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da “People’s Democracy”, 13 novembre 2005

http://pd.cpim.org/2005/1113/11132005_october%20revolution.htm

 

Il messaggio immortale della Rivoluzione d’Ottobre

Prakash Karat

 

L’articolo, in commemorazione del grande evento storico, è apparso nel settimanale “People’s Democracy”, organo del Partito Comunista dell’India (Marxista)

 

La Rivoluzione d’Ottobre del 1917 ha avuto un profondo effetto sul corso della storia. Ha anticipato la liberazione dei popoli dal colonialismo di vecchio stampo. Ha aperto la strada ad una società socialmente giusta e ha introdotto un nuovo sistema sociale che sarebbe stato in grado di sostituire il capitalismo con il socialismo.

 

Il mondo, all’inizio del 20° secolo, prima della Rivoluzione d’Ottobre, era un’epoca di imperi. Il mondo era modellato e dominato dagli imperi britannico, francese, tedesco, austro-ungarico, russo e giapponese. C’erano anche gli imperi minori degli italiani, dei portoghesi, ecc. L’Ottobre ha messo fine a questo colonialismo di vecchio stampo. Ha avviato la catena delle lotte di liberazione nazionale che hanno sconfitto il dominio coloniale.

 

La Rivoluzione d’Ottobre è stata il frutto della riuscita applicazione della tesi di Lenin, secondo cui si sarebbe potuto spezzare l’anello più debole nella catena dell’imperialismo. E’ stato Lenin il primo a mettere in rilievo che la Russia zarista rappresentava l’anello più debole dopo l’inizio della Prima Guerra Mondiale, provocata dalle rivalità interimperialiste. La lotta contro l’imperialismo raggiunse un livello più alto con il successo della prima rivoluzione socialista.

 

Emancipazione sociale

 

I contenuti di emancipazione della Rivoluzione d’Ottobre hanno avuto un’applicazione universale. Non hanno rappresentato solo la libertà dal dominio coloniale dell’imperialismo, ma hanno indicato il cammino che ha portato alla liberazione di masse sterminate dalle catene dello sfruttamento feudale e di classe. La Rivoluzione d’Ottobre si basava sulla strategia dell’alleanza tra operai e contadini. Il programma agrario promosso dalla Rivoluzione d’Ottobre ha fissato la parola d’ordine fondamentale dell’abolizione della grande proprietà terriera. E’ questa strategia dell’alleanza tra operai e contadini che è stata utilizzata in seguito per mobilitare vaste masse di contadini nei paesi coloniali. Come hanno dimostrato le rivoluzioni vittoriose in Cina, Vietnam e Corea.

 

I primi decenni dell’Unione Sovietica hanno messo in evidenza l’immenso potenziale espresso dallo sviluppo di un sistema socialmente giusto. I successi ottenuti nell’istruzione di massa, nell’approvvigionamento alimentare, nella sanità e nel pieno impiego o nei diritti accordati alle donne, non sono mai stati realizzati in secoli di capitalismo. Per esempio, fu il nuovo Stato Sovietico a sancire in termini di legge la completa eguaglianza tra uomini e donne. L’Unione Sovietica fu il primo paese al mondo a stabilire eguale diritto di voto per uomini e donne di età superiore ai diciotto anni. La più vecchia democrazia capitalistica, la Gran Bretagna, assicurò tale diritto solo nel 1928.

 

Il sistema socialista

 

Sotto la direzione della classe operaia nella Rivoluzione d’Ottobre fu possibile completare le conquiste democratiche ed avviare la costruzione del socialismo. A causa dell’accerchiamento da parte del capitalismo e della comparsa del fascismo, l’Unione Sovietica dovette sopportare enormi sacrifici nell’edificazione del sistema socialista. La sconfitta del più terribile mostro del 20° secolo, il fascismo, fu dovuta essenzialmente all’esistenza e alla lotta dell’Unione Sovietica. Oggi, con lo smantellamento dell’Unione Sovietica, vengono diffuse, tra i popoli e nelle loro coscienze, versioni false e distorte dell’esperienza storica del 20° secolo.

 

La lotta eroica contro il colonialismo, l’imperialismo e il fascismo viene fatta cadere nell’oblio e la storia è descritta come una marcia trionfante del capitalismo mondiale. All’inizio del 21° secolo, l’imperialismo si è fatto più aggressivo mediante l’utilizzo del temporaneo arretramento subito dal sistema socialista. Si cerca di imporre in tutto il mondo la nuova forma predatoria della globalizzazione imperialista e un feroce capitalismo neoliberale.

 

Il mondo sta sperimentando la ricolonizzazione da parte di un imperialismo aggressivo capeggiato dagli Stati Uniti. La serie di avventure militari lanciate dagli USA e dai loro alleati, la guerra del Golfo nel 1990, l’attacco all’Iraq nel 1991, l’attacco alla Jugoslavia, la guerra in Afghanistan, la guerra e l’occupazione dell’Iraq nel 2003 hanno portato all’affermazione e al consolidamento dell’egemonia imperialista USA. Tutti i paesi che rifiutano di accettare i diktat imperialisti sono minacciati come Cuba, Nord Corea, Venezuela, Siria o Iran.

 

Ma questa è solo una faccia della medaglia. L’altra è rappresentata dalla crescente resistenza all’egemonia imperialista. Come è stato sottolineato nella risoluzione politica del 18° congresso del Partito Comunista dell’India (Marxista), il perno dell’attuale resistenza all’offensiva imperialista è costituito dalla lotta contro l’occupazione USA dell’Iraq, dove la resistenza popolare è cresciuta in intensità e portata. L’altro importante centro di resistenza è il movimento palestinese per l’indipendenza e un proprio stato, che ha eroicamente fronteggiato l’asse USA-Israele per più di cinquant’anni. In modo significativo anche l’America Latina si è trasformata in uno dei luoghi, in cui si sviluppano le più vigorose lotte contro l’imperialismo e le politiche neoliberali. Ciò è dimostrato dal sorgere di regimi popolari in Brasile, Venezuela e Uruguay. La sconfitta dei ripetuti tentativi statunitensi di rovesciare Chavez in Venezuela e i legami allacciati tra Venezuela e Cuba sono avvenimenti di grande rilevanza.

 

La classe operaia lotta contro gli attacchi ai posti di lavoro, allo stato sociale e ai livelli di vita sferrati nei paesi capitalistici e la resistenza della classe operaia costituisce il nucleo del movimento contro la globalizzazione imperialista. Persino le classi dirigenti dei paesi in via di sviluppo sono a volte costrette dalle lotte popolari a cooperare per resistere alle pesanti condizioni che il WTO e altri forum internazionali pretendono di imporre.

 

E’ in tale contesto che occorre mettere in rilievo il ruolo dei paesi socialisti. Emerge tra essi la Cina, quale grande potenza che da oltre due decenni registra uno sviluppo costante, con una crescita del 9% annuale del PIL. Gli Stati Uniti vedono nella Cina una potenziale minaccia che potrebbe mettere in discussione la loro supremazia entro la metà di questo secolo. La dottrina strategica degli Stati Uniti è indirizzata a scongiurare questo rischio.

 

Nei giorni che verranno, le lotte contro l’egemonia imperialista USA, gli sforzi aggressivi di ricolonizzazione e di rapina delle risorse e l’uso brutale della forza riceveranno incoraggiamento e impulso dalla luce irradiata, 88 anni fa, nell’Ottobre 1917, dalla prima rivoluzione socialista del mondo. Il messaggio dell’Ottobre 1917 è immortale, nel senso che continuerà ad ispirare le generazioni future nella lotta per l’emancipazione sociale.

 

Traduzione dall’inglese di Mauro Gemma