da: [aa-info] - 16 aprile 2005
Articolo di La Correspandance Internationale, 12.03.1924)
[tratto da A. Gramsci, Sul fascismo, Ed. Riuniti, 1978, Roma, pp. 220-224]
Il Vaticano
A. Gramsci
Il Vaticano è senza dubbio la più vasta e potente organizzazione privata che
sia mai esistita. Ha, per certi aspetti, il carattere di uno Stato, ed è
riconosciuto come tale da un certo numero di governi. Benché lo smembramento
della monarchia austro-ungherese abbia considerevolmente diminuito la sua
influenza, esso rimane tuttora una delle forze politiche più efficienti della
storia moderna. La base organizzativa del Vaticano è in Italia: qui risiedono
gli organi dirigenti delle organizzazioni cattoliche, la cui complessa rete
abbraccia una gran parte del globo.
In Italia l'apparato ecclesiastico del Vaticano si comporta di circa 200.000
persone; cifra imponente, soprattutto quando si consideri che essa comprende
migliaia e migliaia di persone dotate di intelligenza, cultura, abilità
consumata nell'arte dell'intrigo e nella preparazione e condotta metodica e
silenziosa dei disegni politici.
Molti di questi uomini incarnano le più vecchie tradizioni d'organizzazione
delle masse e, di conseguenza, la più grande forza reazionaria esistente in
Italia, forza tanto più temibile in quanto insidiosa e inafferrabile. Il
fascismo prima di tentare il suo colpo di Stato dovette trovare un accordo con
essa. Si dice che il Vaticano, benché
molto interessato all'avvento del fascismo al potere, abbia fatto pagare molto
caro l'appoggio al fascismo. Il salvataggio del Banco di Roma, dove erano
depositati tutti i fondi ecclesiastici, è costato, a quel che si dice, più di un miliardo di lire al
popolo italiano.
Poiché si parla spesso del Vaticano e della sua influenza senza conoscerne esattamente
la struttura e la reale forza d'organizzazione, non è senza interesse darne
un'idea precisa. Il Vaticano è un nemico internazionale del proletariato
rivoluzionario. È evidente che il proletariato, italiano dovrà risolvere in
gran parte con mezzi propri il problema del papato, ma è egualmente evidente
che non vi arriverà da solo, senza il
concorso efficace del proletariato internazionale.
L'organizzazione ecclesiastica del Vaticano riflette il suo carattere
internazionale. Essa costituisce la base del potere del papato in Italia e nel
mondo. In Italia si trovano due tipi diversi d'organizzazione cattolica: 1)
l'organizzazione di massa, religiosa per eccellenza, ufficialmente basata sulla
gerarchia ecclesiastica: è l'Unione popolare dei cattolici italiani, o, come è
chiamata correntemente nei giornali, l'Azione cattolica; 2) un partito
politico, il Partito popolare italiano, che
per poco non è entrato in conflitto aperto con l'Azione cattolica.
Esso stava diventando infatti sempre più l'organizzazione del basso clero e dei
contadini poveri, mentre l'Azione cattolica si trova nelle mani
dell'aristocrazia, dei grandi proprietari e delle alte autorità ecclesiastiche,
reazionarie e simpatizzanti col fascismo.
Il papa è il capo supremo tanto dell'apparato ecclesiastico che dell'Azione
cattolica. Quest'ultima ignora i congressi nazionali ed ogni altra forma di
organizzazione democratica. Essa ignora anche, almeno ufficialmente, tendenze,
frazioni e correnti di idee differenti. Essa è costruita gerarchicamente dalla
base al vertice. Per contro il partito popolare è ufficialmente indipendente
dalle autorità ecclesiastiche, accoglie nelle sue file anche dei non-cattolici
- pur avendo tra l'altro nel suo programma la difesa della religione - subisce
tutte le vicissitudini alle quali è sottoposto un partito di massa, ha già
conosciuto più di una scissione, è il terreno di lotte di tendenze accanite che
riflettono i conflitti di classe delle masse rurali italiane.
Pio XI, l'attuale papa, il 260° successore di san Pietro, prima di essere
eletto papa, era cardinale di Milano. Dal punto di vista politico, apparteneva
a quella specie di reazionari italiani che sono noti con il nome di «moderati
lombardi», gruppo composto di aristocratici, di grandi proprietari terrieri e
di grandi industriali che si collocano più a destra del Corriere della sera. Il
papa attuale, quando si chiamava ancora Felice Ratti ed era cardinale di
Milano, manifestò più volte le sue simpatie per il fascismo e Mussolini. I
«moderati» milanesi intervennero presso il Ratti, eletto papa, per assicurare
il suo appoggio al fascismo, al momento del colpo di Stato.
In Vaticano il papa è assistito dal sacro collegio, composto di 60 cardinali
nominati dal papa stesso, che a loro volta designano il papa ogniqualvolta il
trono di san Pietro rimane vacante. Di questi 60 cardinali, 30 almeno sono
sempre scelti tra il clero italiano per assicurare l'elezione di un papa di
nazionalità italiana. Dopo vengono gli spagnoli con 6 cardinali, i francesi con
5, ecc. L'amministrazione internazionale della Chiesa è affidata a un collegio
di patriarchi e arcivescovi preposti ai diversi riti nazionali ufficialmente
riconosciuti. La corte pontificia ricorda l'organizzazione governativa di un
grande Stato. Circa 200 funzionari ecclesiastici presiedono i diversi
dipartimenti e sezioni, o fanno parte di diverse commissioni, ecc. La più
importante fra le sezioni è, senza dubbio, la segreteria di Stato che dirige
gli affari politici e diplomatici del Vaticano. Alla sua testa si trova il
cardinale Pietro Gasparri che ha già esercitato le funzioni di segretario di
Stato al fianco dei due predecessori di Pio XI. Il partito popolare fu
costituito sotto la sua alta protezione: è un uomo potente, molto dotato e, a
quel che si dice, di spirito democratico.
La verità è che egli è stato il bersaglio di attacchi furiosi dei giornali
fascisti che hanno persino chiesto le sue dimissioni. Ventisei Stati hanno i
loro rappresentanti presso il Vaticano, che a sua volta è rappresentato presso
37 Stati.
In Italia, in particolare a Roma, si trova la direzione centrale dei 215 ordini
religiosi, 89 maschili e 126 femminili, gran parte dei quali esistono da 1.000
e persino da 1.500 anni, che hanno conventi e congregazioni in tutti i paesi. I
benedettini, per esempio, che si sono specializzati nell'istruzione, vantavano
nel loro ordine, nel 1920, 7.100 monaci, distribuiti in 160 conventi, e 11.800
monache. L'ordine maschile è diretto da un primate e conta i seguenti
dignitari: un cardinale, 6 arcivescovi, 9 vescovi, 121 priori. I benedettini
amministrano 800 chiese e 170 scuole. E questo non è che uno dei 215 ordini
cattolici! La santa società di Gesù conta ufficialmente 17.540 membri, tra cui
8.586 padri, 4.957 studenti e 3.997 fratelli laici. I gesuiti sono molto
potenti in Italia. Grazie ai loro intrighi essi riescono qualche volta a far
sentire la loro influenza persino tra le file dei partiti proletari. Durante la
guerra essi cercarono, tramite Francesco Ciccotti, allora corrispondente
dell'Avanti! a Roma, oggi nittiano, di ottenere da Serrati che l'Avanti!
cessasse la campagna contro il loro ordine che si era impadronito di tutte le
scuole private di Torino. Sempre a Roma risiede la Congregazione per la
propagazione della fede che con i suoi missionari cerca di diffondere il
cattolicesimo in tutti i paesi. Essa ha al suo servizio 16.000 missionari e
30.000 missionarie, 6.000 preti indigeni e 29.000 catechisti: e questo soltanto
nei paesi non cristiani. Essa ministra, inoltre, 30.000 chiese, 147 seminari,
con 6.000 allievi, 24.000 scuole popolari, 409 ospedali, 1.183 dispensari
medici, 1.263 orfanotrofi e 63 tipografie.
La grande istituzione mondiale chiamata l'Apostolato della preghiera è
creazione dei gesuiti: essa abbraccia 26 milioni di aderenti divisi in gruppi
di 15 persone, che hanno ciascuno alla testa un «fervente» e una «fervente».
Essa distribuisce una pubblicazione periodica centrale che esce in 51 edizioni
diverse e in 39 lingue, fra le quali 6 dialetti indiani, uno del Madagascar
ecc., conta un milione e mezzo di abbonati e ha una tiratura di 10 milioni di
esemplari. L'Apostolato della preghiera è indubbiamente una delle migliori
organizzazioni di propaganda religiosa. Sarebbe molto interessante studiare i
suoi metodi. Essa riesce con mezzi molto semplici a esercitare una influenza
enorme sulle larghe masse della popolazione rurale, eccitandone il fanatismo
religioso e suggerendo la politica che più conviene agli interessi della
chiesa. Una delle sue pubblicazioni, certamente la più diffusa, costava prima
della guerra due soldi l'anno: era un foglietto illustrato di carattere sia
religioso che politico. Ricordo aver letto nel 1912 il passaggio seguente: «Noi
raccomandiamo a tutti i nostri lettori di pregare per i fabbricanti di zucchero
proditoriamente attaccati dai cosiddetti antiprotezionisti, vale a dire i
frammassoni e i miscredenti».
Era l'epoca in cui il partito democratico in Italia conduceva una vivace
campagna contro il protezionismo doganale, urtando così gli interessi dei
zuccherieri. I propagandisti del libero scambio erano, a quest'epoca, spesso
attaccati dai contadini, ispirati dai gesuiti dell'Apostolato della preghiera.
* La correspondance internationale, 12 marzo 1924. Firmato G. Masci.