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Nessun vertice dell'ALBA ha mai lanciato guerre o proposto sanzioni.

Elson Concepción Pérez | granma.cu
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

30/05/2022

L'ALBA non sanziona, ma offre solidarietà. Non offre ciò che ha da parte, ma condivide ciò che ha. Pertanto, la sua filosofia può essere considerata la più umana, diametralmente opposta a coloro che usano l'odio e l'egoismo come strumenti per imporre forme di esistenza neocoloniali, la cui base è un sistema malato e decadente, come l'attuale neoliberismo.


Fin dalla sua creazione nel 2004, ALBA ha posto l'accento sul lavoro sociale. Foto: Alberto Borrego

Non si trattava di un invito a chiedere ulteriori aiuti in armi per la guerra in Ucraina. Né di cercare alleati che si uniscano alla festa delle sanzioni contro la Russia. Il Vertice dell'ALBA che l'Avana ha ospitato venerdì scorso è stato un incontro per parlare di unità, solidarietà, impegno per i popoli nella ricerca di formule per superare le vicissitudini della pandemia e le misure coercitive imposte dagli Stati Uniti e dall'Europa contro alcuni dei nostri Paesi.

Passando in rassegna gli accordi di tutti i vertici dell'ALBA, dalla sua creazione nel dicembre 2004 a oggi, in nessuno di essi i leader dell'America Latina e dei Caraibi hanno dedicato un solo minuto a proporre guerre o ad applicare sanzioni, e in tutti i vertici i valori dell'unione e della solidarietà hanno presieduto l'agenda del dibattito.

Allo stesso tempo, se guardiamo a ciò che è stato discusso in alcuni vertici dell'UE o in quelli sponsorizzati dagli Stati Uniti, sia nelle Americhe che oltreoceano, il dibattito si è concentrato sul sostegno materiale alle guerre condotte da Washington e dalla NATO, o sull'applicazione sempre più di moda di sanzioni contro coloro che non accettano i dettami della Casa Bianca.

Come si legge nei documenti ufficiali, "l'Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America-Trattato Commerciale dei Popoli (ALBA-TCP) è una piattaforma di integrazione latinoamericana e caraibica, storica e senza precedenti, che pone l'accento sulla dimensione sociale, che assume l'essere umano come fondamento ed epicentro dell'integrazione, basata sulla solidarietà, la complementarietà, la giustizia e la cooperazione, unendo le capacità e le forze dei Paesi che la compongono".

La visione di due leader storici, Fidel Castro e Hugo Chávez, che si sono avvicinati nel tempo alle figure di Simón Bolívar e José Martí, è diventata la base di questa Alleanza.

In una delle sue Riflessioni, Fidel ha scritto il 19 ottobre 2009:

"L'ALBA, creata dalla Repubblica Bolivariana del Venezuela e da Cuba, ispirata alle idee di Bolívar e Martí, come esempio senza precedenti di solidarietà rivoluzionaria, ha dimostrato quanto si possa fare".

Ricordiamo anche che l'ALBA ha seminato questa solidarietà umana in aspetti concreti come la collaborazione medica ed educativa, creando spazi come la formazione di professionisti della salute nella Scuola Latinoamericana di Medicina; l'Operazione Miracolo, che ha restituito la vista a centinaia di migliaia di persone degli strati più poveri dei nostri popoli, e il programma Yo sí puedo, che è riuscito a insegnare a leggere e scrivere a milioni di persone.

L'ALBA non sanziona, ma offre solidarietà. Non offre ciò che ha da parte, ma condivide ciò che ha. Per questo la sua filosofia può essere considerata la più umana, diametralmente opposta a chi usa l'odio e l'egoismo come strumenti per imporre forme di esistenza neocoloniali, la cui base è un sistema malato e decadente, come l'attuale neoliberismo.

I nostri Paesi dell'America Latina e dei Caraibi, in tempi difficili come quelli attuali, dovrebbero fare proprie le riflessioni di Fidel quando si chiedeva: "Qual è il destino dei Paesi balcanizzati della nostra America? Che posto occuperanno nel XXI secolo? Che posto lasceranno, quale sarà il loro ruolo se non si uniranno, se non si integreranno?

"Per sradicare questo debito dobbiamo unirci, per conquistare il nuovo ordine economico internazionale dobbiamo unirci, per raggiungere l'integrazione dobbiamo unirci".


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