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- osservatorio - mondo - salute e ambiente - 02-07-15 - n. 551
Capitalismo e malattia mentale: l'epidemia del XXI secolo
Iratxe * | redroja.net
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
25/06/2015
Tutte conosciamo la peste nera o l'influenza spagnola. Appaiono in ogni libro di testo. Anche la tubercolosi, la lebbra e più recentemente il colera e la malaria. Più attuale, l'ebola. Epidemie e in alcuni casi pandemie che monopolizzano i titoli dei giornali nel momento in cui esplodono, ma che, una volta scongiurate per l'occidente, smettono di essere importanti e vengono silenziosamente subite da coloro che già subiscono lo sfruttamento selvaggio. Ma, siamo liberi dalle epidemie in questo mondo patinato dei paesi occidentali, delle potenze mondiali e dei paesi guerrafondai?
Io penso di no. E in realtà credo che ci troviamo di fronte a una delle epidemie più difficili per la sua costante temporale: il capitalismo come malattia mentale e mortale.
In un brillante articolo del compagno Miguel Huertas (http://redroja.net/index.php/noticias-rete-roja/opinion/1667-salute-mentale-lotta-di-classi) si definisce il capitalismo come "una patologia socioeconomica che scende verso il basso e ci distrugge" e che si regge, non a caso, sulle regole del gioco e sulla crisi sistemica che subiamo e che è strettamente relazionata con le patologie alle quali siamo esposti (depressione, ansia etc...) e come la politica, la lotta di classe sia l'unica maniera per porre fine al perpetuarsi di questa tendenza della (non) salute mentale.
Effettivamente, solo osservando i dati possiamo vedere come si raddoppia la percentuale di rischio di soffrire di depressione quando ci si trova disoccupato e si ha famiglia o un mutuo da pagare. E' utile riportare qui il dato di consumo di antidepressivi SSRI (Selective Serotonin Reuptake Inhibitors - Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina) aumentato del 159,3%. Né sono rassicuranti i recenti dati che attribuiscono il consumo di ansiolitici in Spagna a un 15,5% della popolazione: trattamenti che alleviano solo i sintomi mediante l'azione ipnotica e sedativa e non risolvono alcun problema. La nostra qualità di vita è sempre più bassa e ciò che significava progresso, avanzamento della scienza di fronte alle malattie, è sempre più sinonimo di retrocessione poiché in molti casi neanche possiamo accedervi.
Nonostante questo denunciato abuso di psicofarmaci nello stato spagnolo, l'oscuro numero di suicidi corrobora la prima affermazione. Mentre nelle scuole studiamo che le principali cause di morte in Spagna sono imputabili alle facilmente memorizzabili tre "CCC" (Cuore, Cancro e Carrettera - strada) la realtà "occulta" ci mostra che a fronte delle 1.309 persone morte in incidenti stradali nel 2012, 3.559 si sono tolte la vita. Un anno dopo, la cifra aumenta anche se di poche unità, fino a 3.870. In realtà, purtroppo, siamo davanti un record storico più preoccupante di quello delle temperature estive registrate, essendo la cifra più alta degli ultimi 25 anni e significando un incremento del 10% in relazione ai dati del 2010.
Che cosa possiamo fare? Come interrompiamo questa emorragia di lavoratori che, alla luce dei dati, è quasi strutturale? L'unica maniera di fermare una malattia è sradicarla, pertanto, c'è solo una risposta: lotta di classe. Attraverso la solidarietà, la forza, la lotta, il sostegno reciproco, la costruzione di legami e la difesa della nostra dignità e dei nostri diritti porremo fine al virus del capitale che ci infetta con l'alienazione e la miseria. Misero è il nostro piatto quotidiano condito di sedativi e antidepressivi, mentre continuano a spogliarci dei servizi pubblici per pagare quell'illegittimo, odioso e criminale Debito.
Solo lottando per la libertà totale delle donne di decidere sul proprio corpo, solo lottando per una sanità pubblica e di qualità a vantaggio delle persone anziché delle case farmaceutiche e del business. Solo lottando contro l'ERE (expediente de regulación de empleo) e le riforme del lavoro che soffocano tante famiglie, per il diritto a scioperare, a manifestare e per la libertà di espressione. Solo esigendo la libertà di tutte le compagne prigioniere per aver combattuto contro il sistema; solo lottando, in definitiva contro tutto quello che c'impongono attraverso la violenza di stato e il potere oligarchico che si perpetua dal franchismo, potremo porre fine a questo grande problema di salute pubblica e tutto ciò che ne deriva. Solo l'auto-organizzazione di lavoratrici nei quartieri è in grado di sradicare il mostro e fermare l'inoculazione del suo veleno. Non bisogna migliorarlo, bisogna distruggerlo. Dal cuore dell'imperialismo e delle potenze del capitalismo dobbiamo issare la bandiera del socialismo, attivare la resistenza e la risposta per porre fine a ogni tipo di oppressione. Contro il capitale che possiamo vincere solo nelle strade.
Per la nostra vita, abbattiamo il capitalismo!
Per la nostra libertà, abbattiamo il regime!
Per la nostra dignità, non si paghi il Debito!
* militante di Red Roja
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