N. 2 - 20 dicembre 2004 - Tribunale Aia NOTIZIE
Cronache, Documentazioni, Informazioni,
Aggiornamenti
su e dal processo del Tribunale Penale Internazionale dell’Aja per i crimini
nella ex Jugoslavia, TPIJ
Slobo vuole in TPI Clinton, Blair, Schroeder
Milosevic; avvocati ufficio, con Slobo rapporti finiti
Con questo processo volete giustificare i crimini che avete
commesso
Sulle presunte discriminazioni nel sistema scolastico jugoslavo
in Kosovo Metohija
M. Collon: Un tribunale orwelliano
R. Vitali : Estratto
da “Il silenzio dei media”
I. Martynov : Estratto da “Slobo l’imputato, ma non per i russi”
Eraclito
Dal TPIJ Aja :
Milosevic: Slobo vuole in TPI Clinton, Blair, Schroeder
(ANSA) - BRUXELLES, 11 NOV 2004 - (M.Rigacci)
''Se possibile prima di Natale'',
Slobodan Milosevic vorrebbe ascoltare in aula Bill Clinton,
Gerhard Schroeder e Tony Blair, quali testimoni della difesa nel processo contro di lui in corso dal febbraio
del 2002 al Tribunale penale
internazionale sulla ex Jugoslavia dell'Aja.
Ribadendo la richiesta gia' fatta mesi fa, l'ex presidente jugoslavo ha
nell'udienza di oggi all'Aja fatto i nomi dell'ex presidente americano, del
cancelliere tedesco e del premier britannico, oltre a quelli dell'ex segretario di Stato Usa, Madeleine
Albright, dell'ex ministro della difesa
tedesco, Rudolf Sharping e del generale americano a riposo Wesley Clark, ex
comandante Nato in Kosovo.
Milosevic, che qualche giorno fa ha ottenuto il permesso per “autodifendersi” al processo, ha
sottolineato di aver gia' scritto alle
ambasciate dei diversi politici citati al fine di ottenere la loro comparizione, e rivolgendosi ai giudici, ha
chiesto che l'Aja ''invii le
corrispondenti citazioni, possibilmente prima della pausa di Natale'', visto che da ''diversi elementi'',
risulta evidente per l'imputato che Clinton
e gli altri personaggi chiamati da Slobo hanno
''rifiutato'' gli inviti.
Subito dopo, il presidente della Corte ha chiarito di non avere alcuna intenzione
di procedere in tali inviti,a meno che l'imputato non faccia la richiesta per iscritto, precisando pero' - ha
sottolineato Patrick Robinson - che la Corte ha piena liberta' di decisione
al riguardo.
Milosevic deve ''dimostrare di essere stato in contatto con i testimoni e che questi hanno “rifiutato'', ma
soprattutto che i giudici devono essere
''convinti sul fatto che gli elementi di prova dei testimoni sono in effetti pertinenti'' con il
procedimento giudiziario.
Al processo all'Aja iniziato nel febbraio del 2002, Milosevic e' sotto
processo per i conflitti balcanici nei primi anni '90. (ANSA)
TPI: Milosevic; avvocati ufficio, con Slobo rapporti finiti
(ANSA) - BRUXELLES, 9 NOV 2004
Il rapporto con Slobodan Milosevic ''si e' completamente deteriorato'': lo
affermano i due avvocati d'ufficio
dell'ex presidente jugoslavo al Tpi dell'Aja, che oggi hanno rinnovato la
propria richiesta di essere sollevati dall'incarico. Ribadendo quanto gia'
dichiarato piu' volte nelle ultime settimane, Steven Kay ha detto al Tribunale
penale internazionale sull'ex Jugoslavia che sia egli stesso sia Gillian
Higgins non possono assolvere le proprie funzioni, visto che l'imputato
continua a rifiutarsi di cooperare.
Nel ricordare il periodo in cui entrambi i legali erano 'amici curiae'
(avvocati incaricati di vegliare sul corretto svolgimento del processo) di
Milosevic, Kay ha precisato che tale rapporto e' ormai ''completamente
deteriorato''. Qualche giorno fa, Milosevic (63 anni) e' riuscito ad ottenere
dalla Corte quello che chiedeva da tempo, e cioe' di riacquistare il diritto
all'autodifesa, che potra' esercitare finche' le sue condizioni di salute
glielo permetteranno. Nel frattempo i suoi avvocati d'ufficio non usciranno di
scena come avrebbero voluto, ma continueranno a seguirlo, pronti a sostituirlo
se la sua cartella clinica dovesse registrare un improvviso peggioramento,
secondo quanto ha deciso la Corte dell'Aja rispondendo al ricorso
interlocutorio presentato da Milosevic dopo la nomina d'ufficio - il 2
settembre scorso - dei due avvocati difensori britannici. In un breve
intervento all'udienza di oggi, Milosevic ha detto, rivolgendosi ai giudici, di
ritenere che la Corte ''ha la competenza per regolare la situazione creata da
voi stessi''. ''
Una dichiarazione certamente molto succinta'', ha poco dopo ironizzato il
procuratore, Geoffrey Nice, nel ricordare i lunghi discorsi che Milosevic ha
tenuto in piu' di un'occasione al processo, iniziato nel febbraio del 2002, in
cui l'ex uomo forte di Belgrado e' accusato per i conflitti balcanici dei primi
anni novanta. (ANSA) RIG 09/11/2004
18:56
Da ICTY
"Con questo 'processo' volete
giustificare i crimini che avete commesso"
Slobodan Milosevic all'Aia, 9 gennaio 2002
Richard May:
(...) Signor Milosevic, ha sentito cosa ho detto. Dica adesso se c'e' qualcosa
ancora che vuole dire in relazione al suo processo ed a quello che oggi e'
stato detto qui.
Slobodan Milosevic:
Proprio in relazione a quello che oggi e' stato detto: praticamente tutto
quello che abbiamo ascoltato dimostra
che sotto l'apparenza di un processo si vuole realizzare una operazione di scambio delle
responsabilita', mirata a produrre una giustificazione costruita per i crimini che sono stati
commessi nella aggressione della NATO contro il mio paese e contro la mia gente.
Anche questa "imputazione" attesta che quello che io sostengo e'
vero, perche' tutti questi cosiddetti
misfatti che sarebbero stati compiuti da parte delle forze armate
jugoslave, che io ho avuto l'onore di
comandare, sono, in base alla "imputazione", precisamente
ordinati secondo una cronologia che si
inserisce in nella cornice temporale in cui e' stata effettuata la aggressione della NATO sul mio paese.
L'intenzione e' evidente, di dare l'impressione che quelli che difendevano le
loro famiglie, i loro figli, i loro
focolari, le loro case, la loro patria sono dei delinquenti, criminali, gente malvagia - mentre quelli che hanno
viaggiato per migliaia di chilometri per
distruggere nottetempo quelle case, ammazzare persone innocenti,
distruggere i reparti di maternita',
gli ospedali, i ponti, le ferrovie, i treni, collaborando insieme ai terroristi albanesi, queste persone,
responsabili per un grande numero di vittime
e per enormi danni materiali sarebbero bravi, corretti, e dovrebbero
ottenere il sostegno della opinione
pubblica internazionale.
Perche' l'assurdo fosse piu' grande... [il microfono viene spento]
Richard May:
Signor Milosevic, io le ho gia' detto il modo nel quale si condurra' questo
processo. Lei avra' la possibilita' di
riportare la sua difesa, e questo nel modo che ho gia' descritto. Ma ora non e' tempo per questo. Non e' tempo
per i discorsi. Quello che ora a noi interessa e' veramente la forma del processo ed il modo di procedere. Vuole
dire qualcosa a proposito di questo?
Come ho gia' detto, lei avra' la occasione per esporre la sua difesa quando
iniziera' il processo. Quello sara' il
momento giusto per farlo, e non ora. Noi ora non siamo entrati nel merito del processo. Noi ora ci occupiamo
solamente della procedura. Vuole dire ancora
qualcosa sulla procedura?
Slobodan Milosevic:
Mah, questa non e' la prima volta che non ho la possibilita' di parlare... ma
vorrei dire, se consente... [il microfono viene spento]
Richard May:
Avra' l'occasione di parlare, e le sara' permesso di parlare, a tempo debito,
durante il processo. Come le e' stato
detto, questo non e' ora il momento giusto. Noi ora ci occupiamo delle questioni procedurali.
Dunque, deve limitare le sue osservazioni a questo, e quando comincia il processo, come le ho detto, verra' il tempo
che lei potra' fare le sue
dichiarazioni. Lei puo' fare questo ed esporre la sua difesa. La prego,
vuole dire ancora qualcosa sulla
procedura o no?
Slobodan Milosevic:
Voglio constatare che lei non ha offerto alcun argomento in merito a fatti,
veramente chiari dal punto di vista
giuridico, che ho qui esposto in relazione alla illegalita' di questo
"tribunale", fondato con unaa
Risoluzione del Consiglio di Sicurezza, il quale non ha ne' potere legislativo ne' giudiziario e dunque non poteva
trasferire a nessuno competenze che non possiede, perche', da giuristi, sapete benissimo che non si
possono trasferire diritti che non si hanno. In ogni caso... [Il microfono viene spento]
Richard May:
Signor Milosevic, noi abbiamo gia' deliberato su questa questione ed essa non
e' materia di ulteriore discussione.
Vuole dire qualcos'altro in relazione alla procedura o concludiamo?
Slobodan Milosevic:
Mah, se limitate le domande che posso fare, allora, in relazione alla
procedura, direi ancora quanto segue:
in base alla definizione naturale di ogni tribunale, esso deve essere neutrale, imparziale. E guardate questo
"tribunale": l'imputazione e' stata formulata sulla base di dati della intelligence britannica, il
giudice e' inglese, l'accusatore e' inglese, l'amicus curiae e' inglese, ed io... [il microfono viene spento]
Richard May:
Signor Milosevic, noi l'abbiamo ascoltata e la ascoltiamo attentamente. Piu'
volte le e' stato detto che questa
udienza riguarda esclusivamente le questioni procedurali. Lei avra' ogni occasione
al suo processo per fare la sua difesa e fare tutte le sue dichiarazioni. Per
questo ora non e' tempo. Questa udienza
e' tolta. Preghiamo di alzarsi.
L’Aja, Udienza del 19/02/2002
Estratti del confronto con il Testimone
dell’accusa Sig. Bakalli
Sulle presunte discriminazioni nel sistema scolastico jugoslavo in Kosovo
Metohija
[...]
Milosevic:
Secondo il programma scolastico di stato serbo, il programma era diverso per i
bambini albanesi? Secondo il programma delle scuole statali serbe sul territorio,
i bambini albanesi avevano un programma diverso, diverso da tutti gli altri
bambini in Serbia? Questo è ciò che sto chiedendo.
Bakalli :
Per quello che so io, non c'era differenza o differenze nel programma per
l'educazione in lingua albanese. C'era un programma unificato per tutti in
Serbia, in Albania e per i Serbi in Kosovo.
S: Questo significa che tutti i bambini in Serbia seguivano lo stesso programma
scolastico?
T: Sì.
[...]
[...]
Milosevic:
Secondo lei, a parte l'elemento linguistico - e l'elemento linguistico era
garantito a tutti - perché lei penserebbe che il programma scolastico per i
bambini Albanesi dovrebbe essere diverso da quello per tutti gli altri bambini
in Jugoslavia?
Bakalli:
Non solo per i bambini Albanesi, ma per i bambini di tutte le nazionalità della
Jugoslavia. Che - con l'eccezione della matematica. Giordano Bruno,
naturalmente, era comune a tutte le nazionalità, ma ognuno aveva il suo
programma. Non per le scienze naturali ma per la storia e la cultura e la lingua.
[...]
[...]
Milosevic:
Se un Albanese era portato in giudizio, era considerato che avrebbe potuto
rivolgersi alla corte solo in albanese?
Bakalli:
Sì. Molti dei prigionieri che lei ha preso sotto il suo governo potevano --
formalmente gli era dato il diritto di replicare in albanese, sì.
Milosevic:
Cosa intende dire quando dice "formalmente"? Significa che il diritto
non era accordato loro regolarmente, sì o no?
Bakalli:
Non era vietato loro di usare il loro linguaggio in tribunale. La domanda è
invece: Perché erano in tribunale?
G: Per il momento, la domanda è: Quale linguaggio era loro permesso usare? E la
risposta è: Era loro permesso usare l'albanese. Grazie.
A cura di E. Vigna
Sul TPIJ Aja :
Un tribunale orwelliano
Michel Collon
Il "Tribunale
Internazionale per i Crimini di Guerra" è finanziato dal
Governo degli Stati Uniti e dalle Multinazionali USA. E' come se fosse lo
stesso governo di Washington a giudicare Milosevic! Il "Tribunale" è
interessato a trascinare solo Milosevic in giudizio – non Sharon, né Pinochet,
e nemmeno i generali assassini della Turchia: è un Tribunale imparziale?
Finanziato dal Governo degli Stati Uniti e dai miliardari Americani, rifiuta i
indagare sui crimini di guerra commessi dalla NATO e dai terroristi albanesi: è
un Tribunale indipendente? Il suo modus-operandi getta a mare numerosi principi
di legge: è un Tribunale legale? A conti fatti, quello che emerge è un
"Tribunale" molto strano e molto anomalo.
Milosevic dovrebbe sottoporsi al processo all'Aja? Quale che sia la vostra
opinione sul precedente Presidente della Jugoslavia (e sul popolo che sarebbe
il vero responsabile delle guerre nei Balcani), non dovrebbe questi avere gli
stessi diritti, come tutti gli altri uomini, ad essere trattato da un Tribunale
imparziale e neutrale, che rispetta la legge?
In accordo con l'articolo 16 della raccolta di leggi approvate dal Parlamento
su questo famoso Tribunale per i Crimini di Guerra, il Procuratore Generale
deve agire indipendentemente e non essere soggetto agli ordini di alcun
Governo.
In accordo con l'articolo 32, le spese del Tribunale devono avere copertura dal
Bilancio delle Nazioni Unite.
Questi due principi sono costantemente gettati alle ortiche!
Era proprio il Presidente del Tribunale, Gabriella Kirk McDonald, ad informare
la Corte Suprema degli Stati Uniti:
Noi beneficiamo del forte appoggio di governi interessati e di singoli fautori,
come il Segretario di Stato Albright. Quando era rappresentante permanente alle
Nazioni Unite, la Albright ha lavorato con incessante decisione alla
costituzione del Tribunale. Infatti, noi spesso facciamo riferimento a lei come
la madre
del Tribunale.
Che madre incantevole Madeleine Albright! Proprio lei ha dichiarato su una
televisione nazionale che lasciar morire 500.000 bambini iracheni era
"giustificato"!
Quando il procuratore generale del Tribunale per i Crimini di Guerra, Louise
Arbour, ha incriminato Milosevic, indovinate chi ha informato per primo? Bill
Clinton - due giorni prima di informare il resto del mondo.
Come avviene adesso con il suo successore, Carla Del Ponte, spesso appariva in
pubblico con ufficiali USA. Nel 1996 incontrava il Segretario Generale della
NATO e il suo Comandante in Capo per l'Europa "per discutere la logistica
della cooperazione", prima che venisse sottoscritto il "memorandum di
mutua intesa".
Allora, chi
sta pagando il Pifferaio Magico?
Tra il 1994 e il 1995, il Tribunale per i Crimini di Guerra ha ricevuto dal
Governo degli Stati Uniti un assegno di $ 700.000 e un valore pari a $ 2,3
milioni di forniture di computer e materiale informatico.Dalla Fondazione
Rockfeller ha ricevuto $ 50.000 e dallo speculatore multi-miliardario
americano, George Soros, $ 150.000. Contemporaneamente, Soros ha finanziato il
più importante giornale separatista albanese in Kosovo. Altri donatori: il
gigante Time
Warner, Imperatore dei media, (questo significa avere la
spiegazione su alcuni silenzi dei media sulle parti oscure del Tribunale per i
Crimini di Guerra). E ancora, il tanto decantato e pubblico "Istituto per
la Pace", fondato dal Presidente Reagan..
Un folto numero dei giuristi del Tribunale per i Crimini di Guerra provengono
dalla Coalition
for International Justice, fondata e finanziata da ... sì, avete
indovinato: George Soros.
Nel maggio 2000, la Presidente del Tribunale, Signora McDonald, ringraziava il
Governo degli USA per "aver provveduto generosamente con $ 500.000".
E ancora: "L'imperativo morale di mettere fine alla violenza nella regione
è condiviso da tutti, incluso il settore produttivo. Perciò, sono molto
compiaciuta che una grande Compagnia abbia di recente donato una fornitura di
computer del valore di $ 3.000.000".
Con sponsor come questi, è facile capire come il Tribunale per i Crimini di Guerra
persegua solo i nemici degli Stati Uniti. Questo spiega perché i leader
nazionalisti croati e mussulmani rimangono impuniti per i loro crimini di
pulizia etnica, compiuti durante le guerre dal 1991 al 1995.Questo vale anche
per i leader dell'UCK e della NATO, che sono responsabili per una guerra
illegale, per la deliberata distruzione di infrastrutture civili della
Jugoslavia, e per aver usato armi proibite, come le bombe a grappolo e
all'uranio impoverito.
Le ragioni reali per le quali il Tribunale vuole perseguire Milosevic sono:
1) Il tentativo di far ricadere la colpa sul popolo Serbo, nella sua totalità,
e quindi di nascondere il fatto che sono stati gli USA e la Germania a
provocare e ad incoraggiare le guerre in Jugoslavia.
2) Il desiderio di intimorire un Capo di Stato che resisteva alla
globalizzazione.
3) La necessità di riabilitare la guerra criminale della NATO, le cui
simulazioni e menzogne mediatiche hanno fatto fallire il progetto.
Titolo redazionale. Fonti: "Un Tribunale Imparziale, davvero?" del
giurista canadese Christopher Black; "Basi illegali del Tribunale per i
Crimini di Guerra", del giurista jugoslavo Kosta Cavoski
Discorso al Council for International Relations, New York, 12th May 2000.
Da Emperors-clothes e CRJ
Estratto
da:
Silenzio dei media: un caso o una scelta?
di Raffaele
Vitali (marzo
2003)
“….Il 12 febbraio
2002 mille giornalisti provenienti da tutto il mondo erano presenti all'Aja. Si
apriva il processo contro Slobodan Milosevic al Tribunale penale internazionale
per l'ex Jugoslavia. Dirette televisive e pagine di giornali erano interamente
dedicate al dibattito processuale. Poi il silenzio.
Trascorso un anno e mezzo, costellato da arresti eccellenti, come quello di
Milan Milutinovic, ex presidente serbo, e dalle prime condanne, undici anni a
Biljana Plavsic, ex presidente della Repubblica serba di Bosnia. Eppure, poche
righe sui quotidiani, niente immagini in televisione. Perfino la volontaria
consegna di Vojslav Seselj, leader del partito ultranazionalista serbo,
avvenuta il 3 febbraio è passata inosservata. Ventimila persone lo hanno
salutato a Belgrado e il 36 per cento della popolazione lo aveva votato nelle
elezioni presidenziali di dicembre. Ma anche in questo caso i media non hanno
mostrato interesse. Perché dopo tanto clamore iniziale c'è questo assordante
silenzio? Diverse le motivazioni. Alcune esterne al processo: dopo l'11
settembre l'informazione internazionale concentrata sul tema del terrorismo.
Altre dovute all'andamento del dibattito: pochi giorni dopo l'inizio del
processo il leader serbo, abile fin dalla sua ascesa politica a utilizzare i
mezzi d'informazione, ha iniziato la sua deposizione attaccando i grandi della
terra, firmatari con lui della pace di Dayton nel 1995 dove era considerato
"l'uomo della pace". Ha mostrato un filmato riguardante i danni
provocati dalle bombe lanciate dagli aerei della Nato, durante il 1999, con
conseguente decisione della Cnn di interrompere le dirette. Ha abilmente contro
interrogato i testi dell'accusa. In conclusione il rischio di un autogol
internazionale è parso evidente.
Il processo si basa sui 57 capi d'imputazione riconosciuti a Milosevic. Fra
questi genocidio, per i fatti avvenuti in Bosnia, crimini contro l'umanità per
le vicende in Croazia e l'implicazione nella morte di 500mila kosovari durante
il conflitto in Kosovo. L'accusa, rappresentata dal procuratore svizzero Carla
del Ponte, ha raccolto materiale fotografico, testimoni e testimonianze,
"sufficienti per condannare l'ex presidente".
Ma il corso delle udienze ha minato molte delle certezze.
Milosevic ha mostrato grande abilità nel difendersi da solo, scelta conseguente
al non avere mai riconosciuto il tribunale internazionale, tanto che molti dei
testimoni presentati dall'accusa, da lui interrogati, si sono rivelati falsi o
inconcludenti. Persino il teste più importante per dimostrare la connessione
fra Milosevic e la polizia serba che operava in Kosovo assieme alle truppe
paramilitari è venuto meno alle aspettative del procuratore. Rade Markovic, ex
capo dei servizi segreti di Milosevic, interrogato dal sostituto procuratore
Nice, ha dichiarato che Milosevic sapeva tutto quello che avveniva in Kosovo.
Ma incalzato dalle domande dell'ex amico-premier ha ritrattato.
"Mi hanno costretto a testimoniare contro di te, minacciandomi di
arrestarmi se non l'avessi fatto".
E’stato questo un colpo alla credibilità del procedimento, di cui i media non
hanno dato notizia.
Accusato fin dall'inizio di essere un tribunale americano - come sostengono molti
giuristi fra cui il senatore Domenico Gallo - dopo il rifiuto di indagare sui
bombardamenti Nato in Kosovo, quello dell'Aja ha respinto le accuse…. Ma molti
dei testimoni si sono rivelati insicuri dando così adito alle voci che vogliono
il procedimento politicizzato e mirato a trovare un colpevole unico per quanto
accaduto nella ex Jugoslavia. Al contempo diversi testimoni segreti, ex
ufficiali o politici serbi sotto regime di sorveglianza, hanno permesso di
collegare Milosevic alle tragedie. Ma mancano ancora le prove scritte che
provino la catena di comando….”
Estratto dall’articolo de Il Ducato n. 4 dell' 8 marzo 2003
Documentazione :
Slobo, l’imputato (ma non per i russi)
Perché i russi
simpatizzano per Milosevic e non per Carla Del Ponte, la Grande Inquisitrice
dell’Aja? All’origine di una posizione (non manichea) che non crede nel
giustizionalismo universale
di Ivan Martynov
Mosca -.
“.….Sono molti i motivi che spingono i russi a prendere le difese del
“carnefice” Milosevic, sotto processo all’Aja per crimini di guerra. Anzitutto
si ravvivano i sentimenti di fratellenza slava, rinfocolando quella vaga
ideologia panslavista che da più di 150 anni dà corpo ai sogni di gloria del
nazionalismo russo, a partire proprio dal paternalismo nei confronti degli
sfortunati serbi, che hanno perso tutte le guerre della loro storia e sono
sempre stati accusati di tutte le nefandezze possibili, evidenziando nella
tragedia balcanica i tratti apocalittici di una visione della storia come
guerra definitiva tra i popoli decadenti occidentali e le genti slave,
destinate a immolarsi per redimere l’umanità. Lo stesso Milosevic si cala in
modo assolutamente naturale nella parte, quasi si fosse preparato per tutta la
vita a recitare il ruolo del condannato…. novello messia della libertà contro
la menzogna. Non potrebbe inoltre esserci un giudice più sinceramente inviso
all’opinione russa di Carla Del Ponte….la Grande Inquisitrice dell’Aja.
….Essendo la Serbia già totalmente destabilizzata, la Del Ponte ha potuto dare
finalmente inizio alla «grande azione di auto-propaganda del Tribunale
Internazionale, necessario ai giochi politici dei nuovi imperatori», come
afferma lo stesso Milosevic in una intervista esclusiva, rilasciata non a caso
al giornale russo Izvestija dal carcere di Scheweningen lo scorso 4 febbraio,
definendo se stesso «il simbolo del mondo europeo orientale, fatto di popoli
dalle profondi radici storiche, che i nemici storici vogliono far scomparire».
Dietro alle azioni del Tribunale i russi stessi leggono la tracotante regia
degli eterni rivali americani, che vorrebbero imporre al mondo intero la
barbara legge del Far West.
Sciogliere il Tribunale dell’Aja
Non c’è dunque da stupirsi se il Parlamento russo ha votato il 15 febbraio 2002
a larghissima maggioranza una mozione pro-Milosevic, nel cui testo si evidenzia
la necessità di «definire i confini entro i quali il Tribunale internazionale
può esercitare la propria giurisdizione», esprimendo grande preoccupazione per
come «la persecuzione giudiziaria assuma un carattere di processo politico». Il
testo è stato sottoscritto da tutti i partiti politici russi….
i liberaldemocratici hanno addirittura proposto di rivolgersi all’Onu con la
richiesta di scioglimento del Tribunale dell’Aja.
….Ciò che è inaccettabile è proprio ciò che in Occidente si ritiene il più
grande successo dell’Aja: aver finalmente rinnovato i fasti di Norimberga, aver
trovato un modo e un motivo per inscenare nuovamente il Giudizio Universale in
terra, separando i buoni dai cattivi con assolutezza manichea.
La cultura slava non ha conosciuto la crisi manichea, né l’antica eresia
pelagiana, non conosce le categorie di “bontà naturale” di alcuni eletti
predestinati di ispirazione calvinista. Gli slavi vedono la storia come il
luogo drammatico dell’universalità del peccato, in cui il potere ambìto da
tutti gli uomini può rivelare in ogni momento il volto dell’Anticristo….. “
Estratti da Tempi duri
“ …Chi non spera quello
che non sembra sperabile
non potrà scoprire la realtà,
poiché lo avrà fatto diventare
con il suo non sperarlo,
qualcosa che non può essere trovato
e a cui non porta nessuna strada… “ (
Eraclito)