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- cultura e memoria resistenti - poesia e letteratura - 11-10-10 - n. 335
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Vargas Llosa… la mediocrità degli "eccellenti"
Il capitalismo è il capitalismo anche se premia i propri intellettuali per abbellirsi
di Fernando Buen Abad
La borghesia intellettuale, quando si spaventa, torna ad essere nazi-fascista.
Un'altra volta, annunciano la loro disperazione organizzando pedanti offensive nazi-fasciste. Si dicono "democratici" ed agitano le loro bandiere cospirative per argomentare, con copiosi eufemismi, i colpi di stato ordinati dai loro capi. Li appoggia l'oligarchia mediatica, la santa chiesa, i banchieri usurai, gli industriali predatori e non pochi proprietari terrieri e trafficanti d'armi. L'illustrazione neoliberale vuole argomentare le canagliate golpiste.
Presentano libri, tengono conferenze, raccomandano delinquenti, riscuotono dividendi e si applaudono tra loro. Sono la mano armata, con sofismi e demagogia, incaricata di mascherare le mostruosità del capitalismo. Intascano con la mano "fine" le colte offerte e le mance della vanità mediatica che il suo padrone corrompe. E dopo... si premiano tra sé, si citano mutuamente nei loro trattati e si erigono monumenti di superbia senza pudore. Sfarzosi parassiti incubati nell'ignoranza dei capi che pagano per nascondere la propria idiozia. (Quella di tutti loro.)
Ha senso continuare a denunciarli? C'è qualcuno che non conosca l'osceno calibro dei levrieri intellettuali coltivati dalla dotta lusinga? C'è qualcuno che si beve i loro racconti? Si. Loro stessi e quelli del loro genere. E per questo motivo che li denunciamo. Non perché siano intellettuali, non perché siano di destra, reazionari, non per le loro limitazioni ideologiche. Non solo per questo. Ma particolarmente per la loro mansuetudine mercantile davanti ai criminali che saccheggiano, sfruttano ed assassinano i lavoratori che veramente lavorano e producono la ricchezza. Per la loro presuntuosa e cinica complicità, la loro demagogica connivenza con repressori, golpisti e saccheggiatori. Li denunciamo per la loro oscenità e le loro letterate petulanze, poste al servizio dei poteri che finanziano ideologhi per affondare i popoli nell'ignoranza, nella fame nera e nella tristezza. Li denunciamo per servilismo, associazione criminale e per non avere vergogna... tra altre idiozie borghesi. Che si riuniscano pure dove si riuniscano, noi li denunciamo.
La battaglia delle idee, la guerra simbolica e la lotta contro l'allineamento
Dall'altro lato di questo regno di stoltezza "colta", in opposizione e storicamente in lotta, la classe lavoratrice, sa, e bene che sa, di che cosa saranno capaci i lacchè graduati - e postgraduati - fanfaroni e al tempo stesso adulatori. La classe dei lavoratori, che sa molto, sa che deve stare attenta, in guardia teorica e metodologica, attenti alla quantità e alla qualità delle aggressioni borghesi, tenendo gli occhi ben aperti. Sa che questa è una guerra, addirittura di "quarta generazione", nella quale non c'è un attimo di pausa né nella lotta emancipatrice della coscienza né nell'obiettivo di costruire linguaggi e strumenti filosofici nuovi. Cioè socialisti. Non c'è riposo né nella sintassi né nella sintesi, né a scuola né a letto, né nella pancia né nello spirito.
Il sapere della classe lavoratrice lascia già intravvedere i propri risultati rinvigorenti, per esempio: si sa già che, per colti che si presumano i servi intellettuali del denaro, la loro pagliacciata concettuale ha come finalità quella di sferrare percosse intellettuali (e non solo) a colui che osi ragionare sullo sfruttamento ed opporsi ad esso. Si sa già che la servitù degli accademici - che si abbassano i pantaloni di fronte al proprio capo - ha per meta sacrosanta la soppressione della libertà intellettuale dei popoli e l'immortalità del capitalismo camuffato da "umanista", da "colto", da "scientifico". Si sa già, che nel loro infinito servilismo, gli intellettuali borghesi faranno l'impossibile per guadagnarsi dal padrone qualche amorevole pacca sulle loro "geniali" teste. Sono mercenari che promuovono pettegolezzi utili a sequestrare concetti come "democrazia", "libertà", "giustizia.".. come gli piacciono questi termini... come godono a manipolarli, come si impegnano ad espropriarli dalla storia, dalla lotta di classe ed dai trionfi dei popoli, per offrirli sul patto d'argento della loro stupidità, ai loro padroni.
Oggi è chiara la nausea generalizzata che provocano i discorsi e le alleanze delinquenziali dei servitori mercanteggiati. La loro siderale distanza dalle basi sociali, la loro cafoneria accademica, la loro verbosità snob ed il loro "buon vivere" parassitario, sono francobolli di classe indelebili per una lotta rivoluzionaria verso il socialismo che identifica già con chiarezza il tipo di gran mitraglia che tireranno fuori in ogni luogo in cui si trovino.
È facile identificare le origini e le peripezie che ognuno di questi signorini e signoroni della servitù intellettuale ha dovuto compiere per farsi "notare" tra l'immondizia borghese. Alcuni eredi diretti, altri burocrati arrampicatori, alcuni una miscela dei due... nessun lottatore sociale della base, nessun lavoratore della cultura in lotta per l'emancipazione della coscienza, della pancia, dello stato d'animo... nessun vero critico della mostruosità capitalista e neoliberale, nessuno, infine, vincolato con le giuste lotte dei popoli. Tutto il contrario. Per ognuno della lista degli intellettuali servili è possibile quantificare nutrite collezioni di canagliate, tradimenti, compromessi e negoziati per calunniare, perseguire, reprimere e criminalizzare ogni lotta sociale, ogni forza libertaria, ogni progetto di società senza padroni e senza schiavi.
E' necessario comprendere il calibro immondo delle stupidità che "teorizzano." Il capo di Krause, Octavio Paz, santone di tutti i pagliacci intellettuali neoliberali, solo come esempio, pregava ai quattro venti, senza alcun pudore, inginocchiato davanti al suo dio Saline de Gortari, artefice anche del TLC: "Il mercato libero è il sistema migliore - forse l'unico - per assicurare lo sviluppo economico delle società ed il benessere delle maggioranze. Così come le libertà politiche nei sistemi democratici, implicano il rispetto dei diritti delle minoranze e degli individui, il libero sviluppo delle forze economiche - liberate dalla volontà arbitraria dello Stato, come dei monopoli privati - deve essere regolato dalla legge e dalla società stessa, cioè, dai produttori, dagli intermediari ed dai consumatori. Il mercato non può essere un semplice e cieco meccanismo ma il risultato di un accordo collettivo... [1] Palabras de Octavio Paz pronunciate nel : "Il secolo XX: L'esperienza della libertà". [2]
Oggi, una simile idiozia prova, oltre alla sua condizione di ideologia strisciante, quale sarebbe la rotta, l'adempimento ed i compiti di tutti i discepoli che oggi, girano il mondo, esibendo le proprie mansuetudini e carognate al servizio di nuovi colpi di stato... in tutti i sensi. Saremo qui per denunciarli ed ostacolarli, al fianco dei popoli degni, come in Venezuela, come a Cuba, come in Bolivia, come in Ecuador... come in qualunque posto dove fiorisce il socialismo dal basso.
Note
[1] Parafrasi in onore di Adolfo Sánchez Vázquez
[2] Octavio Paz: www.letraslibres.com/pdf.php?id=3009 y http://arbol-adentro.blogspot.com/2009/04/el-siglo-xx-la-experiencia-de-la.html
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