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- cultura e memoria resistenti - urss e rivoluzione di ottobre - 29-11-07 - n. 205
Il 90° Anniversario della Grande Rivoluzione d'Ottobre
International Relations Bureau of the Labour Party of Turkey (EMEP)
30/10/2007
Esattamente 90 anni fa, sotto la guida del Partito Bolscevico, diretto da Lenin, la classe operaia delle diverse nazionalità della Russia conquistò il potere politico vincendo sulla borghesia. Per la prima volta, a parte la breve esperienza della Comune di Parigi, una classe che non era né di proprietari né di sfruttatori, conquistò il potere politico. Così il sistema imperialista della borghesia capitalista, i cui destini erano stati aperti dalla Rivoluzione Francese del 1789 e che era diventato la forma egemone nel mondo, fu distrutto e un altro sistema, il sistema socialista divenne sovrano su un sesto del mondo.
La caratteristica che contraddistingue la Rivoluzione d’Ottobre dalle rivoluzioni che la precedettero, inclusa la Grande Rivoluzione borghese francese del 1789 sta nel fatto che la rivoluzione non finì con un cambio di mani del potere politico; al contrario, essa marciò perseguendo l’obiettivo finale di abolire tutte le classi, inclusa la stessa classe operaia. Mentre nelle precedenti rivoluzioni le classi che assumevano il potere politico preservando l’apparato statale con piccoli cambiamenti, la Rivoluzione d’Ottobre dissolse l’apparato statale esistente e lo sostituì con la dittatura del proletariato come nuovo tipo di Stato. All’inizio, per contrastare le iniziative della borghesia e dei reazionari per sopraffare la rivoluzione e nella costruzione del socialismo, si avvertì la necessità dello Stato. Tuttavia la dittatura del proletariato non avrebbe mai potuto essere paragonata a nessun precedente tipo di Stato. Infatti, se lo Stato è lo strumento di una classe per opprimere le altre classi, quando si trasforma per diventare la dittatura rivoluzionaria del proletariato, le sue funzioni cambiano completamente. La dittatura del proletariato, che doveva essere necessariamente uno strumento di oppressione sulla borghesia e sulle forze reazionarie, era fondamentalmente uno strumento per dissolvere tutte le classi, incluso lo stesso proletariato e per condurre l’umanità verso un mondo di libertà. Se si esclude l’esperienza della Comune di Parigi, l’apparato dello Stato organizzato sulla base dei Soviet assieme alla Rivoluzione d’Ottobre ha realmente rappresentato la forma più democratica di Stato conosciuta dall’umanità. Le repubbliche borghesi furono costituite sull’illusione di una partecipazione rappresentativa delle masse popolari alla vita politica e al governo dello Stato per mezzo di elezioni da tenersi ogni 4 o 5 anni; in realtà la partecipazione del popolo sia al governo dello Stato che alle decisioni concernenti la società è sempre fuori questione. Invece, con l’organizzazione di tipo sovietico, milioni di lavoratori parteciparono direttamente al governo e alle decisioni dello Stato, e furono in grado di usare un diritto che non esiste neppure nella più democratica repubblica borghese, rimossero le funzioni rappresentative e furono eletti, quando lo giudicarono necessario. Negli ultimi 25 anni, la classe operaia, i lavoratori ed i popoli oppressi stanno sperimentando la distruzione portata dal brutale sviluppo delle politiche neoliberiste su scala mondiale; ovunque si parla del collasso dello Stato sociale e di come si perdono i diritti conquistati. Questa è la concreta realtà dei nostri giorni. Tuttavia la realtà è che tutti quei diritti sociali e democratici, inclusi quelli che si sono preservati nel campo delle libertà politiche sono i prodotti della Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre. Con la Rivoluzione d’Ottobre fu risolto il conflitto tra la caratteristica sociale del lavoro e della produzione e quella privata della proprietà; assieme alla socializzazione della proprietà, non solo la produzione ma la divisione del prodotto sociale acquisì un carattere sociale. I bisogni sociali, invece che il profitto, motivarono la produzione dei beni. Ciò comportò un miglioramento che non era stato mai raggiunto in un sistema capitalista nelle condizioni di vita dei milioni di lavoratori e del popolo. Milioni di oppressi conseguirono diritti, non solo nella sfera economica (salari) ma anche nei campi della scienza, dell’arte, della cultura, dell’educazione e della salute nel lavoro, nella sua regolamentazione, settimanale, annuale, delle ferie annuali e della pensione; diritti che non possono neanche essere immaginati in un sistema capitalistico. Il prestigio del socialismo tra gli operai, i lavoratori ed i popoli oppressi su scala mondiale conseguito con questi risultati concreti, ha costretto la borghesia imperialista a fare delle concessioni politiche; i livelli e le realizzazioni dello Stato sociale che oggi, da quando il socialismo non rappresenta più una minaccia, sono ricacciati indietro, sono stati conquistati in quelle circostanze.
Per trovare una soluzione radicale alla questione nazionale, la Rivoluzione d’Ottobre ha posto la base della fratellanza tra i popoli e della pace nel mondo. Prima della Rivoluzione, la Russia zarista era una “prigione dei popoli”. Lo sciovinismo grande-russo non riconosceva il diritto di esistere alle altre nazionalità e agli altri popoli. I massacri contro gli ebrei erano frequenti. L’autocrazia zarista debilitava i popoli provocandoli gli uni contro gli altri e, in questo modo prolungava la vita del proprio potere politico. Il Partito Bolscevico, sotto la direzione di Lenin, fu in grado di mantenere l’unità delle nazionalità e dei popoli contro l’autocrazia zarista, con la soluzione della questione nazionale sul principio del Diritto delle nazioni all’Autodeterminazione. Nazioni e popoli, organizzati nell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche seguendo la rivoluzione, raggiunsero l’eguaglianza completa e furono in grado di sviluppare le proprie lingue e culture senza limitazioni. Anche le migliaia di etnie furono in grado di formare i loro alfabeti e le istituzioni scolastiche.
Dopo la dissoluzione ed il collasso dell’URSS, si è mostrato lo stallo del capitalismo in relazione alla questione nazionale, ad iniziare dai Balcani e dal Cuacaso, i cui popoli sono stati portati, ancora una volta, a combattere violentemente gli uni contro gli altri.
La Rivoluzione d’Ottobre ha dimostrato cosa possono fare i “vagabondi”, coloro che sono stati sfruttati, disprezzati, coloro i cui talenti sono stati resi ottusi dall’ignoranza imposta e che sono stati alienati da se stessi dal sistema capitalistico borghese: quando stanno sui propri piedi; essi possono prendere i loro destini nelle proprie mani e riorganizzare il sistema sociale da cima a fondo e possono realmente governare uno Stato.
La concreta realtà è che la borghesia imperialista tenta di oscurare la classe operaia ed i lavoratori. Questo è il motivo della sua continua crociata contro la Rivoluzione d’Ottobre, contro il socialismo e contro i dirigenti e fondatori del socialismo scientifico con i giganteschi mezzi di propaganda di cui dispongono, con i loro ideologi prezzolati che hanno l’apparenza di scienziati i quali asseriscono che il capitalismo è il solo sistema razionale appropriato alla mente umana e alla sua natura, che il socialismo è “un sistema irrazionale in contraddizione con la mente e la natura umana” e che la Rivoluzione d’Ottobre è una “deviazione dalla storia”.
Questa è la razionalità del capitalismo. Tuttavia le condizioni richiamano inevitabilmente un nuovo Ottobre. La classe operaia internazionale, i lavoratori e i popoli oppressi non hanno un’altra via di liberazione che sostenere una lotta contro la barbarie che il capitalismo ha loro imposto. Un nuovo Ottobre è necessario per raggiungere un mondo senza classi e senza sfruttamento, per portare l’umanità all’età dell’oro. Per questa ragione concreta, ricordare oggi, ancora una volta, la Rivoluzione d’Ottobre e i valori che ha concesso all’umanità di conquistare, non è solo il dovere di ricordare il tempo che è stato vissuto nel passato, ma sostanzialmente, di organizzare la lotta per ricostruire il nostro presente ed il nostro futuro.
Lunga vita alla Grande Rivoluzione d’Ottobre!
Lunga vita al Socialismo
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