www.resistenze.org - cultura e memoria resistenti - linguaggio e comunicazione - 16-06-14 - n. 503

Congiura mediatica contro il Venezuela

Ciudad CCS / VTV / Aporrea.org | tricontinental.cu
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

13/06/2014

Intellettuali, ricercatori, giornalisti e scrittori nazionali ed internazionali, hanno convenuto che il pensiero del leader della Rivoluzione Bolivariana, Hugo Chavez continua a dare battaglia nella guerra mediatica internazionale.

Questa è stata l'idea comune tra gli invitati alla discussione del tema Reti Popolari contro il terrorismo mediatico, che si è realizzata durante la sessione pomeridiana del 8 giugno del Forum Congiura Mediatica contro il Venezuela, moderato dal giornalista Roberto Malaver.

Il primo relatore è stato Peter Carvajalino, conduttore del programma Zurda Konducta, sulle cospirazioni mediatiche della destra internazionale eseguite contro il Governo Bolivariano e il popolo venezuelano.

Per affrontare questa situazione, ha proposto di creare le condizioni e le strutture idonee per compiere la battaglia per la libertà e la democrazia attraverso un coordinamento editoriale internazionale.

Inoltre, ha proposto la creazione della Scuola di Formazione Politica Rodolfo Walsh per comunicatori sociali, di convocare un incontro tra reti sociali e di disegnare una pagina web latinoamericana di consulta permanente.

"E' necessario sviluppare una specie di Wikipedia con un carico di valori e interpretazioni storiche nostre", ha aggiunto Carvajalino, che ha sottolineato che il Venezuela ha la solidarietà e l'esperienza di intellettuali da tutto il mondo.

Ha preso poi la parola Victor Rios, che ha commentato sull'affermazione del presidente spagnolo Felipe González che la Rivoluzione Bolivariana era diventata di moda in Spagna. "Se arriva, avrò la consolazione di averlo detto", ha detto in maniera ironica l'ex presidente, mentre il pubblico applaudiva e rideva fragorosamente.

In seguito ha affermato che si devono stabilire azioni coordinate di impegno e solidarietà a favore di una comunicazione etica e responsabile che deve tradursi in una informazione onesta, veritiera ed impegnata nel processo di trasformazione che rappresenta la Rivoluzione Bolivariana del Venezuela.

Inoltre ha manifestato la necessità di formare una rete di controinformazione o di informazione veritiera e alternativa. "Bisogna dimostrare davanti al fronte della comunicazione dell'impero, davanti ai trafficanti della disinformazione specializzati nell'intossicare, manipolare e mentire, che ci sono alternative".

Ha precisato che il primo fronte su cui combattere si trova in quello che lui ha chiamato "la guerra di classe mondiale" che deve affrontare una minoranza che concentra nelle proprie mani la ricchezza mondiale e inoltre, pretende di appropriarsi con ogni mezzo delle risorse naturali ed energetiche del pianeta, impoverendo la maggioranza.

"Il fronte anti-imperialista della comunicazione alternativo permetterà di difendere i successi materiali e simbolici della Rivoluzione Bolivariana (dignità, sovranità, indipendenza, ecc…) affinché questa proceda verso un nuovo socialismo nella nostra America e nel mondo", ha affermato Rios.

Dopo, il ricercatore argentino Carlos Aznarez ha sottolineato come la situazione di guerra economica e di guerra terroristica alla quale l'Impero sta sottomettendo il Venezuela, è la stessa che sta applicando contro Cuba da 55 anni.

Ha raccomandato inoltre che non si deve continuare a finanziare i media privati ​​e a boicottarli, vale a dire, non acquisire le loro pubblicazioni.

Mentre l'intellettuale uruguaiano José Carlos Fazio ha rafforzato i concetti della guerra asimmetrica, ha suggerito che i paesi del mondo devono unirsi ulteriormente e rompere l'isolamento e le meschinità.

Da parte sua, il direttore dell'Agenzia Venezuelana delle Notizie, Freddy Fernández ha denunciato che: "l'imperialismo impone parametri di riferimento manipolare i cittadini ".

Ha chiamato alla riflessione sull'importanza che i giornalisti contino su strumenti per comprendere la situazione attuale, possano riconoscere le agenzie di comunicazione che operano contro il processo rivoluzionario e a sua volta, siano in grado di "saper raccontare la storia" reale dell'attualità nazionale.

Dichiarazione finale:

Fermare l'aggressione contro il Venezuela!

Noi, scrittori, giornalisti, ricercatori e militanti anti-capitalisti, riuniti nel Forum Internazionale "Congiura Mediatica Contro il Venezuela" tenutosi a Caracas il 5 e 6 giugno 2014, abbiamo discusso della funzione attuale delle multinazionali della comunicazione, impegnate oggi a distorcere la realtà venezuelana.

Come mostrato in innumerevoli esempi, tra cui i più recenti sono l'invasione della Libia, l'attacco mercenario contro la Siria e l'ingerenza in Ucraina, questo agire coordinato della stampa transnazionale precede azioni di estrema violenza, invasioni o formazione di eserciti mercenari necessari a provocare grandi scontri civili.

Pertanto:

1. Denunciamo la campagna di demonizzazione contro la Rivoluzione Bolivariana, il Venezuela e il suo presidente Nicolas Maduro.

2. Denunciamo inoltre che questa campagna costituisce il preambolo di un intervento armato, di una invasione ed oppressione contro il Venezuela.

3. Lavoriamo affinché la nostra comunicazione sia ogni giorno più efficace contro l'attuale scenario di manipolazione mediatica e per questo ci proponiamo di promuovere metodi alternativi di comunicazione, a partire dalla certezza che questa è una battaglia politica trascendentale, il cui protagonista principale è il popolo organizzato nel suo agire politico anti-imperialista e anticapitalista.

4. Proponiamo la creazione di un fronte internazionale di comunicatori per la pace e per la vita, che riunisce coloro che esercitano questo lavoro in diversi paesi per consolidare un giornalismo etico e di qualità professionale, che non si presti a sviluppare un clima di destabilizzazione e terrorismo psicologico. Il fronte svilupperà i seguenti compiti:

 a. creazione di una rete di collaborazione contro la congiura mediatica che subisce il Venezuela, che permetta di socializzare contenuti, informazioni, contatti ed esperienze.

 b. progettazione e creazione di alternative proprie (piattaforme, mezzi e servizi di sicurezza informatica) che permettano l'indipendenza tecnologica dai centri di produzione capitalistica.

 c. coordinare con le organizzazioni e i governi della regione meccanismi per la diffusione della realtà venezuelana, soprattutto attraverso i media alternativi e le reti sociali.

5. Proponiamo di convocare con urgenza una Riunione Straordinaria dei Ministri della Comunicazione dell'ALBA e di altri meccanismi di integrazione regionale per la progettazione di strategie comuni per contrastare l'offensiva mediatica imperialista contro i nostri popoli.

6. Noi, scrittori, giornalisti e ricercatori di Argentina, Brasile, Colombia, Cuba, Spagna, Francia, Messico, Uruguay e Venezuela, invitiamo i comunicatori di tutto il mondo a essere vigili contro la menzogna, a non tirarsi indietro nella battaglia per incontrarci sulla verità, oggi qui nella terra di Simon Bolivar, Hugo Chavez e della rivoluzione bolivariana e ogni giorno, dove i popoli lottano per la loro libertà e la loro indipendenza.


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