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Álvaro Cunhal: Un dirigente comunista di proiezione internazionale, che supera i confini del XX secolo

Severino Menéndez (*) | unidadylucha.es
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

20/10/2013

Il 10 novembre di quest'anno ricorre il centenario della nascita di Álvaro Cunhal, militante del Partito Comunista Portoghese di cui divenne Segretario Generale, esponente di spicco del Movimento comunista internazionale e figura chiave per comprendere le trasformazioni del Portogallo negli ultimi cento anni.

Per i comunisti di tutto il mondo questo centenario è un momento di necessario omaggio, ma anche una nuova opportunità per condividere e apprendere dall'esempio e dall'opera di un uomo che, prima dei progressi e arretramenti dei processi rivoluzionari, è stato in grado di mantenere la prospettiva dell'obiettivo del socialismo e del comunismo, la fiducia nella classe operaia e la capacità di questa di realizzare la sua missione storica.

Uomo di creazione e impegno incrollabile, ha fornito un contributo fra i più importanti, sempre immerso nel lavoro di partito, alla sconfitta del fascismo in Portogallo, essendo, senza alcun dubbio, il grande teorico della Rivoluzione d'Aprile.

Opere come Verso la vittoria (1964), Relazione dell'attività del CC al VI Congresso del PCP (1965) e Contributo per lo studio della questione agraria (1966), scritti una decina di anni prima della Rivoluzione d'Aprile, sono testi fondamentali per la comprensione del processo rivoluzionario che avrebbe posto fine alla dittatura fascista in Portogallo. Lo stesso processo rivoluzionario ha confermato la validità delle sue analisi e previsioni, nonché la correttezza degli obiettivi proposti e poi raggiunti con la rivoluzione.

Uomo di coraggio e di forti convinzioni, seppe non soccombere alle dure circostanze della lotta sotto il fascismo, passando attraverso la tortura e la prigionia in diverse occasioni, una delle quali per 11 anni, di cui 8 in isolamento, fino alla sua fuga con altri compagni dalla prigione-fortezza di Peniche.

Conservò ancora la gioia di vivere e di lottare, che gli proveniva da una profonda convinzione nella giustizia della causa entusiasmante e invincibile della liberazione dei lavoratori e dei popoli da tutte le forme di sfruttamento e oppressione. Solo così si potrà capire come lui, e molti altri nel corso della storia, decidendo di considerare l'attività di partito come aspetto centrale della loro vita hanno consacrato e consacrano a questa attività tempo, energie, capacità e attenzioni. Affrontando per le nostre idee e la nostra lotta ogni sorta di difficoltà, pericoli e persecuzioni, comprese torture e condanne se le condizioni lo impongono, fino a dare la vita, se fosse necessario.

Un uomo di partito che ha visto con chiarezza che l'unione con la classe operaia e le masse popolari è l'essenza e la sostanza dell'azione del Partito e la fonte della sua forza e capacità di sopravvivere e resistere alle condizioni più estreme, per svilupparsi in situazioni complesse e nelle prove più svariate. Natura di classe che è determinante nelle abitudini di organizzazione e disciplina, di chiarezza degli obiettivi, di coesione, di spirito collettivo, di capacità di organizzazione, di combattività e solidarietà. Natura di classe che si afferma e si manifesta in primo luogo nella ideologia, visto che il marxismo-leninismo è l'ideologia della classe operaia nell'epoca di transizione dal capitalismo al socialismo. Ma anche nei suoi obiettivi, dal momento che la liberazione dallo sfruttamento capitalista e la costruzione del socialismo e del comunismo significano l'ascesa della classe operaia a classe dirigente e governante della società, la liquidazione dello sfruttamento capitalistico del quale la classe operaia è il principale oggetto, la creazione di una nuova società che corrisponda agli interessi, ai bisogni e alle aspirazioni della classe operaia.

Natura di classe che si afferma e si rivela anche nella composizione sociale in maggioranza operaia. Nella sua struttura organica, visto che le organizzazioni nei luoghi di lavoro, in particolare le cellule di fabbrica, costituiscono la forma fondamentale e prioritaria dell'organizzazione di base del Partito. Nel lavoro di massa e in generale in tutti gli aspetti della sua attività.

Un uomo di teoria e pratica che in ogni situazione concreta fu in grado di sviluppare una corretta analisi basata sullo studio delle condizioni in cui la lotta doveva svilupparsi, evitando i cammini semplici che offrono ogni tipo di opportunismo, trovò il cammino corretto e fondò in ogni momento una delle più lucide applicazioni pratiche del marxismo-leninismo che sono stati osservati nel corso del XX secolo.

Il marxismo-leninismo trattato come dottrina che spiega il mondo e indica come trasformarlo, e i cui principi sono uno strumento essenziale per l'analisi scientifica della realtà, dei nuovi fenomeni e dell'evoluzione sociale e per la definizione di soluzioni corrette per i problemi concreti che la situazione oggettiva e la lotta pongono alle forze rivoluzionarie. Una dottrina in movimento e costantemente arricchita dal progresso della scienza, dalle nuove conoscenze, dai risultati delle analisi di nuovi fenomeni e dalla ricca e varia esperienza del processo rivoluzionario. E che la separano dal dogmatismo come dall'opportunismo.

Un compagno che, nel dibattito sull'eurocomunismo, seppe vedere in esso un termine inesatto, che non aveva rigore né geografico e né politico. Inoltre, un termine estraneo che non emerse dai comunisti, ma al di fuori del movimento comunista. E seppe giustamente distinguere i due aspetti centrali di tutto il dibattito.

Uno centrato sulla ricerca giusta e necessaria di ogni partito comunista della sua strada, a seconda delle condizioni specifiche, economiche, politiche e tradizionali di ogni paese. E l'altro aspetto, molto differente, del tentativo esterno al mondo operaio di spingere i partiti operai, sulla base di una erronea ricerca dell'indipendenza, ad opporre le soluzioni nazionali alle soluzioni trovate dagli altri popoli per costruire il socialismo, a opporre in definitiva il progetto politico dei paesi dell'Europa capitalista al socialismo. E per questo che, mentre rivendicava il proprio percorso di lotta per il Socialismo in Portogallo, lo supportava con una posizione ferma in difesa dell'unità delle forze rivoluzionarie del mondo contemporaneo.

Riteneva inoltre che un partito rivoluzionario della classe operaia si affermi quando è in grado di mantenere pienamente la sua indipendenza di classe e il suo orientamento marxista-leninista, nella fermezza delle sue posizioni sulla base dell'internazionalismo proletario.

La sua opera e la sua pratica furono, e sono, per una moltitudine di comunisti in tutto il mondo, strumenti di combattimento del massimo valore. Anche nei momenti in cui il sogno di libertà ed emancipazione sembrava cadere a pezzi di fronte all'avanzata della controrivoluzione nei paesi che in Europa costruivano il socialismo e l'umanità sembrava condannata a un capitalismo eterno, qualificato da alcuni suoi teorici come la fine della storia, seppe dalla teoria alla pratica mantenersi fermo, senza dogmatismi, ma senza mai rinunciare al marxismo-leninismo come ideologia della classe operaia nel periodo storico di transizione dal capitalismo al socialismo e al comunismo.

Quando gli altri abbassavano le loro bandiere alla vista del trionfo momentaneo della controrivoluzione, egli mantenne la fiducia nella classe operaia e nella sua ideologia, così come nei principi che definiscono un Partito comunista, contribuendo, come fece sempre, alla costruzione del grande collettivo che è il PCP, ma anche aiutando, sul piano teorico, tutti quei militanti comunisti che nel mondo si sono rifiutati di darsi per sconfitti, continuando la lotta. "Il comunismo non è morto in questo secolo, è nato in questo secolo", amava dire nei discorsi pubblici e articoli che alla fine del XX secolo alimentavano la lotta contro il disfattismo.

Ricordiamo infine un detto popolare che dice che, passati i tempi difficili, di due cose dobbiamo sempre ricordarci: di quelli che erano con noi e di quelli che erano contro di noi. Dicono questi ultimi che oramai non sei più in vita, ma ignorano che sentiamo il tuo respiro su ogni trincea. Pertanto, il compagno Alvaro Cunhal non abbandonerà mai, come uno dei nostri, il posto di rilievo che occupa nella memoria collettiva della classe operaia e dei popoli del mondo che lottano per l'emancipazione nella prospettiva del Socialismo e del Comunismo.

(*) membro del CC del PCPE


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