www.resistenze.org - cultura e memoria resistenti - antifascismo - 26-03-07

O.d.g. sulla "questione foibe" e il discorso del presidente Napolitano del 10 febbraio approvato all’unanimità dalla conferenza d’organizzazione della federazione di Parma del P.R.C. svoltasi a Parma nei giorni 24,25 marzo 2007
 
«Vi fu un moto di odio e di furia sanguinaria e un disegno annessionistico slavo, che prevalse innanzitutto nel Trattato di Pace del 1947, e che assunse i sinistri contorni di una pulizia etnica».
 
La Conferenza d´Organizzazione della Federazione di Parma del PRC considera queste parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Napolitano il 10 febbraio in occasione della celebrazione della «Giornata del ricordo» assolutamente gravi e del tutto inaccettabili.
 
Esse si inscrivono nel generale quadro di mistificazione e revisione della storia del secolo scorso in atto da anni e intrapreso dalle destre; in particolare fascisti e postfascisti strumentalizzano da sempre il dramma delle foibe e dell´esodo per attaccare l´antifascismo e la Resistenza, il movimento di Liberazione e i partigiani, i comunisti.
 
Non vi fu disegno annessionistico slavo, semmai vi fu una Conferenza di Pace alla quale l´Italia prese parte, nella persona di De Gasperi, come Paese sconfitto alleato della Germania. Non vi fu pulizia etnica da parte jugoslava, come dimostra il fatto stesso che ben limitato è stato il numero dei riconoscimenti conferiti a parenti delle vittime delle foibe da parte dello stesso Napolitano nella commemorazione del 10 febbraio. Un tentativo organizzato e programmato di pulizia etnica vi fu piuttosto da parte dell´Italia fascista. A cominciare dal violento discorso razzista di Mussolini del 1920 a Pola e dalle azioni squadriste, poi con l´"italianizzazione" realizzata durante il ventennio nero, infine con i crimini commessi durante l´occupazione militare di Slovenia e Croazia in seguito all´immotivata aggressione italiana della Jugoslavia del 1941.
 
I fatti tragici delle foibe del settembre-ottobre ´43 e del maggio ´45 sono storicamente inseriti in questo contesto, non sono assimilabili ai crimini del fascismo e non mettono in discussione il valore fondamentale della Resistenza italiana e della Resistenza jugoslava, con la quale ultima, dopo l´8 settembre ´43, si schierarono e combatterono ben 40.000 soldati italiani abbandonati dai loro comandanti e dallo stato maggiore italiano.
 
I fatti delle foibe, per quanto tragici, sono di dimensioni molto più contenute (circa cinquecento vittime, per lo più militari, forze dell´ordine, funzionari dell´Italia fascista occupante la Jugoslavia), sono stati una reazione ai crimini fascisti più di giustizia sommaria da parte di partigiani jugoslavi che non violenza programmata dall´alto del vertice di Tito.
 
La Conferenza d´Organizzazione della Federazione di Parma del Partito della Rifondazione Comunista chiede:
 
- ai dirigenti nazionali del P.R.C. di prendere le distanze dalle parole del Presidente  Napolitano;
 
- al quotidiano del partito, «Liberazione», di dare più spazio e risalto alle varie iniziative in corso in Italia dirette a contrastare il disegno revisionistico della storia e di pubblicare interventi critici in relazione alle manifestazioni ufficiali della «Giornata del ricordo», istituita nel 2004 col voto contrario del PRC in Parlamento;
 
- al compagno Sandro Curzi, membro del Consiglio d´Amministrazione della RAI TV, di adoperarsi affinché la tv di Stato trasmetta il filmato della BBC «Fascist Legacy» che documenta i crimini di guerra commessi dall´Italia fascista in Africa e in Jugoslavia.