www.resistenze.org - cultura e memoria resistenti - antifascismo - 09-06-13 - n. 457

Che la terra ti sia lieve compagno Clément! La minaccia del fascismo e l'unità della classe operaia

Toussaint Louventure  | lamanchaobrera.es
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

07/06/2013

Un gruppo di quattro neonazisti ha assassinato nel pieno centro di Parigi, il giovane militante anticapitalista Clémente Méric, di appena 18 anni. Clément era un antifascista, un militante anti-capitalista che partecipava attivamente nel combattivo sindacato studentesco francese Solidarie e pienamente coinvolto nella lotta contro l'omofobia e il razzismo, in breve, un lottatore coerente nella sua battaglia per il rovesciamento del capitalismo e l'unità della classe operaia, indipendentemente dall'etnia o dall'orientamento sessuale. I teppisti che hanno commesso il reato sono quattro individui legati al gruppo di estrema destra Giovani Nazionalisti Rivoluzionari (JNR); l'autore materiale del delitto sembra essere un neonazista di origine spagnola, insomma sembra che la Spagna esporta non solo giovani qualificati e manodopera a basso costo all'estero, ma anche questo tipo di spazzatura umana.

I principali leader politici borghesi francesi hanno impiegato poco tempo per "deplorare e condannare" un così orribile crimine. Il Presidente della Repubblica, François Hollande, lo stesso criminale che non ha avuto scrupoli nell'addentrarsi nell'avventura coloniale in Mali e nell'incoraggiare il terrorismo salafita in Siria, ha condannato il fatto. Anche la leader del tradizionale partito di estrema destra francese, Marine Le Pen, ha preso le distanze dai fatti e ha descritto l'attacco come "inaccettabile". Ma non ci interessano le opinioni e le false lacrime di coccodrillo che fanno i borghesi davanti a questi crimini, perché sappiamo che l'origine materiale della criminale ideologia fascista si trova nelle radici più profonde del capitalismo.

Vediamo come questi criminali non minacciano banchieri o alti dirigenti, né gli speculatori, no. Questi "coraggiosi guerrieri ariani ", questi nazional-"rivoluzionari" si dedicano a aggredire e assassinare i lavoratori migranti, omosessuali e transessuali, le minoranze etniche e religiose, sindacalisti e militanti anticapitalisti come il giovane Clément. Ed anche se il fascismo, si presenta come una forza "rivoluzionaria", "anti-capitalista" e anche "operaia", a secondo delle sue varianti, noi sappiamo che si tratta di una corrente politica ultrareazionaria, che cerca di sfruttare i valori più retrogradi della vecchia società capitalista (sciovinismo, xenofobia, esclusivismo nazionale, razzismo, patriarcato, omofobia, ecc …), in definitiva una corrente il cui ruolo principale è generare odio e divisione all'interno della classe operaia e che serve come un "commando" al servizio dei padroni per attaccare il movimento operaio organizzato.

Già lo disse il leggendario bolscevico Jorge Dimitrov "Il fascismo è il potere dello stesso capitale finanziario. E la organizzazione della repressione terroristica contro la classe operaia e contro la parte rivoluzionaria dei contadini e degli intellettuali. Il fascismo, in politica estera, è lo sciovinismo nella sua forma più rozza, lo sciovinismo che coltiva l'odio bestiale contro gli altri popoli".

E' comprovato che quando la classe operaia è cosciente del suo potenziale e lotta in modo militante per ottenere la parte di potere che gli appartiene e può sfuggire allo sfruttamento capitalistico, quando i padroni sono con le spalle al muro e vedono minacciata la loro posizione sociale, essi non esitano a chiamare il fascismo in loro soccorso. E questo non è solo ciò che siamo in grado di dedurre dalle esperienze in Germania e in Italia negli anni '30, è qualcosa che si presenta oggi più che mai. Vediamo che quando la crisi incombe in Europa, i vari partiti ultra-nazionalisti e xenofobi in Francia, Gran Bretagna, Scandinavia, Ungheria, trasmetteno un messaggio di odio razziale e uno stretto sciovinismo il cui obiettivo principale è impedire una grande alleanza tra la classe lavoratrice locale e straniera per rovesciare il capitalismo. Vediamo come in Grecia, dove si trova il movimento operaio più avanzato e il Partito Comunista più potente d'Europa, dove la situazione del capitalismo è in una situazione critica e grandi masse di popolazione sono coinvolte in una spirale di impoverimento diretto dal capitale monopolista europeo, sorge  il fascismo nel suo volto più oscuro e criminale. Lo Stato borghese in Grecia non è un arbitro neutrale della nascita e espansione del partito fascista "Alba Dorata": numerose organizzazioni di sinistra e sindacati di classe hanno denunciato il coinvolgimento dei corpi di polizia greci nella nascita di "Alba Dorata" così come il loro legame con diversi padroni ellenici.

Il movimento popolare non ha taciuto di fronte a questo nuovo crimine, all'apprendere della morte del compagno centinaia di compagni di classe si sono riuniti nella sua scuola in un atto di repulsione al fascismo, e nel frattempo è stata convocata una manifestazione di ripudio del fascismo in Piazza Saint Michel da parte dell'Unione Nazionale degli Studenti di Francia. La risposta al fascismo e alle sue criminali aggressioni deve essere l'unità e la solidarietà di tutti i lavoratori e studenti, indipendentemente dal loro paese di origine.

Come disse il compagno Dimitrov:
"Noi non siamo degli storici avulsi dalla vita; noi siamo dei combattenti della classe operaia e abbiamo l'obbligo di rispondere alla domanda che tormenta milioni di lavoratori: - È possibile, e per quali vie, impedire la vittoria del fascismo? E a questi milioni di operai rispondiamo: - Sì, compagni, è possibile sbarrare la strada al fascismo! E' del tutto possibile; ciò dipende da noi stessi, dagli operai, dai contadini, da tutti i lavoratori!

La possibilità di prevenire la vittoria del fascismo dipende prima di tutto dalla combattività della classe operaia, dalla compattezza delle sue forze, strette in un unico battagliero esercito che lotti contro l'offensiva del capitale e del fascismo. Il proletariato, attuando l'unità per la lotta, paralizzerebbe l'influenza del fascismo sui contadini, sulla piccola borghesia urbana, sulla gioventù e sugli intellettuali, riuscirebbe a neutralizzarne una parte e ad attirare l'altra nel suo campo."


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