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"Tassare i ricchi" è la soluzione?

Arjae Red | workers.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

22/09/2021

La deputata [del Partito Democratico al Congresso degli Stati Uniti] Alexandria Ocasio-Cortez (D-N.Y.) è stata al centro di un vivace dibattito sui social media quando è apparsa all'evento Met Gala di quest'anno indossando un vestito con lo slogan "Tax the Rich" ricamato audacemente sulla schiena. L'evento di raccolta fondi è frequentato da molti ricchi e celebrità.

Gran parte del dibattito ha posto Alexandria Ocasio-Cortez stessa sotto i riflettori, mettendo al microscopio le sue motivazioni personali e il suo background. L'aspetto cruciale, è la sostanziale assenza dal dibattito dello stesso proposito: "Tassare i ricchi". Per esaminare la questione, occorre comprendere cosa è lo sfruttamento sistematico che la classe operaia affronta sotto il capitalismo.

Natura di classe del problema

La disuguaglianza della ricchezza è una delle contraddizioni più ovvie del sistema capitalista. Oltre alla quantità di ricchezza delle singole persone, c'è la contraddizione ancora più profonda che consente l'enorme divario di reddito tra ricchi e poveri.

Di tutte le contraddizioni all'interno del capitalismo, la principale contraddizione che plasma la nostra esperienza è quella della proprietà, dividendo le persone tra chi la possiede e chi non la possiede. La classe capitalista possiede i mezzi di produzione, la proprietà centralizzata per la produzione della ricchezza. Perciò rivendica il "diritto" a tutti i prodotti che i lavoratori da loro impiegati producono. Il resto di noi, la classe operaia, non possiede nulla che sia idoneo a produrre se non la nostra forza lavoro.

Alcuni lavoratori tra noi possono possedere una casa o anche una macchina. Tuttavia non possediamo la terra, gli strumenti, le fabbriche e altri mezzi per creare i nostri prodotti, e siamo costretti a lavorare per coloro che lo fanno, per un valore a un tasso molto inferiore rispetto alla quantità che effettivamente produciamo. La classe capitalista tiene per sé tutta la ricchezza accumulata, reinvestendone una parte nel ciclo produttivo. Ai lavoratori gettano gli scarti, giusto il necessario per sopravvivere e tornare a lavorare giorno dopo giorno.

I lavoratori producono tutta la ricchezza della società solo per essere espropriati dai padroni. Questo è lo sfruttamento, nella sua forma più sfacciata senza il quale il capitalismo non potrebbe esistere.

Aumentare le tasse non è sufficiente per il cambiamento

La frase "Tassate i ricchi" è uno slogan relativamente progressista, specialmente se sollevato in mezzo a quei ricchi frequentatori di eventi che hanno pagato circa 30.000 dollari il biglietto del Met Gala. Lo slogan mette in evidenza la natura corrotta del sistema capitalista, in base al quale i ricchi pagano una quantità sproporzionatamente piccola di tasse (se non addirittura nessuna) rispetto alla classe operaia. Ma si ferma qui e non riesce a spiegare la vera radice del problema.

Non solleva questioni sull'esistenza stessa della proprietà privata, né sul fatto che la classe operaia e gli oppressi non hanno alcuna proprietà, nessun controllo sulle ricchezze che producono nella società e nessun controllo sul loro posto di lavoro.

I rapporti di proprietà privata non vengono cambiati quando l'aliquota fiscale sui ricchi viene aumentata. Anche innalzando le tasse sui ricchi, lo slogan si rivela insufficiente, perché il semplice aumento della pressione fiscale sulla fascia di popolazione più facoltosa non fa nulla per affrontare questa dinamica di potere tra la classe capitalista dominante e la classe lavoratrice sfruttata, che è privata della proprietà dei mezzi di produzione. Quando gli si fa pagare tasse più alte, i capitalisti possono trasferire l'onere sui lavoratori abbassando i salari o aumentando i prezzi al consumo.

L'unico modo per i lavoratori e le persone oppresse di cambiare il nostro rapporto con i mezzi di produzione, di dare potere a noi stessi in modo significativo consiste nell'organizzarsi per la rivoluzione socialista e rovesciare i rapporti di proprietà privata.

Se dobbiamo esigere che i ricchi paghino la loro "giusta quota", ciò significa riprendersi la loro ricchezza e la proprietà privata e restituirla ai lavoratori che l'hanno prodotta collettivamente.


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