www.resistenze.org - cultura e memoria resistenti - storia - 07-11-05

da http://www.redglobe.org/index2.php?option=com_content&task=view&id=265&Itemid=9

 

Studiamo la Rivoluzione d’Ottobre

di Pavel Blanco Cabrera

 

Pavel Blanco Cabrera fa parte della Direzione Collettiva del Partito dei Comunisti del Messico

 

L’esperienza dei bolscevichi è un patrimonio permanente dei comunisti. La costruzione di una strategia per la presa del potere da parte del proletariato; una concezione delle alleanze tra tutte le classi subalterne; la combinazione delle forme di lotta; la comprensione dello sviluppo dell’economia mondiale basandosi sul metodo di Marx, comprendendo che nella nuova fase del capitalismo è possibile produrre rotture nell’anello più debole della catena; il carattere fondamentale che assume in questo contesto la lotta per l’autodeterminazione dei popoli e la questione nazionale e, di conseguenza, l’unità essenziale tra la classe operaia dei paesi imperialisti e i lavoratori e gli oppressi dei paesi coloniali e semicoloniali; la flessibilità nella tattica e la fermezza senza concessioni nella strategia, nei principi; il tipo di strumentazione rivoluzionaria che richiede il soggetto storico per realizzare i suoi obiettivi; la relazione tra la cultura, l’ideologia i veicoli di propaganda, cercando sempre di elevare il livello di coscienza delle masse senza volgarizzare la teoria; la formazione di militanti convinti e dichiarati – per usare l’espressione di Mariategui – della solidarietà, dell’internazionalismo ed anche del patriottismo formatosi nelle lotte secolari dei popoli contro gli oppressori esterni; sono questi alcuni degli elementi che, con il trionfo del proletariato russo il 25 Ottobre (secondo il vecchio calendario) si sono universalizzati per costituire l’identità dei comunisti.

 

Questa esperienza si è forgiata in una dura lotta clandestina contro uno degli apparati più repressivi di tutti i tempi, lo zarismo. Ed anche in elevati dibattiti ideologici con chi all’epoca rappresentava ufficialmente il marxismo in Russia e internazionalmente, con teorici del calibro di Plekhanov e Kautsky; fu anche il prodotto di tre rivoluzioni, quelle del 1905, del Febbraio del 1917 e finalmente dell’Ottobre; di una nuova ripartizione del mondo, che andava esprimendo una nuova configurazione capitalistica e dove i centri imperialisti consolidavano la loro egemonia con la guerra iniziata nel 1914.

 

I bolscevichi hanno messo in discussione la concezione determinista che si esprimeva attraverso la lettura del marxismo fatta dai dirigenti della II Internazionale, per cui alla Russia, paese arretrato, feudale, con uno sviluppo industriale nella fase iniziale, dovevano corrispondere la piena instaurazione di relazioni sociali capitalistiche e una forma politica democratico-borghese. Ciò è spiegato molto bene da Gramsci nel testo Rivoluzione contro il Capitale. Lenin intuisce, dopo una lettura marxista di Marx, che nella fase imperialista del capitalismo si può produrre la rottura che proietti la storia verso il futuro in un paese arretrato e pone l’accento sulla coscienza e sull’agente che dall’esterno la introduce, sulla soggettività delle masse e sul loro ruolo di protagoniste della storia.

 

Si continuerà a discutere sulle particolarità che hanno caratterizzato il marxismo nel mondo in seguito al trionfo dei bolscevichi nel 1917, ma nessuno potrà negare che esso permise la formazione di distaccamenti rivoluzionari in ogni paese, forgiando un movimento comunista sul pianeta.

 

Per coloro che vedono nel progetto comunista aperto dalla Rivoluzione d’Ottobre le proprie radici e il cammino da percorrere, lo studio e l’assimilazione dialettica della cultura bolscevica rappresentano una necessità, a cominciare dalla teoria di Lenin contenuta nei 55 tomi delle sue opere complete e dalla sua azione conseguente, che ha caratterizzato anche tutti i rivoluzionari che sotto la sua direzione hanno organizzato i lavoratori russi per questo assalto al cielo che ha aperto un’epoca di trasformazione, la transizione dal capitalismo al socialismo nel mondo.

 

Traduzione dallo spagnolo a cura del

Centro di Cultura e Documentazione Popolare