Giovedì 21 marzo si è svolta, in una
splendida giornata primaverile, la prima di una serie di gite didattiche
promosse dal Centro di Cultura e Documentazione Popolare di Torino in
collaborazione con l’ANPI. Quarantacinque studenti del Liceo Classico M.
D’Azeglio accompagnati da tre insegnanti sono stati guidati a Donato Biellese
presso l’area monumentale che fu sede del comando della VII Brigata Garibaldi,
distrutta dai nazifascisti il 30/01/1945.
L’escursione collettiva nasce dalla volontà dell’Associazione
torinese di partecipare attivamente al mantenimento ed alla difesa del
patrimonio morale, culturale e storico della Resistenza, della Lotta
Antifascista e di Liberazione Nazionale. Tale lavoro si concretizza nel
progetto definito: “Sentieri della nostra memoria”, che consente a giovani e
partigiani, insegnanti e studenti, di visitare luoghi di battaglie, di eccidi o
Musei della Resistenza. L’intento è di trasmettere alle nuove generazioni,
tramite la partecipazione e la testimonianza diretta dei protagonisti del luogo
visitato, un patrimonio morale e storico che non può avere limitazioni
temporali.
Questa prima escursione scaturisce dalla fattiva collaborazione
con il prof. E. Gruppi del Liceo D’Azeglio di Torino, l’ANPI (zona Elvo-Serra)
ed il Sindaco del Comune.
Nell’
anfiteatro naturale del rilievo prealpino che si snoda fra Ivrea e Biella si
trova la località visitata, quella che fu sede del comando temporaneo della VII
Brigata garibaldina agli ordini di Walter Fillak, medaglia d’argento della
Resistenza e figura splendida di militante comunista. Un piccolo gruppo di
baite di mezza montagna presso Lace di Donato, ruderi, testimoni di una vicenda
tragica.
E’
una mattina piena di sole quando la comitiva di giovani invade l’area, ignari e
perplessi sostano intorno al grande cippo che narra una vicenda di più di
cinquant’anni prima, già lontanissima dal loro mondo. Introdotti dal Sindaco
nel contesto storico del sito monumentale, e poi guidati dal racconto vivo e
appassionato di G. Caralli, partigiano sopravvissuto a quei momenti, i giovani
spettatori sono presto assorti nel racconto del testimone. Attraverso gli occhi
dell’allora quindicenne staffetta partigiana sfilano i fatti; l’attacco di
sorpresa nazifascista, le indecisioni e gli errori, la cattura dei componenti il
comando garibaldino, la tortura e l’esecuzione, le impiccagioni ripetute per
due di loro, l’esempio di dignità dato W. Fillak e dai suoi compagni. Sono
parole semplici e dirette, senza impostazioni retoriche, di semplice
testimonianza. Seguono interventi di altri partigiani, la lettura di una poesia
sul tema della violenza subita dai giovanissimi di allora, letta da un membro
del Collettivo poeti della Seconda Resistenza aderente all’Associazione; il
dolore per una infanzia di guerra, amara, eppure straordinaria maestra di vita.
Si
crea così un sottile ponte con il passato, il magico filo della memoria in cui
scorrono paralleli tempi storici diversi, e le distanze un poco si accorciano.
Allora le domande dei giovani si fanno naturali, il colloquio con G. Caralli e
gli altri partigiani diventa spontaneo, costruttivo, e si allarga a
considerazioni più ampie inerenti la storia della Resistenza locale. Spezzata
la barriera invisibile della formalità istituzionale, qualcosa sembra passare
tra le due generazioni, una sottile partecipazione emotiva, forse un
insegnamento profondo, che nasce da chi mostra un esempio di scelta morale
senza esigere applausi, ridisegna il gesto nudo e lascia agli altri il
giudicare.
Dopo
la pausa pranzo, la visita al piccolo museo della Resistenza guidata dal
Presidente dell’ANPI locale, completa il quadro storico. I cimeli, le foto,
qualche aneddoto scelto fra i più significativi rivive nel racconto, e trova
ancora il nesso generazionale quando fra le immagini sbiadite si riconosce il giovanissimo
Caralli, proprio lui, il “ponte” fra ciò che è stato è ciò che è, preziosissimo
nella sua opera di testimone in carne ed ossa, insostituibile nel restituire
vitalità a questa pagina di storia della Resistenza. E a cui va il nostro
grazie.
Nel
pomeriggio sereno, tutti i partecipanti riprendono la strada di casa, i
promotori soddisfatti per il compito svolto, i giovani, speriamo, con qualcosa
in più, dentro.
Associazione “ Centro Cultura e
Documentazione Popolare” - Torino
Gruppo Lavoro “ Filo della nostra memoria “ - ( 339/2285630 -
338/1755563 )