21 Marzo 2002

Giornata di memoria storica per 45 studenti del Liceo Classico “M. D’Azeglio” di Torino

 

Giovedì 21 marzo si è svolta, in una splendida giornata primaverile, la prima di una serie di gite didattiche promosse dal Centro di Cultura e Documentazione Popolare di Torino in collaborazione con l’ANPI. Quarantacinque studenti del Liceo Classico M. D’Azeglio accompagnati da tre insegnanti sono stati guidati a Donato Biellese presso l’area monumentale che fu sede del comando della VII Brigata Garibaldi, distrutta dai nazifascisti il 30/01/1945.

 L’escursione collettiva nasce dalla volontà dell’Associazione torinese di partecipare attivamente al mantenimento ed alla difesa del patrimonio morale, culturale e storico della Resistenza, della Lotta Antifascista e di Liberazione Nazionale. Tale lavoro si concretizza nel progetto definito: “Sentieri della nostra memoria”, che consente a giovani e partigiani, insegnanti e studenti, di visitare luoghi di battaglie, di eccidi o Musei della Resistenza. L’intento è di trasmettere alle nuove generazioni, tramite la partecipazione e la testimonianza diretta dei protagonisti del luogo visitato, un patrimonio morale e storico che non può avere limitazioni temporali.

 Questa prima escursione scaturisce dalla fattiva collaborazione con il prof. E. Gruppi del Liceo D’Azeglio di Torino, l’ANPI (zona Elvo-Serra) ed il Sindaco del Comune.

 Nell’ anfiteatro naturale del rilievo prealpino che si snoda fra Ivrea e Biella si trova la località visitata, quella che fu sede del comando temporaneo della VII Brigata garibaldina agli ordini di Walter Fillak, medaglia d’argento della Resistenza e figura splendida di militante comunista. Un piccolo gruppo di baite di mezza montagna presso Lace di Donato, ruderi, testimoni di una vicenda tragica. 

 E’ una mattina piena di sole quando la comitiva di giovani invade l’area, ignari e perplessi sostano intorno al grande cippo che narra una vicenda di più di cinquant’anni prima, già lontanissima dal loro mondo. Introdotti dal Sindaco nel contesto storico del sito monumentale, e poi guidati dal racconto vivo e appassionato di G. Caralli, partigiano sopravvissuto a quei momenti, i giovani spettatori sono presto assorti nel racconto del testimone. Attraverso gli occhi dell’allora quindicenne staffetta partigiana sfilano i fatti; l’attacco di sorpresa nazifascista, le indecisioni e gli errori, la cattura dei componenti il comando garibaldino, la tortura e l’esecuzione, le impiccagioni ripetute per due di loro, l’esempio di dignità dato W. Fillak e dai suoi compagni. Sono parole semplici e dirette, senza impostazioni retoriche, di semplice testimonianza. Seguono interventi di altri partigiani, la lettura di una poesia sul tema della violenza subita dai giovanissimi di allora, letta da un membro del Collettivo poeti della Seconda Resistenza aderente all’Associazione; il dolore per una infanzia di guerra, amara, eppure straordinaria maestra di vita.

 Si crea così un sottile ponte con il passato, il magico filo della memoria in cui scorrono paralleli tempi storici diversi, e le distanze un poco si accorciano. Allora le domande dei giovani si fanno naturali, il colloquio con G. Caralli e gli altri partigiani diventa spontaneo, costruttivo, e si allarga a considerazioni più ampie inerenti la storia della Resistenza locale. Spezzata la barriera invisibile della formalità istituzionale, qualcosa sembra passare tra le due generazioni, una sottile partecipazione emotiva, forse un insegnamento profondo, che nasce da chi mostra un esempio di scelta morale senza esigere applausi, ridisegna il gesto nudo e lascia agli altri il giudicare.

 Dopo la pausa pranzo, la visita al piccolo museo della Resistenza guidata dal Presidente dell’ANPI locale, completa il quadro storico. I cimeli, le foto, qualche aneddoto scelto fra i più significativi rivive nel racconto, e trova ancora il nesso generazionale quando fra le immagini sbiadite si riconosce il giovanissimo Caralli, proprio lui, il “ponte” fra ciò che è stato è ciò che è, preziosissimo nella sua opera di testimone in carne ed ossa, insostituibile nel restituire vitalità a questa pagina di storia della Resistenza. E a cui va il nostro grazie.

 Nel pomeriggio sereno, tutti i partecipanti riprendono la strada di casa, i promotori soddisfatti per il compito svolto, i giovani, speriamo, con qualcosa in più, dentro.

 

 

Associazione “ Centro Cultura e Documentazione Popolare” - Torino

Gruppo Lavoro “ Filo della nostra memoria “ - ( 339/2285630 - 338/1755563 )