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Ricordando la Conferenza straordinaria del Partito Comunista degli Stati Uniti del 1933

Chris Townsend * | mltoday.com
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

01/06/2023

Nel 1933, quarto anno della Grande Depressione, la dirigenza del Partito Comunista degli Stati Uniti riconobbe che era necessario un forte consolidamento e un nuovo orientamento degli sforzi del Partito per raggiungere il vasto potenziale del momento. Il movimento comunista era ormai radicato negli Stati Uniti da 15 anni e qualche progresso era stato fatto in alcuni settori chiave, ma non in altri.

Le organizzazioni di sinistra e socialiste crescevano nel mezzo della situazione creatasi con la Depressione al ritmo dell'incalzare quotidiano della lotta di classe. Le agitazioni tra i lavoratori disoccupati, i piccoli agricoltori e i veterani si avviavano a una scala di massa, e i sindacati avevano iniziato ad agitarsi in scioperi sparsi e disperati in opposizione ai tagli salariali e agli assalti dei datori di lavoro.

Durante un crollo economico, emergono anche le destre, i fascisti e i militaristi di ogni genere, sfruttando il malcontento della classe dirigente e della massa della classe operaia. Processi analoghi si stavano svolgendo in tutto il mondo. Era in atto qualcosa di grosso, ma cosa? Uno spostamento a sinistra? O a destra? Era in arrivo un'altra guerra mondiale? Dove stavano andando gli Stati Uniti? Cosa si prospettava per la sinistra? Sarebbe stata in grado di svolgere un ruolo serio nella situazione politica ed economica in rapida evoluzione?

La Conferenza straordinaria

Di fronte a questa situazione di estrema minaccia e opportunità, il Partito Comunista scelse di esaminare in modo autocritico lo stato reale delle cose nella sua organizzazione e nel suo lavoro. In seguito alla direttiva dell'Internazionale Comunista di fare questo "bilancio", i partiti di tutto il mondo hanno avviato questa difficile autovalutazione. Il processo che si è svolto negli Stati Uniti è culminato in una Conferenza straordinaria nazionale del Partito Comunista che si è riunita a New York all'inizio di luglio del 1933.

Ogni aspetto del lavoro del Partito, della sua leadership e dei suoi membri venne analizzato criticamente per preparare la Conferenza. Qual era la reale dimensione e composizione delle forze del Partito? Qual era la condizione della loro effettiva attività organizzativa e politica? Cosa funzionava e cosa non funzionava? C'era o non c'era crescita? Perché? A quanto ammontavano realmente gli iscritti, sia a livello geografico che rispetto all'industria? Quanti erano gli iscritti ai sindacati? In quali aree di attività il Partito stava fallendo o era fallito? Qual era la misura effettiva dell'influenza del Partito in quel momento? Quanto era efficace la dirigenza? Erano necessarie nuove priorità? Le precedenti decisioni della dirigenza erano state attuate o meno? Era necessaria una nuova leadership?

Si è proceduto a un inventario e a un'ispezione rapida ma ampia e completa, per determinare ciò che stava realmente accadendo sul campo, da cima a fondo, con numeri reali. Le supposizioni e le affermazioni confuse venivano respinte a favore di valutazioni chiare e basate sui fatti. (Per chi volesse approfondire il periodo del 1932-1933, veda Philip Foner, History of the Labor Movement in the United States, The Great Depression, Volume 11 e William Z. Foster, The History of the Communist Party of the United States, entrambi di International Publishers).

Un partito solo ai margini

I 350 delegati che parteciparono alla Conferenza straordinaria del 1933 si recarono a New York consapevoli dell'impegno: avevano molto da considerare, poiché un processo del genere non era mai stato tentato prima su una scala così ampia. Non si poteva sfuggire al fatto che, sebbene il Partito avesse fatto progressi e l'adesione fosse aumentata notevolmente all'inizio della Depressione, il ritmo e la profondità dei progressi erano insufficienti per sfruttare le enormi possibilità offerte dalle nuove condizioni. Vennero raccontati errori, calcoli sbagliati e fallimenti. Si notò qualche insufficiente successo.

Il lavoro preparatorio e le stesse deliberazioni della Conferenza rivelarono e conclusero che il Partito non stava ancora crescendo ed espandendosi in modo significativo. Ma perché? Si stavano compiendo sforzi enormi, alcuni veramente valorosi e sacrificanti. La risposta a queste domande emerse in modo evidente dal lavoro svolto per arrivare alla Conferenza Straordinaria: gli sforzi per radicare l'organizzazione nella classe operaia, nelle industrie, nei luoghi di lavoro e nei sindacati erano stati insufficienti, a volte nulli.

Sebbene i membri e i dirigenti del Partito stessero portando avanti ogni sorta di buone opere e attività in molti campi, la Conferenza mise in evidenza il fatto innegabile che il fulcro della maggior parte delle sue attività era molto, molto, molto lontano dai luoghi di lavoro e dai sindacati. Troppa priorità veniva data a lotte lontane dalla centralità del luogo di lavoro e della classe operaia, che costituivano la base naturale di un partito socialista di massa. Il Partito Comunista esisteva in gran parte ai margini della vita politica degli Stati Uniti, senza un percorso di avvicinamento al movimento.

Comprendere questo fatto significava affrontarlo, spiegare l'errore e riorientare il modo di lavorare nel Partito, unificandolo. Questo lavoro doveva portare non solo a una crescita numerica dei membri, ma anche a una crescita qualitativa. La crescita doveva avvenire in luoghi in grado di portare il Partito verso una potenziale crescita di massa tra i lavoratori, man mano che la Depressione continuava a peggiorare. Alla sua conclusione, la Conferenza pubblicò una "Lettera aperta" agli iscritti, in cui si spiegava che fare come al solito, ripetere la routine, mettere un piede davanti all'altro, tutti questi approcci fallimentari, dovevano essere messi da parte.

Foster approva la nuova direzione

William Z. Foster a proposito della Conferenza straordinaria, ricorda "[...] ha indirizzato una Lettera aperta al Partito, delineando un programma di lotta militante, sottolineando la necessità di concentrarsi sulla costruzione di cellule del Partito e di sindacati nelle industrie di base e di dare tutto il sostegno al crescente movimento di sciopero di massa. ...(La Conferenza straordinaria) ... ha svolto un ruolo fondamentale nel preparare il Partito alle grandi lotte di massa".

La "Lettera aperta" pubblicata dalla Conferenza è stata distribuita diffusamente nel partito comunista, tra i sostenitori e i contatti. Il Daily Worker del 12 luglio 1933, riportava in prima pagina la notizia della Lettera aperta a tutti i membri del Partito Comunista. Titolo e contenuto dell'articolo sulla Conferenza, sbandierando che "Il Partito Comunista tiene una Conferenza nazionale straordinaria per rafforzare il lavoro nelle fabbriche e nei sindacati". Il giorno successivo il Daily Worker pubblicò l'intero testo della Lettera aperta per informare i membri del Partito e avviare una discussione. Per molti mesi dopo la Conferenza, le pubblicazioni del Partito e i quadri ripeterono la parola d'ordine: "Nelle fabbriche, nei sindacati!". C'era un'unità mai vista prima. Non era unanime o monolitica, ma ampie sezioni di un'organizzazione nazionale si muovevano nella stessa direzione generale. Tanto per cambiare.

L'effetto della Lettera aperta fu immediato ed elettrizzante. La prefazione della Lettera spiegava che "questa Conferenza straordinaria e la Lettera aperta sono state concepite per mobilitare tutte le nostre risorse, tutte le forze del Partito per cambiare la situazione e darci garanzia che l'importante cambiamento sarà realizzato". Vennero affidati diversi compiti basilari per far progredire l'organizzazione, superando il suo isolamento dalla classe operaia, in vista di una migliore posizione per svolgere un ruolo decisivo nella rapida evoluzione e diffusione dell'insurrezione operaia.

Si decise che il Partito doveva riorientare i suoi sforzi primari sull'organizzazione dei luoghi di lavoro e dei sindacati, in particolare nelle aree geografiche in cui si concentravano le industrie chiave. Venne indirizzato un più ampio lavoro verso i sindacati di sinistra e il movimento operaio in generale. Il documento chiedeva di aumentare notevolmente l'attività tra i disoccupati, di rivedere completamente il lavoro per espandere la distribuzione della stampa del Partito e quindi il suo messaggio. Si chiedeva al Partito di intraprendere un programma per espandere drasticamente i ranghi dei dirigenti e dei quadri del Partito, attinti principalmente dalle officine e dai sindacati.

Le altre attività del Partito non venivano abbandonate, ma tutte erano state ripensate e rilanciate per sostenere e integrare la nuova linea. I risultati furono immediati. I nuovi iscritti cominciarono ad affluire e poi a riversarsi. Il lavoro nei sindacati esplose su tutti i fronti, ponendo il Partito Comunista alla guida di un numero di lotte sindacali superiore a quello che avrebbe potuto immaginare solo l'anno precedente. Il morale nel Partito aumentò, poiché quasi tutti percepirono che le decisioni della Conferenza straordinaria erano state corrette.

Possiamo fare qualcosa oggi?

Un processo come quello raccontato qui per la Conferenza straordinaria potrebbe essere replicato oggi? Per quanto riguarda lo status odierno delle organizzazioni e delle reti di sinistra, sembra che continuino a crescere e a svilupparsi lentamente, anche se senza una strategia centrale o una concentrazione di attività. Con poche eccezioni, le organizzazioni di sinistra rimangono piccole e sparse, anche se praticamente tutte sono cresciute in modo significativo nell'ultimo decennio. Gran parte delle nuove adesioni arriva spontaneamente o in forma anonima via Internet. I membri decadono o si ritirano e ci sono poche spiegazioni sul perché lo abbiano fatto. Il reclutamento programmatico vero e proprio sembra scarso e a volte viene completamente trascurato. Il funzionamento dell'organizzazione sembra disordinato e in alcuni casi è condotto esclusivamente via Internet. Le riunioni e il lavoro di persona sono ancora in ritardo a causa degli strascichi della pandemia e anche a causa della grande dispersione dei membri. In alcune organizzazioni si spendono enormi energie per sostenere la sinistra dei Democratici che si candidano - o che governano. Non si sa se questo lavoro contribuisce all'organizzazione del Partito Democratico o dell'organizzazione socialista che offre l'assistenza gratuita.

Ogni gruppo o associazione di sinistra annuncia la sua formazione con un logo creativo, un sito web e un'ampia presenza sui social media, poco prima di decidere "cosa fare per prima cosa?". La discussione vera e propria sul socialismo o lo studio della storia o della filosofia socialista sembra essere in corso qua e là, ma non viene promossa in modo diffuso. I podcast, i video e le riviste on-line di orientamento socialista non sembrano avere problemi a crescere ed espandersi - e a raggiungere un pubblico significativo - ma pochi pongono l'accento sulla costruzione concreta del movimento socialista. Per la prima volta in molti decenni, sembra che il centro di gravità della sinistra sia migrato dai campus universitari alle comunità, anche se i college e le università continuano a dominare la maggior parte della dirigenza e degli scritti della sinistra. L'attivismo "socialista" oggi è certamente radicato e focalizzato su attività per lo più al di fuori dei luoghi di lavoro, al di fuori dei sindacati, con alcune eccezioni. Come nel caso delle organizzazioni di sinistra e del Partito Comunista del 1933, ci sono stati segnali di speranza e di buon lavoro, alcuni progressi, ma non abbastanza.

Per quanto riguarda l'attività oggi delle organizzazioni di sinistra nei luoghi di lavoro e nei sindacati, lo sviluppo è a macchia di leopardo e relativamente recente. Tutto è positivo, ma ancora troppo poco per essere decisivo o addirittura misurabile. Potremmo persino concludere che la maggior parte dell'azione nei luoghi di lavoro e nei sindacati in corso da parte della sinistra sia spontaneo e non deliberatamente organizzato, frutto solo della necessità di chi ha terminato la scuola di guadagnarsi da vivere. Lo sviluppo e il rafforzamento delle forze di sinistra all'interno dei sindacati è nel migliore dei casi frammentario e, con il procedere degli ultimi pensionamenti della generazione degli anni '70, molti sindacati si ritrovano senza alcun iscritto o attivista di sinistra. Esiste un gran numero di sindacalisti socialisti impegnati, di organizzatori e di lavoratori pieni di speranza, ma ancora una volta sono sparpagliati e apparentemente poco coordinati, uniti ed efficaci.

Ignorare i lavoratori? O raggiungere la classe operaia?

I critici e i detrattori della Lettera aperta e della sua metodologia faranno probabilmente notare che il grado di unità organizzativa e di azione che il Partito Comunista è stato in grado di raccogliere è stato il risultato di una struttura e di un funzionamento del partito di tipo leninista, cioè "centralista democratico". Potrebbero sostenere che aspettarsi che i gruppi di sinistra di oggi funzionino con questo grado di coesione e disciplina è irrealistico, persino impossibile. Ma questo rifiuto istantaneo di una nuova linea d'azione è estremamente disfattista, forse involontariamente. I sindacati sono periodicamente in grado di adottare una missione comune unificante, e di applicare risorse e sforzi di leadership verso questo obiettivo. La decisione delle organizzazioni socialiste di rifocalizzarsi sui luoghi di lavoro e sull'organizzazione sindacale non richiede una ristrutturazione dell'organizzazione secondo linee leniniste. Una tale ristrutturazione sarebbe benefica, ma non è necessaria per focalizzarsi sulla classe operaia.

Le organizzazioni di sinistra hanno per lo più evitato di concentrarsi sui luoghi di lavoro e sui sindacati per decenni, e la loro decisione di concentrarsi sugli aspetti "sociali" si è dimostrata poco redditizia per gli oceani di sforzi profusi.

Come ha dimostrato William Z. Foster sia con la campagna sul lavoro della confezione della carne che con la grande campagna seguita dallo sciopero dei lavoratori siderurgici, forze di sinistra altrimenti piccole e disperse possono letteralmente spostare le montagne quando c'è un obiettivo chiaro, definito e raggiungibile, con tempi realistici per la durata della lotta. La maggior parte del lavoro e delle realizzazioni iniziali di Foster non furono il risultato del lavoro di quadri leninisti disciplinati, ma furono invece il risultato di una manciata di militanti che condividevano lo stesso pensiero e che guidavano un numero significativo di iscritti nei sindacati e che spingevano incessantemente i dirigenti sindacali a portare avanti una linea d'azione popolare.

Oggi è possibile realizzare campagne di massa che mettano in azione un gran numero di militanti e di iscritti senza necessità di alcuna disciplina, se non il comune accordo. L'attuale leadership organizzativa di sinistra deve essere conquistata a questa comprensione e ad ammettere che, fino a quando le organizzazioni di sinistra perseguiranno un programma di attività vago, non focalizzato e disperso, i risultati rimarranno modesti. Finché le organizzazioni di sinistra tratteranno i luoghi di lavoro e i sindacati come un accessorio o come un'attività secondaria, il canestro senza fondo delle questioni di sinistra avrà sempre la precedenza sul contatto diretto con i lavoratori e sull'organizzazione. E a meno che il movimento socialista non riesca in qualche modo a radicarsi direttamente nelle lotte della classe operaia, la storia ha dimostrato più volte che esso è destinato a rifluire e alla fine a disperdersi, man mano che appaiono e scompaiono le nuove questioni del giorno.

L'ala sinistra deve fare il lavoro

L'eredità della Conferenza straordinaria e della sua Lettera aperta è tristemente dimenticata, ma dovrebbe essere rivisitata. Non solo per la lezione organizzativa che offre, ma anche perché richiede che la leadership socialista si assuma la responsabilità del proprio lavoro e delle proprie azioni. La determinazione della dirigenza e degli iscritti del Partito Comunista che scaturì dalla Conferenza e dalla sua Lettera aperta diede un impulso e una rotta per concentrarsi sull'organizzazione sindacale e sul contatto con le masse lavoratrici che contribuì notevolmente alla radicalizzazione degli anni Trenta. Le basi dell'ascesa della CIO furono gettate in molti settori dal lavoro dei militanti sindacali all'interno o intorno al Partito Comunista, e da milioni di lavoratori comuni coinvolti nello spirito di sinistra del tempo. Le organizzazioni di sinistra diverse dal Partito Comunista - piccole e meno piccole - in quel periodo si concentrarono tutte sull'organizzazione della classe operaia e sulle lotte sindacali. Tutti questi fattori hanno contribuito alla più grande crescita organizzativa socialista e sindacale degli ultimi 100 anni.

Molte delle più importanti organizzazioni e reti della sinistra si stanno avvicinando ai rispettivi congressi dell'anno prossimo. È possibile, anche solo in parte, una tale rifocalizzazione sulla centralità della lotta di classe e della classe operaia? Può essere messa all'ordine del giorno? Emergeranno forze che promuoveranno l'attenzione sui luoghi di lavoro e sui sindacati? Oppure si persisterà nel trattare tutte le questioni alla pari, con poca enfasi e poca speranza di una crescita significativa e di una rinascita del movimento operaio? I dirigenti delle organizzazioni di sinistra saranno misurati sulla base dei risultati ottenuti nella costruzione dell'organizzazione e della sua reale portata o saranno nuovamente eletti sulla base di approcci e metodi che hanno già dimostrato di essere fallimentari? Incoraggio tutti i militanti di sinistra, i sindacalisti e i lavoratori che si danno da fare per cercare di organizzarsi a familiarizzare con la Lettera aperta. È forse una guida moderna per l'azione di oggi.

*) Chris Townsend è stato membro e collaboratore dell'Amalgamated Transit Union (ATU) e dell'United Electrical Workers Union (UE) per un totale di 38 anni. Oggi continua a lavorare come organizzatore sindacale. Può essere contattato all'indirizzo cwtownsend52@gmail.com


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