da:
<vocedelgamadi@yahoogroups.com>
Il testo che
segue apparira' su LA VOCE del GAMADI
di giugno 2004:
Questioni della scienza
a cura di A. Martocchia
Cuba esporta le sue
acquisizioni in campo medico
di Tom Fawthorp
(BBC NEWS, Londra 21 Novembre 2003: http://news.bbc.co.uk/go/pr/fr/-/1/hi/business/3284995.stm
Traduzione a cura di AM.
Sullo stesso argomento si veda anche il sito di MEDICUBA Europa :
http://www.medicuba.org )
L'AVANA (CUBA)
La crisi della economia cubana e' alleviata dai successi legati alla
esportazione delle sue tecnologie mediche nonche' dal "turismo della salute" diretto verso il paese.
La posizione di Cuba in seno ai paesi in via di sviluppo ha sempre rappresentato una specie di paradosso.
Benche' il modesto livello di vita e la
crisi economica collochino Cuba in basso nella scala, in base ai parametri di misura dello sviluppo
economico, la versione cubana del
socialismo ha sviluppato un sistema sanitario che pone Cuba in una categoria a parte dal punto di vista dello
sviluppo umano.
Gli indicatori sanitari sono paragonabili a quelli dei sistemi sanitari dei paesi europei occidentali. L'educazione,
la scienza e la salute, pietre miliari
della rivoluzione del 1959, sono intimamente legate allo sviluppo di un settore medico che a Cuba e'
all'avanguardia.
L'esportazione dei prodotti farmaceutici, dei vaccini e delle biotecnologie si giova dei finanziamenti
della ricerca medica e del sistema
sanitario gratuito.
Oggi, il settore medico e' in sesta posizione in termini di esportazione dei prodotti e dei servizi, ed
ha rappresentato 250 milioni di dollari
di esportazioni per l'anno 2002. La biotecnologia da sola ha rappresentato 150 milioni di dollari.
VACCINI
Nel corso degli anni Ottanta, milioni di dollari sono stati investiti dal governo cubano per lo sviluppo di
laboratori per produrre vaccini moderni
e per realizzare un polo di ricerca biotecnologica.
Dopo la fine dell'aiuto sovietico, nel 1989, e con la crisi economica degli anni Novanta, la qualita' delle
istituzioni medico-scientifiche cubane
ha rappresentato una risorsa strategica per lo sviluppo di nuovi prodotti, destinati alla esportazione. La
prima conquista nel campo della ricerca
medica e' stata la scoperta di un vaccino contro la meningite B, alla fine degli anni Ottanta. Il vaccino e'
stato esportato con successo per
lottare contro le epidemie in America del
Sud, e specialmente in Brasile ed Argentina.
Oramai il vaccino e' commercializzato sotto licenza GlaxoSmithKline, ed in questa veste presto esso sara' introdotto
sul mercato europeo, e si spera di
poter fare lo stesso anche negli Stati Uniti.
OSTACOLI POLITICI
I tentativi di Cuba di collocarsi sul mercato farmaceutico internazionale hanno urtato contro ostacoli
durissimi, tanto sul piano commerciale
quanto su quello politico, a causa del severo embargo da parte degli Stati Uniti.
La forza del socialismo cubano risiede nella qualita' dei suoi prodotti, non nel marketing ne' tantomeno
nel know-how commerciale. Nel corso degli ultimi anni, le maggiori entrate
generate dalla biotecnologia cubana
sono state dovute al vaccino contro l'epatite B, esportato verso piu' di 30 paesi. Il vaccino cubano e' generalmente considerato come piu' efficace di quelli
prodotti in Belgio e negli Stati Uniti.
Cuba puo' essere considerata come un paese povero in termini di livello di vita, ma il suo settore medico dimostra
la sua ricchezza in termini di risorse
umane.
Aziende miste con la Cina, l'India e la Russia sono state create per stabilire unita' di produzione dei vaccini
in questi paesi, basate sul
trasferimento della tecnologia cubana.
"TURISMO DELLA SALUTE"
Il turismo della salute rappresenta un'altra sorgente di entrate, con un certo numero di ospedali specializzati,
cliniche e centri per l'accoglienza di
visitatori stranieri.
Lo scorso anno piu' di 5000 pazienti stranieri sono andati a Cuba per ricevere trattamenti in chirurgia
oculistica, neurologia - sclerosi
multipla e malattia di Parkinson - nonche' ortopedia. La maggior
parte dei pazienti sono originari
dell'America Latina.
Ad esempio, il trattamento esclusivo cubano contro la "retinite pigmentosa" ha attirato numerosi malati
dall'Europa [...uno di questi lo
conosco io personalmente! Nota del traduttore] e dall'America settentrionale, generando entrate per 40
milioni di dollari solo lo scorso anno.
Piu' di 500 prodotti medici diversi, che negli anni Ottanta hanno coperto circa l'80 per cento dei bisogni del
paese, vengono fabbricati
dall'industria farmaceutica locale.
Attualmente, la maggioranza delle materie prime per la fabbricazione degli antibiotici e di altre medicine
proviene dalla Cina, ma la produzione
non e' riuscita a ritornare sui livelli di prima degli anni Novanta. Numerose medicine vengono fornite
agli ospedali dall'aiuto internazionale
dei gruppi di solidarieta' con Cuba, sparsi in tutto il mondo.
AZIENDE MISTE
Certuni ostacoli incontrati da Cuba nel penetrare i mercati occidentali vengono aggirati con la creazione di imprese
miste con partner stranieri, ad esempio
canadesi, tedeschi e spagnoli. I prodotti cubani contro certe forme di cancro,
ad esempio al seno, hanno suscitato
grande fermento nel mondo delle biotecnologie. Questi prodotti saranno trattati da una azienda tedesca che presto
produrra' il farmaco TheraCIM h-R3 ad uso del mercato europeo.
Secondo gli analisti, i successi commerciali di molte innovazioni cubane non rappresentano finora che una
parte infima rispetto alle loro reali
potenzialita'. Accordando una licenza al prodotto TheraCim h-R3 da parte delle autorita', esso potra'
diventare il farmaco standard per il
trattamento di certe neoplasie nei prossimi quattro o cinque anni, per un volume d'affari stimato attorno ai 3
miliardi di dollari per anno.
Nel lungo termine, la scommessa che Fidel Castro ha fatto sugli investimenti in biotecnologia potra' davvero
fornire i suoi frutti, non solamente in
termini sanitari ma anche economici.
E cio' sarebbe certo molto gratificante per gli scienziati cubani, che
invece di essere motivati dal guadagno vedrebbero il loro lavoro gratificato dai successi sul mercato
mondiale.
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