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- cultura e memoria resistenti - antifascismo - 25-04-12 - n. 406
25 aprile: Per ricordare una data che fu il risultato di una scelta
di Tiziano Tussi
25/04/2012
Ogni 25 aprile si crea una sorta di miracolo. Nelle strade del centro di Milano, così come in altri luoghi, si ritrovano le anime della sinistra per ricordare una data ch fu il risultato di una scelta: della scelta di lottare con le armi contro i nazifascisti. Una decisione non bipartisan, una decisione che non tutti presero, appunto una scelta.
Ora anche se da molte parti - capo dello Stato in testa - ci si affanna a chiedere e a pretendere che il 25 aprile diventi la festa di tutti ci si accorge nelle manifestazioni, e a Milano vi è quella nazionale, che così non è, non lo è mai stato e mai lo sarà. In piazza sfilano tutte le anime della sinistra, partitiche e associative, con pochissime eccezioni.
Non c'è la destra in piazza, non c'è il centro in piazza. E gli esponenti politici di questi schieramenti che partecipano solo per dimostrare come la sinistra sia esclusivista lo fanno a ragion veduta, per capitalizzare punti agli occhi dei loro supporter - che coraggio hanno avuto, si deve dire di loro. Ogni anno ce n'è almeno uno. A Milano altri anni era il sindaco Moratti, oggi è stato il presidente della provincia Podestà.
Ma quello che interessa qui rilevare è l'umanità della massa che si muove. Incontri, saluti, baci ed abbracci - anche tu qui!?! - sorrisi e canti e balli per strada. La volontà di ritornare a vivere meglio che si può. La volontà di contare ancora qualcosa, di essere ascoltati. Umanità varia, di tutte le età. Una piazza trasversale, organizzazioni di ogni tipo, che portano in strada motivi e problematiche anche diverse, anche lontane da quel 25 aprile.
Comun denominatore: la voglia di non farsi schiacciare dai tempi bislacchi e ai politici cechi e sordi ai problemi delle classi lavoratrici. Oggi c'era un clima ottimale - non caldo, non freddo - ma anche in altri momenti non ha importato pioggia o sole: il 25 aprile collega, mette assieme, fa rivivere anche i partiti e le organizzazioni che languono, che hanno forti problemi di resistenza. Oggi in piazza vi erano tutti e ognuno faceva bella figura, ognuno valeva qualcosa in mezzo alla massa imponentissima di persone di sinistra che vogliono continuare a esserlo senza vergognarsi. La scelta di ieri si riverbera sulle scelte di oggi. Stare da una parte non vuole dire stare da parte.
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