www.resistenze.org - cultura e memoria resistenti - scienza - 24-05-04

da: <vocedelgamadi@yahoogroups.com>
Il testo che segue apparira' su LA VOCE del GAMADI
di giugno 2004:

Questioni della scienza
a cura di A. Martocchia

Cuba esporta le sue acquisizioni in campo medico


di Tom Fawthorp

(BBC NEWS, Londra 21 Novembre 2003: http://news.bbc.co.uk/go/pr/fr/-/1/hi/business/3284995.stm

Traduzione a cura di AM.
Sullo stesso argomento si veda anche il sito di MEDICUBA Europa : http://www.medicuba.org )


L'AVANA (CUBA)
La crisi della economia cubana e' alleviata dai successi legati alla esportazione delle sue tecnologie mediche nonche'  dal "turismo della salute" diretto verso il paese.

La posizione di Cuba in seno ai paesi in via di sviluppo ha sempre  rappresentato una specie di paradosso. Benche' il modesto livello di  vita e la crisi economica collochino Cuba in basso nella scala, in base  ai parametri di misura dello sviluppo economico, la versione cubana del  socialismo ha sviluppato un sistema sanitario che pone Cuba in una  categoria a parte dal punto di vista dello sviluppo umano.
Gli indicatori sanitari sono paragonabili a quelli dei sistemi sanitari  dei paesi europei occidentali. L'educazione, la scienza e la salute,  pietre miliari della rivoluzione del 1959, sono intimamente legate allo  sviluppo di un settore medico che a Cuba e' all'avanguardia.
L'esportazione dei prodotti farmaceutici, dei vaccini e delle  biotecnologie si giova dei finanziamenti della ricerca medica e del  sistema sanitario gratuito.

Oggi, il settore medico e' in sesta posizione in termini di  esportazione dei prodotti e dei servizi, ed ha rappresentato 250  milioni di dollari di esportazioni per l'anno 2002. La biotecnologia da  sola ha rappresentato 150 milioni di dollari.

VACCINI

Nel corso degli anni Ottanta, milioni di dollari sono stati investiti  dal governo cubano per lo sviluppo di laboratori per produrre vaccini  moderni e per realizzare un polo di ricerca biotecnologica.
Dopo la fine dell'aiuto sovietico, nel 1989, e con la crisi economica  degli anni Novanta, la qualita' delle istituzioni medico-scientifiche  cubane ha rappresentato una risorsa strategica per lo sviluppo di nuovi  prodotti, destinati alla esportazione. La prima conquista nel campo  della ricerca medica e' stata la scoperta di un vaccino contro la  meningite B, alla fine degli anni Ottanta. Il vaccino e' stato  esportato con successo per lottare contro le epidemie in America del  Sud, e specialmente in Brasile ed Argentina.

Oramai il vaccino e' commercializzato sotto licenza GlaxoSmithKline, ed  in questa veste presto esso sara' introdotto sul mercato europeo, e si  spera di poter fare lo stesso anche negli Stati Uniti. 

OSTACOLI POLITICI

I tentativi di Cuba di collocarsi sul mercato farmaceutico  internazionale hanno urtato contro ostacoli durissimi, tanto sul piano  commerciale quanto su quello politico, a causa del severo embargo da  parte degli Stati Uniti.

La forza del socialismo cubano risiede nella qualita' dei suoi  prodotti, non nel marketing ne' tantomeno nel know-how commerciale. Nel corso degli ultimi anni, le maggiori entrate generate dalla  biotecnologia cubana sono state dovute al vaccino contro l'epatite B,  esportato verso piu' di 30 paesi. Il vaccino cubano e' generalmente  considerato come piu' efficace di quelli prodotti in Belgio e negli  Stati Uniti.

Cuba puo' essere considerata come un paese povero in termini di livello  di vita, ma il suo settore medico dimostra la sua ricchezza in termini  di risorse umane.

Aziende miste con la Cina, l'India e la Russia sono state create per  stabilire unita' di produzione dei vaccini in questi paesi, basate sul  trasferimento della tecnologia cubana.

"TURISMO DELLA SALUTE"

Il turismo della salute rappresenta un'altra sorgente di entrate, con  un certo numero di ospedali specializzati, cliniche e centri per  l'accoglienza di visitatori stranieri.

Lo scorso anno piu' di 5000 pazienti stranieri sono andati a Cuba per  ricevere trattamenti in chirurgia oculistica, neurologia - sclerosi  multipla e malattia di Parkinson - nonche' ortopedia. La maggior parte  dei pazienti sono originari dell'America Latina.

Ad esempio, il trattamento esclusivo cubano contro la "retinite  pigmentosa" ha attirato numerosi malati dall'Europa [...uno di questi  lo conosco io personalmente! Nota del traduttore] e dall'America  settentrionale, generando entrate per 40 milioni di dollari solo lo  scorso anno.

Piu' di 500 prodotti medici diversi, che negli anni Ottanta hanno  coperto circa l'80 per cento dei bisogni del paese, vengono fabbricati  dall'industria farmaceutica locale.
Attualmente, la maggioranza delle materie prime per la fabbricazione  degli antibiotici e di altre medicine proviene dalla Cina, ma la  produzione non e' riuscita a ritornare sui livelli di prima degli anni  Novanta. Numerose medicine vengono fornite agli ospedali dall'aiuto  internazionale dei gruppi di solidarieta' con Cuba, sparsi in tutto il  mondo.

AZIENDE MISTE

Certuni ostacoli incontrati da Cuba nel penetrare i mercati occidentali  vengono aggirati con la creazione di imprese miste con partner  stranieri, ad esempio canadesi, tedeschi e spagnoli. I prodotti cubani contro certe forme di cancro, ad esempio al seno,  hanno suscitato grande fermento nel mondo delle biotecnologie. Questi  prodotti saranno trattati da una azienda tedesca che presto produrra'  il farmaco  TheraCIM h-R3 ad uso del mercato europeo.
Secondo gli analisti, i successi commerciali di molte innovazioni  cubane non rappresentano finora che una parte infima rispetto alle loro  reali potenzialita'. Accordando una licenza al prodotto TheraCim h-R3  da parte delle autorita', esso potra' diventare il farmaco standard per  il trattamento di certe neoplasie nei prossimi quattro o cinque anni,  per un volume d'affari stimato attorno ai 3 miliardi di dollari per  anno.

Nel lungo termine, la scommessa che Fidel Castro ha fatto sugli  investimenti in biotecnologia potra' davvero fornire i suoi frutti, non  solamente in termini sanitari ma anche economici.
E cio' sarebbe certo molto gratificante per gli scienziati cubani,  che  invece di essere motivati dal guadagno vedrebbero il loro lavoro  gratificato dai successi sul mercato mondiale.

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