www.resistenze.org - cultura e memoria resistenti - urss e rivoluzione di ottobre - 03-12-07 - n. 205

PC Filippino PKP-1930 - philcompar_1930@yahoo.com
da www.solidnet.org
 
Il Partito Comunista Filippino (PKP-1930) celebra il 77º anniversario dalla sua proclamazione pubblica e il 90º della Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre
 
10/11/2007
 
Il Partido Komunista ng Pilipinas (PKP-1930, Partito Comunista Filippino), in occasione del 77º anniversario dalla sua proclamazione pubblica e del 90º della Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre, lo scorso 7 novembre ha organizzato una sfilata celebrativa ed un incontro pubblico nella provincia di Balucan, appena a nord di Manila.
 
I festeggiamenti hanno avuto inizio il mattino con un corteo di 35 veicoli e 20 motocicli, partito dalle vicinanze della capitale provinciale Malolos, che ha attraversato quattro diversi comuni distribuendo volantini del Partito dal titolo “lotta permanente: la risposta alla crescente povertà”. Raggiunta la cittadina di Bustos, l’incontro pubblico ha avuto inizio alla presenza di circa 500 persone, in prevalenza della regione del Luzon centrale.
 
In apertura è stato osservato il tradizionale minuto di silenzio in onore delle migliaia di compagni di Partito che hanno sacrificato la vita nella lotta contro il colonialismo statunitense, il militarismo giapponese, ed il neocolonialismo USA. Gli intervenuti hanno ricevuto il saluto dal sindaco della città Carlito Reyes, che ha reso omaggio alla continua battaglia del Partito per la sovranità nazionale e la giustizia sociale, e dal compagno Juanito Pascual, segretario provinciale del Partito di Bulacan, in nome del comitato organizzatore ospitante. Il compagno Pascual ha sottolineato il significato dell’evento, la continua lotta del PKP-1930 per la democrazia nazionale ed il socialismo, e la sua ferma lealtà all’insegnamento della Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre.
 
L’Ambasciatore di Cuba Jorge Rey Jimenez, dopo aver ricordato quale preziosa ispirazione per il socialismo sia stata la Rivoluzione d’Ottobre, ha portato la testimonianza dell’incessante lotta di Cuba socialista contro il criminale embargo USA e per la liberazione del Cinque eroi detenuti nelle carceri statunitensi. In conclusione ha letto un fraterno messaggio di saluto al PKP-1930 da parte del Comitato centrale del Partito Comunista di Cuba.
 
Anche Manuel Perez Iturbe, dell’Ambasciata della Repubblica Bolivariana di Venezuela, ha aperto il suo intervento con un tributo alla Grande Rivoluzione, proseguendo quindi raccontando della ferma resistenza del popolo venezuelano contro l’imperialismo USA. Ha parlato inoltre degli sforzi del governo Chavez per consolidare il processo d’integrazione dell’America Latina attraverso l’Altervativa Bolivariana (ALBA) e per favorire lo sviluppo del socialismo nel paese e nella regione.
 
Nella sua relazione, il Segretario generale del PKP-1930 Pedro P. Baguisa, ha ripercorso le tappe della fondazione del Partito e della sua proclamazione pubblica, eventi ispirati dalla Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre, il cui grande urto aprì all’umanità la strada della transizione verso la nuova epoca del socialismo. La costruzione del socialismo in URSS, il suo contributo fondamentale alla sconfitta del fascismo durante la Seconda guerra mondiale, le grandi realizzazioni delle società socialiste fino agli anni 80 e l’appoggio internazionalista ai movimenti di liberazione nazionale, sono prodotti della Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre e rappresentano pietre miliari storicamente incancellabili.
 
Il compagno Baguisa ha fatto notare come la transizione al socialismo aperta dalla Grande Rivoluzione continua ad essere anche oggi la principale direzione della storia. Questa è una transizione inarrestabile se si considera l’innato bisogno del popolo lavoratore di tutto il mondo di fermare ovunque il sistema imperialistico, che porta guerre ed occupazioni, che sfrutta le risorse planetarie dissipandone la ricchezza nella produzione di armi di distruzione di massa, e che dimostra assoluto disinteresse verso i problemi ambientali e le sofferenze dell’umanità. La transizione verso il socialismo è un imperativo, dovuto anche alla necessità dei popoli dei paesi in via di sviluppo di spezzare le catene del neocolonialismo, che li imprigiona in uno stato di “peonaggio” [sistema legale messicano di lavoro coatto per l’estinzione di un debito, Ndt] e di sudditanza politica, e che come risultato ottiene di farli sprofondare a turno nella fame e nella miseria.
 
Sebbene la causa socialista abbia subito le sconfitte proprio nel paese della Grande Rivoluzione e in quelli dell’Europa orientale, causate in primo luogo da movimenti sovversivi interni organizzati da agenti speciali dell’imperialismo, che in modo strisciante raggiunsero le posizioni di comando dei partiti precedentemente dominanti, queste sconfitte sono temporanee. Nonostante il cambiamento nei rapporti di forza tra il campo socialista e quello imperialista, gli sviluppi progressivi internazionali rimangono legati a tre correnti principali di lotta: per la pace ed il progresso dei paesi socialisti; della classe operaia nei paesi a capitalismo avanzato; a carattere nazional-democratico nei paesi neo-coloniali. Ovunque, la vittoria della Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre di novant’anni fa rimane una fonte di ispirazione per i popoli di tutti i paesi che chiedono la fine dell’imperialismo e del regno dei moderni zar globali.
 
Volgendo lo sguardo alla situazione filippina, il compagno Baguisa ha dichiarato che la causa del peggioramento delle crisi nella vita quotidiana delle masse popolari è legata direttamente al sistema neo-coloniale. Questo sistema - ha detto - permette all’imperialismo il saccheggio ed il deterioramento delle nostre risorse naturali, protegge il monopolio economico delle società transnazionali a scapito delle necessità di merci del nostro popolo, impedisce l’industrializzazione del paese ed un sufficiente livello di occupazione, spinge i filippini, nonostante l’umiliazione ed i costi sociali, a migrare all’estero alla ricerca di un lavoro, in modo tale che le loro rimesse possano mantenere a galla il paese.
 
L’appoggio dell’imperialismo USA - mette in evidenza il compagno Baguisa - è il sostegno principale dei regimi uniformati ai diktat di Washington, che si esprimono tramite la violazione dei diritti umani e l’uso di pratiche anomale tipo quelle di accordare “supreme garanzie” ai faccendieri di alto livello i cui debiti saranno eventualmente aggiunti al debito estero del Paese, e pagati così forzatamente dal popolo filippino attraverso tasse più alte. È sempre l’imperialismo statunitense il puntello su cui si regge l’attuale regime Arroyo, che nonostante la vasta opposizione popolare continua a governare in virtù di massicci brogli elettorali, della militarizzazione della burocrazia e di una corruzione mosto estesa - per esempio le somme di denaro ricevute dai signori del gioco d’azzardo e del contrabbando o le provvigioni da parte dei grandi imprenditori stranieri, ecc. - che sono macchie indelebili nella credibilità di questo governo.
 
L’elevato costo del petrolio che spinge in alto i prezzi dei beni di prima necessità, il gonfiarsi dello scandaloso debito estero che opprime ulteriormente le masse attraverso tassazioni regressive, un numero sempre maggiore di filippini che oggi si considerano poveri (50% delle famiglie stando alle ultime stime), la vastissima opposizione all’illegittimo e corrotto regime Arroyo, rappresentano basi più che solide per l’unità delle masse nell’attuale lotta contro la povertà. Concludendo, il compagno Baguisa ha assicurato per conto del PKP-1930 l’impegno per sostenere ed organizzare la lotta contro questo sistema neo-coloniale, per la democrazia nazionale ed il socialismo.
 
L’Incontro è terminato con il canto dell’Internazionale, che i partecipanti hanno intonato in lingua filippina.
 
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare