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- cultura e memoria resistenti - storia - 08-09-11 - n. 376
Il patto tedesco-sovietico del 1939
di Marcello Grassi
Prima del patto si erano verificati i seguenti fatti.
Aggressione dell’Italia fascista all’Abissinia (1936); aggressione nazifascista alla repubblica spagnola (1936-39), aiutata militarmente dalla sola URSS; invasione e annessione dell’Austria alla Germania nazista (1938); patto di Monaco con cessione dei Sudeti alla Germania (1938); fine della Cecoslovacchia con costituzione del protettorato di Boemia-Moravia, direttamente controllato dai nazisti e di uno stato slovacco fantoccio asservito ai nazisti; aggressione e occupazione della Manciuria e della Cina settentrionale da parte del Giappone (1937-39); aggressione italiana all’Albania (1939). In particolare va ricordato che sulle spoglie della mutilata Cecoslovacchia, dopo Monaco banchettarono anche i parafascisti governanti polacchi, annettendosi il distretto di Teschen. Nell’ occasione Churchill così commentò:”Coprendosi d’infamia l’avvoltoio polacco si prese quanto aveva lasciato la carogna nazista.” Tutto questo avvenne senza sostanziale opposizione, e spesso con la connivenza o l’esplicito consenso (vedi accordi di Monaco) delle potenze cosiddette democratiche (Francia e soprattutto Inghilterra e USA).
Al XVIII congresso del P.C.U.S. (1939) nella sua relazione Stalin (G.Stalin Questioni del Leninismo pagg 678 e segg. Edizioni in lingue estere Mosca 1948) distingue fra stati aggressori (Germania, Italia, Giappone) e stati non aggressori (Francia, Inghilterra, USA) e si chiede perché gli stati non aggressori subiscano passivamente l’iniziativa degli stati aggressori; egli ipotizza, non senza ragione visti i precedenti, che i dirigenti delle potenze democratiche sperino che l’aggressività degli stati fascisti si scarichi sull’URSS e aggiunge con molta lucidità che “la nuova guerra imperialista é scatenata su un territorio immenso, che va da Sciangai a Gibilterra, e coinvolge oltre 500 milioni di uomini”.
L’attacco nazista fu differito di due anni grazie al patto nazi-sovietico del 1939; nello stesso anno ci fu un attacco ad oriente da parte dei giapponesi, respinto vittoriosamente dai sovietici (battaglie di Halchin Gol e del Lago Khassan).
Se Stalin avesse avuto la purezza ideale e l’inconcludenza pratica di Giuseppe Mazzini avrebbe certamente sacrificato l’URSS alla fedeltà ai sacri principi della democrazia; ma Stalin era un capo di stato responsabile e cercò di salvare l’URSS, in una condizione di progressivo isolamento, considerato l’andamento inconcludente delle interminabili trattative per un’alleanza con gli anglo-francesi, protratte peraltro fino all’agosto 1939; furono soprattutto responsabili del loro fallimento il governo conservatore inglese e quello polacco, che per lungo tempo aveva coltivato ottimi rapporti con la Germania hitleriana .
Il primo colpo fu deviato ad occidente, mentre gli occidentali speravano e tentavano concretamente di scatenarlo contro l’URSS, che tra l’altro non era nemmeno certa di non riceverne un altro contemporaneo alle frontiere orientali da parte dei giapponesi.
Si dice che dal patto sia derivata la spartizione della Polonia; è del tutto falso.
I territori dello stato polacco annessi all’URSS in conseguenza del patto erano abitati in gran parte da ucraini e russi bianchi ed erano diventati parte della Polonia con la pace di Riga (1920), dopo la sconfitta subita dall’ Armata Rossa da parte dei polacchi di Pilsudski.
Nel 1939 le forze sovietiche alla fine si attestarono sulla cosiddetta linea Curzon, Lord e Diplomatico inglese conservatore, fissata da quest’ultimo come confine etnico fra polacchi e popolazioni ucraino-rutene-bielorusse.
“Inoltre , come osservò il Foreign Office, nel tracciare la linea Curzon nel 1920, il governo inglese aveva ritenuto che il territorio ora occupato dalle forze sovietiche, appartenesse legittimamente ai russi.” (A.J.P. Taylor Storia della seconda Guerra mondiale pag.40 Ed. Il Mulino 1990)
“In seguito all’incorporazione di quei territori nell’URSS, disse Molotov, la popolazione era aumentata di circa 13 milioni di abitanti; più di sette milioni di ucraini, tre di russi bianchi, uno di polacchi e uno di ebrei” A. Werth La Russia in guerra 1941-1945 pag. 84 Mondadori Ed.1966; la fonte riportata da Werth è sovietica, ma l’autore la riferisce senza commenti e smentite ed è ragionevole pensare che almeno in questo caso i sovietici abbiano detto la verità.
Ancora una considerazione: se i sovietici non avessero tenuto i territori ad est della linea Curzon , questi sarebbero stati occupati dalle truppe naziste. Churchill, cui l’anticomunismo non impediva di vedere il pericolo mortale costituito dal Reich hitleriano, si compiacque dell’avanzata dell’ armata rossa in territorio polacco, considerandola un azione obiettivamente antitedesca.
Raccomando infine a quanti siano interessati all’argomento l’ottimo libro di M. J. Carley, Direttore del Dipartimento di Storia dell’Università di Montreal, “1939 L’alleanza che non si fece” La città del sole. Napoli 2009, da cui ho tratto quanto riferito a Churchill.
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