www.resistenze.org - cultura e memoria resistenti - scienza - 10-09-04

da: <vocedelgamadi@yahoogroups.com>
L'articolo che segue appare su "La Voce del GAMADI"di settembre 2004

"Questioni della scienza"
a cura di A. Martocchia


Chi specula sui cadaveri ?


L'argomento di questo mese puo' apparire macabro, ma presenta una serie   di risvolti clamorosi ed interessanti - scientifici, sociali, ed anche   politici. Peraltro, come materialisti siamo coscienti della "fisicita'"   della morte, della sua naturale presenza, e dunque non possiamo fare a   meno di affrontare anche questo argomento.

Per puro caso lo scorso gennaio ho scoperto dell'esistenza di Guenther   Von Hagens e dei suoi "BodyWorlds" ("mondi del corpo"). L'ho scoperto   leggendo un articoletto de "La Repubblica": per coincidenza, era lo   stesso giorno della morte di mio padre, per cui la questione mi ha   colpito in maniera particolare.

Von Hagens e' un ex ricercatore dell'Universita' di Heidelberg, che da   alcuni anni - dopo avere scoperto e brevettato una rivoluzionaria   tecnica per la conservazione di salme o di singoli organi di esseri   animali - si e' messo in proprio per gestire una attivita' che e' di   carattere sia scientifico che artistico-spettacolare (1). Sicuramente,   Von Hagens e quelli che lavorano con lui ricavano anche dei profitti   non trascurabili da questa attivita'.

Su quell'articolo di "Repubblica" c'era scritto addirittura che Von   Hagens avrebbe messo su "un business miliardario generato...   dall'acquisto a buon mercato dei cadaveri dei condannati a morte   cinesi". (2) Unica fonte citata nel breve articolo, che dipingeva il   "Dottor Morte" come un cinico profittatore complice di presunte   esecuzioni extragiudiziarie in Cina, era un reportage apparso sul   settimanale tedesco "Der Spiegel" quella stessa settimana (3). Ho   allora deciso di acquistare quel numero di "Der Spiegel" allo scopo di   verificare le gravi affermazioni apparse su "Repubblica".

La tecnica inventata da Von Hagens si chiama "plastinazione". Essa   consiste dapprima nella depurazione (di un intero cadavere oppure di   singoli organi, umani o animali) da ogni componente di grassi e   liquidi, attraverso l'immersione in soluzioni appropriate in cui tali   componenti vengono sostituite con acetone; in seguito si immerge il   corpo in un preparato sintetico a base di materie plastiche, e si fa   evaporare l'acetone depressurizzando l'atmosfera. A quel punto il   materiale plastico prende il posto dell'acetone, ed il corpo assume una   consistenza gommosa. Si puo' allora plasmare un modello - ad esempio un   "manichino" di un intero essere umano, di quelli che si utilizzano per   le lezioni di anatomia, oppure figure di altri animali che evidenziano   organi o funzionalita' selezionate. Si puo' comporre anche "di   fantasia", "artisticamente", ad esempio ponendo un cadavere umano a   cavalcare il cadavere di cavallo, oppure rappresentando degli uccelli   in volo, o ancora mostrando un gorilla scuoiato, con l'impressionante   muscolatura in grande evidenza, o ricostruendo un cammello, eccetera   eccetera. Con tecniche simili, ma distruggendo poi tutti i residui   organici, si ottengono anche impressionanti "atlanti" tridimensionali   di un intero sistema circolatorio, in dimensioni naturali.   L'esposizione al calore o alla luce, infine, rende solidi ed   estremamente resistenti questi "preparati anatomici".

Da una parte, Von Hagens utilizza queste sue tecniche per fabbricare   modelli utili a fini didattici nelle Universita' e nei Policlinici di   molti paesi del mondo - ad esempio in Arabia Saudita e paesi limitrofi.   Dall'altra, pero', egli si sbizarrisce anche in creazioni spettacolari   ed artistiche, con le quali allestisce mostre dal titolo "BodyWorlds".   Sono decine di milioni, fino ad oggi, le persone che hanno visitato   queste sue esposizioni, soprattutto in Germania, ma anche in Corea e   Giappone, meno in altri paesi europei; da poche settimane, pero', anche   negli Stati Uniti d'America. (4) Non mancano pero' problemi e   polemiche...

Ho avuto occasione di parlarne con dei giovani atei tedeschi, che mi   hanno spiegato come Von Hagens sia odiato e duramente contrastato   soprattutto dalle chiese (cattolica e protestante) in Germania. Cio'   che infatti da' fastidio, delle esibizioni "BodyWorlds", e' la maniera   in cui la morte viene rappresentata in tutta la sua materialita',   scevra dunque di connotazioni spirituali e morali, quasi   "sdrammatizzata" e alla portata di tutti.

Soffermiamoci per un attimo sul lungo reportage di "Der Spiegel". In   esso il sospetto che Von Hagens utilizzi "cadaveri dei condannati a   morte cinesi" e' espresso per quello che e' - un sospetto, appunto,   senza alcuna conferma - e, a differenza di "La Repubblica", su "Der   Spiegel" l'accusa di complicita' con i presunti aguzzini cinesi non   riveste un ruolo centrale nella polemica. Von Hagens viene invece   attaccato da molti altri lati: si da ad intendere che avrebbe messo su   una compravendita di cadaveri da vari paesi del mondo - in particolare   dal Kirghistan - in maniera poco lecita, soprattutto sfruttando il   bisogno economico o la corruzione di singoli personaggi.

Nell'articolo di "Der Spiegel" si usano come "prove" a carico di Von   Hagens brani della corrispondenza privata di quest'ultimo, soprattutto   email contenenti mezze frasi e riferimenti a questioni definite   "delicate" e "da approfondire in altra sede". Delle due l'una: o i due   giornalisti di "Der Spiegel" hanno passato anni (almeno dal 2001 in   poi!) ad intercettare la corrispondenza, anche intima, di Von Hagens -   una cosa a dir poco scorretta - oppure essi sono legati a doppio filo   con la magistratura e/o con i servizi segreti, che da anni   evidentemente sorvegliano Von Hagens allo scopo di "incastrarlo" o   comunque per fargli cambiare mestiere. Di fatto, nell'articolo sono   riportate confidenze tra Von Hagens e la moglie, e brani da lettere di   lavoro, riservate, in cui si discute di come procurarsi i corpi da   "plastinare", come pagare o come farsi pagare, eccetera.

Nel caso della Cina, "Der Spiegel" si basa sulle poco affidabili   "rivelazioni" di un ex responsabile della "fabbrica di cadaveri" di Von   Hagens a Dalian. Si tratta di un tizio - tale dottor Sui - che da   collaboratore di Von Hagens sarebbe diventato "suo concorrente"   (testuale), e dunque probabilmente nutre rancore o invidia personale, e   forse e' pure stato pagato profumatamente per le sue "rivelazioni"... I   toni usati sono pesanti: si descrive la "fabbrica" cinese come una   specie di lager nazista, dove gli addetti alla "catena di montaggio"   che "smontano" cadaveri umani venerano Von Hagens come il loro   "Fuehrer" - termine che pero' in tedesco si usa anche semplicemente nel   senso di "dirigente".

Paradossalmente, poi, il settimanale liberista "Der Spiegel" accusa Von   Hagens anche di avere creato un "mercato" (di cadaveri ed oggetti   macabri) "che funziona secondo le piu' elementari regole   capitalistiche", cioe' secondo le leggi del profitto. Von Hagens ha la   colpa di fare affari con i suoi "preparati anatomici", e viene accusato   di esporre cadaveri "dietro pagamento del biglietto d'ingresso".   Curioso: "Der Spiegel" difficilmente si preoccupa se ad essere esposti,   dietro pagamento del biglietto d'ingresso, sono animali vivi e vegeti,   o essere umani costretti dal bisogno a fare i fenomeni da baraccone -   vedi zoo, circhi, spogliarelli, teatri erotici, eccetera.

Sull'origine delle salme umane utilizzate per le mostre "BodyWorlds" o   (piu' spesso) destinate ad usi didattici e scientifici, "Der Spiegel"   si contraddice varie volte. Quello che si capisce e' che alcuni   sarebbero morti di morte violenta, oppure ex detenuti (ma non viene   fornita nessuna seria prova del fatto che ci sarebbero anche cadaveri   di persone giustiziate), o persone ritrovate di cui non e' nota   l'identita', o ancora morti che non vengono reclamati da nessuno (senza   famiglia, eccetera)... In tutti questi casi in molti paesi e' prassi   che sia lo Stato a decidere cosa fare del cadavere, ad esempio se   invece di seppellirlo lo si possa adoperare per corsi di anatomia o   altre finalita' scientifiche. Queste pratiche possono essere   discutibili, ma non dipendono certamente da Von Hagens!

Forse piu' seria - almeno dal nostro punto di vista - sarebbe l'accusa,   che pure gli viene rivolta, di frode fiscale e malversazioni: Von   Hagens avrebbe aperto dei conti in banca in Svizzera, dove notoriamente   e' piu' facile avere una "base" per i versamenti internazionali e dove   si puo' facilmente registrare una attivita' di impresa transnazionale.

Dopo poco piu' di un mese dall'apparizione di questi articoli, e dopo   feroci polemiche, tutti i giornali tedeschi riportavano che l'inchiesta   aperta dalla magistratura di Heidelberg a carico di Von Hagens era gia'   stata archiviata! Ad esempio, sulla edizione in lingua inglese della   Frankfurter Allgemeine Zeitung del 12 marzo 2004 si leggeva:

"Von Hagens era stato accusato di comprare corpi da fonti dubbie in   Cina e Kirghistan, nonche' di usare le salme di criminali giustiziati e   vittime di crimini. Era stato anche accusato di usare i corpi senza   l'autorizzazione dei parenti o degli stessi interessati quando ancora   in vita. Ma i giudici di Heidelberg hanno stabilito che Von Hagens   aveva ricevuto i corpi da fonti legittime, quali ospedali e prigioni...   che potevano disporre delle salme non avendo ricevuto istruzioni da   parenti".

Tutta questa storia mi ha consentito innanzitutto di verificare  una   volta di piu' quanto gia' sapevo sulla stampa occidentale: e cioe' che   essa e' del tutto inaffidabile, che puo' scatenare attacchi feroci   (contro singoli personaggi, realta' sociali o politiche, o interi   popoli) senza dover mai rendere conto nessuno delle proprie menzogne,   nemmeno quando queste ultime vengono smascherate. In questo caso il   quotidiano "La Repubblica" si e' rivelato ancora una volta poco serio,   superficiale, e trasudante odio ideologico contro la Cina ancora peggio   di "Der Spiegel".

Questa storia mi ha pero' anche consentito di riflettere sulla   concezione della morte, e sulla funzione dei cadaveri nella societa'   contemporanea. Fa quasi piu' scandalo la compravendita dei cadaveri,   che non la tratta delle bianche o altri traffici di esseri viventi...   L'immagine "fisica" della morte fa talmente paura alla nostra societa'   bigotta che, per impedirne la divulgazione, si montano esagerate   criminalizzazioni.

Certo, il problema della mercificazione e della sete di profitto   riguarda anche questo tipo di attivita': ma esso dipende dalla   struttura capitalistica del nostro sistema e non certo dalla   "perversione" di singoli, quali il signor Von Hagens. Il grado di   civilizzazione di una societa' si dovrebbe misurare sul rispetto che   essa nutre verso la vita, verso i vivi e verso i loro diritti - e non   in base al suo culto della morte.


Nota: Ringrazio Fabrizio Rossi per gli utili suggerimenti

(1) Sul sito ufficiale di Von Hagens http://www.bodyworlds.com/en/pages/home.asp  scorrendo le pagine dell'indice di sinistra, si possono trovare   biografia, tecnica, brevetti, ed altro.

(2) Andrea Tarquini: "Traffico di cadaveri per il Dottor Morte", su "La  Repubblica" del 20/1/2004.

(3) S. Roebel, A. Wassermann: "Haendler des Todes", su "Der Spiegel" 
del 19/1/2004.

(4) Si veda, sulla recente mostra a Los Angeles: http://story.news.yahoo.com/news?tmpl=story&cid=624&ncid=753&e=10&u=/  ap/20040704/ap_on_sc/body_worlds Cliccando su SlideShow si puo' vedere qualche esempio delle "creazioni"   di Von Hagens.



La lista [vocedelgamadi] è di supporto a "La Voce",notiziario del Gruppo Atei Materialisti Dialettici (GAMADI).
Per informazioni sul GAMADI e per abbonarsi al mensile "La Voce":
telefono e fax: 06-7915200; posta elettronica: <gamadilavoce@libero.it>
indirizzo: Piazza L. Da Vinci, 27 - 00043 Ciampino (Roma)