli Stati Uniti e ha lavorato per un'impresa di video giochi.

Obama ha precisato che "l'Europa deve uscire dalle politiche di austerità, cosa che gli Stati Uniti hanno fatto, e adottare un programma di forte sviluppo". Obama ha consigliato a Tsipras di "prendere un periodo di riposo dopo le elezioni, in quanto avrà in futuro bisogno di energia". Alla risposta di Tsipras che sarebbe stato "difficile, date le circostanze", Obama ha ribattuto che era sicuro che avrebbe trovato il tempo, dandogli anche un suggerimento molto personale: "Anch'io ho iniziato giovane, ma i miei capelli sono ora bianchi".

Obama, secondo atto: "Non possiamo continuare a spremere i paesi in depressione"

When Barack meets Alexis. Ieri, Obama è comparso sulla CNN in sostegno della linea Tsipras: che sta cercando alleati nel Partito socialista francese e con il PD italiano contro l'intransigenza tedesca: "Non possiamo continuare a spremere i paesi che si trovano in una profonda depressione. Ad un certo punto, abbiamo bisogno di una strategia di crescita per ripagare i debiti".

La posizione pro-greca e pro-SYRIZA del governo statunitense non è proprio una sorpresa, se non nella sua velocità e nell'assenza di ambiguità.

Obama e SYRIZA sulla stessa lunghezza d'onda: Viva il New Deal!

Gli economisti statunitensi - tra cui le teste di ponte in Europa come Joseph Stiglitz, Paul Krugman, analisti ritenuti "progressisti", ma anche di scuola liberal-keynesiana - sottolineano l'assurdità della zona euro, la necessità di un allentamento fiscale, di un rilancio monetario e anche di un alleggerimento del debito per riavviare la crescita.

Dopo diversi mesi, gli Stati Uniti mettono in guardia la Germania a proseguire una politica di austerità e di ortodossia monetaria che penalizza la crescita, fa portare il fardello della crisi al resto d'Europa, nuoce agli interessi economici e geopolitici del blocco transatlantico.

Su questi due punti, le autorità degli Stati Uniti sono sulla stessa lunghezza d'onda con il leader di SYRIZA.

Non è un caso che Alexis Tsipras si sia ripetutamente appellato all'oltre-atlantico, riprendendo la retorica simbolica dei "progressisti" americani del "New Deal", del "Piano Marshall".

Durante le sue visite negli Stati Uniti, ha preso Roosevelt e Obama come modelli, la politica monetaria della Fed come un esempio da seguire. Poi l'idea del "New Deal" europeo è stata adottata da Juncker, Renzi e Hollande, e lo stimolo monetario del "quantitative easing" da Draghi.

Tsipras ha più volte detto ai suoi futuri partner europei e statunitensi di "non essere pericoloso". Pare che almeno l'amministrazione statunitense si sia convinta del suo impegno a mantenere l'ordine stabilito.


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