da  LA VOCE  anno IV n.7

CROAZIA – Insegnamento della religione

L'introduzione dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole è stata chiesta dalla stessa chiesa cattolica croata in base all'accordo tra il governo di Zagabria e il Vaticano firmato nel 1998 in occasione della seconda visita in Croazia di Giovanni Paolo Il.

L'accordo avvenuto evidentemente sulla testa dei cittadini, ha introdotto l'insegnamento di fatto nelle scuole elementari e superiori ancora prima di ufficializzarlo con una legge.

Il clima politico però e ora cambiato Dopo la guerra serbo-croata e dieci anni di nazionalismo, la Croazia ha voltato pagina votando alle elezioni del 3 Gennaio 2000 per una alleanza di centro-sinistra, e la legge relativa all'introduzione ufficiale dell'insegnamento della religione ad un primo esame non è passata in parlamento. Sono stati contrari quasi tutti i partiti della maggioranza di centro sinistra tranne il partito dei contadini (Hss).

Naturalmente è stato favorevole il Partito Hdz fondato dall'ex Presidente Franjo Tudjman, che ha firmato, a suo tempo, l'accordo con il Vaticano.

Il settimanale "Globus" in un sondaggio evidenzia che il 53% degli intervistati è contrario.

Il principale argomento riportato dal settimanale è che si tratterebbe di una discriminazione religiosa contro chi professa altre confessioni come i serbo-ortodossi e i musulmani e anche contro i non credenti.

Lo scrittore Matvejevic ha dichiarato:

"Penso che uno stato moderno debba '- essere laico: Questo non esclude i diritti religiosi, ma non deve escludere i diritti degli agnostici e degli atei ".

Naturalmente il giornale ufficiale della chiesa cattolica "Glas Koncila" liquida tutto come "una campagna orchestrata da comunisti e volgari marxisti"

La chiesa cattolica non si smentisce mai