www.resistenze.org - osservatorio - mondo - politica e società - 10-10-15 - n. 560

Farsa alle Nazioni Unite: l'Arabia Saudita presiede la Commissione per i Diritti umani

Felicity Arbuthnot | globalresearch.ca
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

24/09/2015

"Tutte le vittime degli abusi contro i diritti umani dovrebbero essere messi in grado di guardare alla Commissione per i Diritti Umani come un Foro ed un trampolino di lancio per i loro ricorsi." (Ban-Ki-Moon, Segretario Generale ONU, 12 marzo 2007, all'apertura della IV sessione della Commissione per i Diritti Umani)

L'articolo 55 della Carta delle Nazioni Unite comprende: "Il rispetto universale e la garanzia dei diritti umani e delle libertà fondamentali per tutti, senza distinzione di sesso, razza, lingua o religione"

In completo contrasto con questi scopi fondamentali, le Nazioni Unite hanno preposto il rappresentante dell'Arabia Saudita alla Commissione Onu a capo (o forse dovremmo dire per "decapitare") un influente tavolo internazionale per i diritti umani. Sembra che la nomina sia stata fatta in giugno, ma è venuta alla luce solo il 17 settembre, secondo quanto riferito da UN Watch (1).

"... Il Sig. Faisal Bin Hassan Trad, Ambasciatore dell'Arabia Saudita alle Nazioni Unite, è stato eletto alla presidenza di un tavolo di esperti indipendenti nella Commissione Onu per i Diritti umani. Come capo di un gruppo di cinque potenti diplomatici, questo influente ruolo darebbe al Sig. Trad il potere di selezionare i candidati da tutto il modo per le graduatorie degli esperti nelle nazioni in cui l'Onu ha mandato per la tutela dei diritti umani".

Questi esperti sono spesso descritti come i "gioielli della corona" della Commissione per i Diritti umani, secondo UN Watch.

Questi "gioielli della corona" sono stati dati in mano ad una nazione con uno dei peggiori record negativi al mondo in materia di rispetto dei diritti umani. L'Arabia Saudita presiederà un Gruppo consultivo di cinque ambasciatori che avrà incarico e poteri per selezionare globalmente candidati per più di 77 incarichi e relativi mandati alla trattazione di violazioni dei diritti umani.

Un nuovo spettacolare tonfo anche per un'Onu il cui ex segretario generale Kofi Annan ha impiegato 18 mesi per ammettere pubblicamente che l'invasione del 2003, il bombardamento e la successiva distruzione dell'Iraq erano illegali. UN Watch ha evidenziato come l'Onu abbia scelto "un paese che quest'anno ha decapitato più persone dell'Isis alla presidenza di una commissione chiave per la questione dei diritti umani..." (2)

A maggio, poco prima della nomina, il governo saudita aveva indetto il reclutamento di ulteriori 8 boia per " ... evadere un crescente numero di sentenze di condanna a morte, che di solito avvengono con decapitazione eseguita in pubblico" (3).

In particolare: "non sono richieste qualifiche particolari". La mansione principale sarebbe l'esecuzione capitale, ma il lavoro "comprende anche l'esecuzione di amputazioni..."

Il bando è stato pubblicato sul sito web del ministero del Servizio civile del Regno di Arabia Saudita.

Fino al 15 giugno di quest'anno, il numero di esecuzioni ha raggiunto il centinaio "superando di gran lunga la cifra dello scorso anno e mettendo in corsa il paese per un nuovo record", secondo The Independent (15 giugno). Il giornale aggiunge che il regno è lanciato a battere il suo macabro vecchio record di 192 esecuzioni del 1995.

Il foglio rileva che "… l'aumento delle esecuzioni capitali può essere direttamente collegato al nuovo monarca Salman e al suo cerchio magico di funzionari recentemente insediati..."

Nell'agosto del 2014, Human Rights Watch ha riferito di 19 esecuzioni in 17 giorni, inclusa una comminata per "stregoneria". Anche l'adulterio e l'apostasia possono essere puniti con la morte.

In un supremo moto di ironia, a gennaio, alla morte del tagliatore di teste predecessore di Salman, re Abdullah fratellastro di Salman (allora ancora detentore del record di decapitazioni), il primo ministro britannico David Cameron ha ordinato le bandiere a mezz'asta, incluse quelle del parlamento e dell'abbazia di Westminster [il più importante luogo di culto della Chiesa anglicana, sito a Londra e patrimonio dell'Unesco, Ndt], costringendo un deputato a domandarsi "Nel giorno delle bandiere a mezz'asta per re Abdullah, quante esecuzioni pubbliche ci saranno?"

Cameron non sembra aver letto il rapporto del suo Ufficio per gli Affari Esteri e del Commonwealth che citava l'Arabia Saudita come "un paese preoccupante ...."

Reagendo ad un'ondata di critiche, un portavoce di Westminster ha risposto "Per noi, non mettere la bandiera a mezz'asta significherebbe un commento ostile alla morte del re di un paese alleato del Regno Unito nella lotta contro il terrorismo islamico"

Il rappresentante di Westminster sembra essere di un ignoranza da mozzare il fiato o incredibilmente disinformato. Nel dicembre 2009, in un telegramma all'ambasciata Usa (4), l'allora Segretario di Stato Hillary Clinton scrisse che:

"Mentre il Regno dell'Arabia Saudita prende sul serio la minaccia del terrorismo all'interno dello stato, è stata una vera sfida convincere i funzionari sauditi a prendere in considerazione i finanziamenti al terrorismo provenienti dall'Arabia Saudita come una priorità strategica."

Più oltre:

"... i finanziatori sauditi costituiscono la più significativa fonte di finanziamento dei gruppi terroristici sunniti in tutto il mondo... è necessario uno sforzo per ... incoraggiare il governo saudita a fare maggiori passi per interrompere il flusso di denaro proveniente da fonti stanziate in Arabia Saudita verso terroristi ed estremisti in tutto il mondo."

All'interno del paese alle donne è proibito "ottenere un passaporto, sposarsi, accedere all'educazione superiore senza il consenso di un tutore maschio" (HRW Report, 2014.) L'Arabia Saudita è poi naturalmente l'unico paese al mondo dove alle donne è proibito di guidare.

Il paese si sta inoltre preparando a decapitare il ventunenne Ali Mohammed al-Nimr. E' stato arrestato all'età di diciassette anni perché partecipava a una protesta antigovernativa e per possesso di armi da fuoco, anche se da quest'ultima accusa si è sempre protestato innocente. I movimenti per i diritti umani si sono dichiarati sconvolti per questa sentenza e per la fragilità dell'impianto accusatorio che è stato confermato contro di lui, ma hanno anche evidenziato che "non sono degenerazioni inusuali nell'Arabia Saudita di oggi".

Dopo la decapitazione, il corpo senza testa di al-Nimr sarà presumibilmente issato "su un crocifisso ed esibito al pubblico" (5).

Chi non ricorda l'incessante mantra ripetuto dai governi britannico e statunitense per giustificare le guerre lampo, le invasioni e i massacri in quei paesi che "uccidono il loro popolo"?

Numerosi rapporti riferiscono che la tortura è largamente praticata, sebbene l'Arabia Saudita abbia sottoscritto la Convenzione Onu contro la tortura.

Ci sono proteste di fronte alle ambasciate saudite in tutto il mondo per il caso del blogger Raif Badawi, condannato a mille frustate - 50 frustate ogni venerdì dopo le preghiere - e a dieci anni di prigione per aver scritto in favore della libertà di espressione.

Fino a marzo, l'Arabia Saudita ha bombardato lo Yemen - senza alcun mandato ONU - distruggendo scuole, case, ospedali, un albergo, diversi edifici pubblici, gioielli storici e un campo internazionale per profughi, provocando "una scia di morti civili e distruzione" qualificabile come crimine di guerra secondo Amnesty International. "Bombardamenti fuorilegge" non hanno mai distinto tra obiettivi civili e bersagli militari. "I civili non sono sicuri in nessun luogo", ha dichiarato Amnesty (6).

Più oltre, il conflitto ".... ha ucciso circa 4000 persone, metà di questi civili comprese centinaia di bambini e ha provocato oltre un milione di sfollati fino al 25 marzo 2015". C'è stata "... una flagrante indifferenza per le vite dei civili e per i principi fondamentali del diritto internazionale umanitario (uccidendo e ferendo) centinaia di civili non coinvolti nel conflitto, molti di loro ancora bambini e donne in (sproporzionati e indiscriminati) attacchi aerei e terrestri".

E' dimostrato che sono state anche utilizzate cluster-bombs [bombe a grappolo] fornite dagli Stati Uniti. Centodiciassette Stati hanno sottoscritto la Convenzione per bandire queste letali ed indiscriminate munizioni fin dal dicembre del 2008. L'Arabia Saudita, naturalmente, non è tra questi.

L'Arabia Saudita era anche uno dei paesi che hanno bombardato l'Iraq nel 2003, un azione ormai assodata come illegale. E' forse indicativo della loro fedeltà e vicinanza agli Stati Uniti il fatto che il bombardamento dello Yemen è stato simmetricamente chiamato nel lessico di quelle stupide denominazioni utilizzate dal Pentagono per uccidere la gente "Operation Decisive Storm" [Operazione tempesta finale]. La guerra in Iraq nel 1991 non era forse la Operation Desert Storm [Operazione tempesta nel deserto]?

L'Arabia Saudita è anche classificata al 164° posto tra le 180 nazioni della classifica del 2015 per le libertà civili di Reporter senza frontiere (7). La guida saudita della Commissione sui diritti umani dell'Onu viene percepita come un'orwelliana fantasia politica da incubo.

E naturalmente si sa che diciannove dei dirottatori dell'aereo che ha abbattuto il World Trade Center erano sauditi, e a causa loro interi settori dell'Afghanistan e della sua regione, del Medio Oriente e del Nord Africa stanno ancora pagando il prezzo più sanguinario e genocida della "Guerra al terrore", mentre i rappresentanti dell'Arabia Saudita brillano luccicanti al sole della presidenza della Commissione Onu per i Diritti umani.

Sul sito web della Commissione Onu per i Diritti umani è scritto "L'Ufficio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR) rappresenta l'impegno mondiale per l'idea universale della dignità umana. Abbiamo un unico mandato dalla comunità internazionale, quello di proteggere e promuovere ovunque il rispetto di tutti i diritti umani". Andatevene via gente.

Note

1.  http://yournewswire.com/outrage-as-saudi-arabia-is-chosen-to-head-key-human-rights-panel/

2. http://blog.unwatch.org/index.php/2015/09/20/saudi-arabia-wins-bid-to-behead-of-un-human-rights-council-panel/

3. http://www.bbc.co.uk/newsbeat/article/32791233/saudi-arabia-advertises-for-eight-new-executioners-as-beheadings-rise

4. http://www.theguardian.com/world/us-embassy-cables-documents/242073

5. http://qz.com/506932/saudi-arabia-is-preparing-to-behead-and-crucify-a-21-year-old-activist/

6.  https://www.amnesty.org/en/documents/mde31/2291/2015/en/


Resistenze.org     
Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.

Support Resistenze.org.
Make a donation to Centro di Cultura e Documentazione Popolare.