www.resistenze.org - cultura e memoria resistenti - linguaggio e comunicazione - 21-02-15 - n. 532

La "falsa guerra" di Obama contro lo Stato Islamico (ISIS)

Lo Stato Islamico è protetto dagli USA e dai loro alleati

Michel Chossudovsky | globalresearch.ca
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

19/02/2015

Sin dall'agosto 2014 l'aviazione USA, col supporto di una coalizione di 19 paesi, ha inesorabilmente intrapreso una guerra aerea sempre più intensificata contro Siria ed Iraq, asserendo di voler prendere di mira le truppe dello Stato Islamico.
Secondo Defense News, più di 16.000 missioni di bombardamento sono state effettuate dall'agosto 2014 fino alla metà di gennaio 2015. Il sessanta per cento delle missioni sono state poste in essere dall'aviazione americana con uso di avanzati aviogetti da caccia idonei anche al bombardamento. (Aaron Mehta, "A-10 Performing 11 Percent of Anti-ISIS Sorties"Defense News, January 19, 2015.)
I bombardamenti sono stati appositamente presentati dai media come parte di una morbida operazione antiterrorismo, piuttosto che un atto di guerra aperta contro la Siria e l'Iraq.

Questa campagna aerea su larga scala, la quale ha causato innumerevoli vittime civili, è stata come d'abitudine mal riportata sui media mainstream. Secondo Max Boot, membro anziano per la sicurezza nazionale nel Consiglio per le Relazioni Estere: "La strategia di Obama in Siria ed Iraq non sta funzionando... [perché] la campagna di bombardamenti USA contro l'ISIS è stata notevolmente frenata" (Newsweek, 17 febbraio 2015).

Gli americani sono portati a credere che lo Stato Islamco costituisca una forza formidabile che sta impegnando l'esercito degli Stati Uniti e sta minacciando la civiltà occidentale. La suggestione data dai media è che l'aviazione americana ha fallito ed "Obama deve unire le sue forze" per contrastare davvero questo "nemico esterno" dell'America.

Sempre secondo il consigliere Max Boot, la risposta è l'escalation militare: quello che è richiesto al Presidente è di "inviare più aerei, consiglieri militari e forze per operazioni speciali, nel contempo allentando le restrizioni nelle quali attualmente operano" (Ibid)

Che tipi di aerei sono impiegati nella campagna? L'F-16 Fighting Falcon, l'F-15E Strike Eagle, l'A-10 Warthog, per non parlare dell'F-22 Raptor della Lockheed Martin, caccia tattico con capacità stealth.

Domande per i nostri lettori

Perché l'aviazione USA non è stata capace di annientare lo Stato Islamico, che sin dall'inizio era in larga parte equipaggiato solo di armi convenzionali leggere, per non parlare degli attuali piccoli pickup di marca Toyota?

Sin dal suo inizio, la campagna aerea NON è stata affatto diretta contro l'ISIS. L'evidenza ci conferma che lo Stato Islamico non è il bersaglio. Piuttosto il contrario.

I raid aerei erano volti a distruggere le infrastrutture economiche di Iraq e Siria.

Invitiamo i nostri lettori a riflettere attentamente sull'immagine seguente, la quale descrive un convoglio di pickup dello Stato Islamico mentre entra in Iraq attraversando l'arco di 200 Km di pieno deserto che separa i due paesi.

Questo convoglio è entrato in Iraq nel giugno 2014.



Cosa mai avrebbe richiesto, da un punto di vista militare, l'annientare un simile convoglio dell'ISIS, completamente sprovvisto di difesa aerea?

Pur senza approfondimento delle questioni militari, prevale il senso comune.

Se avessero voluto eliminare completamente le brigate dello Stato Islamico, avrebbero potuto bombardare a tappeto i loro convogli di pickup Toyota nel momento in cui attraversavano il deserto dalla Siria verso l'Iraq in giugno.

La risposta è abbastanza ovvia, ma nemmeno uno, tra i media mainstream, ha mai ancora voluto riconoscerla.

Il deserto arabo-siriano è un territorio aperto (vedere la mappa seguente). Con gli attuali caccia a reazione (F15, F22 Raptor, F16) sarebbe stata - dal punto di vista militare - poco più che una passeggiata, un opportuno e rapido bombardamento chirurgico che avrebbe decimato in poche ore i convogli dello Stato Islamico.



Invece, ciò a cui abbiamo assistito è stato un andare e venire incessante di raid aerei e bombardamenti, e il nemico terrorista è apparentemente ancora intatto. A confronto, i bombardamenti NATO della Jugoslavia nel 1999 durarono circa tre mesi (dal 24 marzo al 10 giugno del 1999).

E siamo condotti a credere che lo Stato Islamico non può essere annientato da una potente coalizione militare di 19 paesi guidata dagli Stati Uniti.

La campagna aerea non è volta infatti a decimare lo Stato Islamico.

Il mandato contro il terrorismo è una finzione. L'America è il numero uno degli "Stati-Sponsor del terrorismo".

Lo Stato Islamico non è solo protetto dagli Stati Uniti e dai loro alleati, è stato finanziato ed addestrato dagli USA e dalla NATO, col sostegno di Israele e degli alleati di Washington nel Golfo Persico.


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