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L'articolo che segue uscira' sul prossimo numero de LA VOCE del G.A.MA.DI. (giugno 2002)
Rubrica "Questioni della Scienza" a cura di A. Martocchia

BREVETTATI PRIMA CHE SIA QUALCUNO A BREVETTARE TE!

Avrete sentito alcune settimane fa il grido di allarme giunto dai mass-media: gli animali "clonati" mostrano di soffrire di malattie congenite. Anche se non si mostrano immediatamente, queste emergono con la crescita dei poveri animali, come la "pecora Dolly", frutto degli esperimenti di affaristi senza scrupoli e scienziati loro complici.
Si, perche' la tecnologia delle manipolazioni genetiche ha raggiunto livelli tali da consentire la creazione "a tavolino" di esseri viventi "programmati" secondo le esigenze di qualcuno, ma non e' ancora  abbastanza evoluta da impedire che gli esseri cosi' generati soffrano  di svariati disturbi.
Nell'attesa che questi veri e propri "apprendisti stregoni" ci informino sui progressi delle loro ricerche ed esperimenti, una delle implicazioni dello sviluppo incontrollato e mercantilistico  di questo settore scientifico e tecnico e' la brevettabilita'  del patrimonio genetico - della quale abbiamo iniziato a scrivere su alcuni vecchi numeri de "La Voce".
Il collettivo "Kontroverso" di Bologna ha capito molto bene alcuni  dei rischi che stiamo correndo, e scrive:
<<Un racket genetico-industriale costituito da una banda di  multinazionali (Novartis, Monsanto, DuPont, Aventis, ecc.) sta  procedendo alla vera e propria confisca della materia vivente. Il brevetto, ovvero quell'istituzione legale volta a difendere gli  interessi economici sulle invenzioni, è la loro arma. Nel 1994 le forme di vita entrano nell'ambito delle cose brevettabili  grazie ad un protocollo (TRIPS) che è parte dell'Accordo Generale sul  Commercio (GATT) firmato da 150 paesi. Da allora le imprese possono richiedere i brevetti sugli organismi  viventi, geneticamente modificati o meno, e inoltre sui geni,  compresi quelli umani, anche senza averne identificato la funzione,  basta rivendicarne lo stato di "invenzione biologica". La semplice  descrizione di un gene è sufficiente per appropriarsene. Con la brevettabilità degli esseri viventi la vita stessa diventa una  merce, frazionabile, manipolabile e oggetto di possesso privato.>>
Per quanto riguarda le coltivazioni e gli allevamenti, si sta preparando <<una rapina compiuta ai danni dei coltivatori di tutto il mondo, dai  quali le industrie detentrici dei brevetti esigono il pagamento dei  diritti sui semi di varietà vegetali brevettate anche nel caso in cui  questi semi provengano dal raccolto dell'anno precedente. Addirittura  per impedire il loro riutilizzo, vista la difficoltà di attuare un  controllo su tutte le coltivazioni, la Monsanto, un colosso  dell'agri-business, attraverso tecniche di manipolazione genetica ha  fatto in modo che le sue sementi risultino sterili: questo è il  famoso seme "Terminator", un seme che si suicida dopo la prima  generazione e che risulta impossibile da ripiantare. Se la vita diventa una merce soggetta ai meccanismi del mercato e ad  una logica economica selvaggia, se il patrimonio genetico diventa una  proprietà privata i derubati siamo tutti noi! La biodiversità è una ricchezza collettiva che non può essere  depredata da un pugno di banditi organizzati. Contro il rischio di un controllo monopolistico della materia vivente  bisogna opporsi alla ricezione delle direttive internazionali ed  europee sulla brevettabilità del patrimonio biologico.>>
Ma il problema, a mio avviso, e' ancora piu' grave. Molto piu' grave.
Non è solamente in corso una rapina, compiuta soprattutto ai danni dei  poveri e del Sud del mondo, dove la ricchezza delle varietà naturali  e la biodiversità diventano oggetto di sfruttamento. Con la possibilita' di "clonare" esseri viventi a proprio piacimento, i detentori dei brevetti stanno sviluppando il potere di manipolare le specie viventi, compresa la specie umana, a seconda dei loro porci interessi. Potrebbero in pratica manipolare la "natura umana"... Che cosa sara' "umano",  e che cosa non lo sara', nel mondo del futuro?
In un futuro molto vicino potremmo ritrovarci in uno scenario da incubo: pseudo-pecore che sfornano la lana migliore del mondo senza mai pascolare sui prati, pseudo-mucche composte essenzialmente da enormi mammelle atte a produrre latte "artificiale" (?)... Ma anche - attenzione! -  gruppi di bianchi occidentali belli, alti e biondi, di vita media 150 anni  e resistenti a tutte le malattie, e viceversa interi popoli lasciati a crepare, senza nemmeno gli antibiotici; e poi masse di "cloni", sub-umani  prodotti in vitro su scala industriale, al solo scopo di lavorare in  miniera oppure di fare la guerra.
Vi sembra fantascienza? Certo e' uno scenario allucinante, ma e' molto verosimile che le cose andranno proprio cosi', secondo un copione che e' a meta' tra il film "Blade Runner" ed il libro "Il Mondo Nuovo" di Huxley. In particolare quest'ultimo, a mio avviso, si e' ormai  profeticamente quasi realizzato: ne consiglio vivamente a tutti la  lettura, cosi' potremo riparlarne.
Si dice: "il sonno della ragione genera mostri". ma bisognerebbe dire anche: "la scienza in mano al grande capitale genera mostri"! Infatti il sapere umano non viene usato per migliorare la qualita' della vita di tutti, per guarire dalle malattie in Africa ed Asia, eccetera, bensi' per curare solo chi ha i soldi, e per ridurre al rango di bestie tutti gli altri.

Come impedire tutto questo? A mio avviso, solo togliendo alle multinazionali il potere che hanno, innanzitutto
ABOLENDO I BREVETTI.

Il gruppo bolognese ad esempio propone provocatoriamente:  brevettiamo noi stessi prima che siano gli altri a brevettare noi! Percio' lunedi 26 giugno prossimo andranno all'Ufficio Brevetti di Bologna (Piazza della Costituzione, 8 - ore 10) a depositare i moduli contenenti la descrizione: "Nome... Cognome... Forma... Peso... Uso..." eccetera. Puo' sembrare uno  scherzo, ma non e' per niente una stupidaggine, e c'e' poco da ridere.  Il sistema capitalistico, e soprattutto le multinazionali del settore  chimico-farmaceutico, stanno usando la scienza per fini aberranti,  e ci stanno preparando un futuro da incubo. Bisogna che tutti noi  ci poniamo questo problema, subito.