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Opportunismo e dogmatismo
di Miguel Alonso Pérez Q.
Tribuna Popular
26/01/2012
La borghesia reazionaria non ha mai cessato i suoi sforzi per indebolire il movimento comunista con un lavoro di minamento dall'interno. A tal fine ha grandi speranze sull'utilizzo, a proprio vantaggio, delle divergenze che possono sorgere all'interno dei partiti e sulla diffusione delle idee opportuniste tra i membri del partito politicamente meno fermi.
Le file dei partiti si nutrono costantemente, non solo di lavoratori avanzati, ma anche di elementi immaturi, tra i quali coloro che provengono dagli strati intermedi, e che piaccia o no, portano nel partito i loro pregiudizi e i loro errori. Esiste sempre la possibilità oggettiva che nei partiti comunisti penetri l'influenza borghese e piccolo-borghese, concezioni opportuniste, che comportano la debolezza e la sfiducia nel trionfo di una nuova società. Per questo la lotta per la purezza dell'ideologia marxista-leninista è una legge fondamentale per l'esistenza e lo sviluppo dei partiti comunisti.
L’ideologia borghese cambia sfumatura in base a come la lotta della classe operaia si espande. Le forme grossolane utilizzate per giustificare il capitalismo vengono sostituite con procedimenti molto sottili di difesa. Ma l'ideologia borghese non cambia. Allo stesso modo, l'opportunismo, qualunque abito indossa nel presente, ha sempre lo stesso scopo, dichiarato o occulto: conciliare la classe operaia con il capitalismo, conciliare il movimento dei lavoratori con gli interessi delle classi dominanti. Tendono a questo i costanti tentativi degli opportunisti nella revisione della dottrina rivoluzionaria della classe operaia, che è il marxismo-leninismo.
Il revisionismo o "revisione" del marxismo, indicava Lenin, è "una delle manifestazioni principali, se non la principale dell'influenza borghese sul proletariato e della corruzione borghese dei proletari".
Gli sforzi teorici e pratici dei revisionisti sono sempre subordinati, in ultima analisi, al desiderio di porre fine ai partiti comunisti o fare di loro un’organizzazione riformista. In alcune condizioni storiche, tali obiettivi non sono nascosti mentre in altri sono presentati in forma mascherata. I revisionisti hanno sempre intrapreso campagne contro i partiti, affermando che sono organizzazioni che devono essere "archiviate". E propongono invece di creare una grande organizzazione senza partito o di creare solo una "organizzazione dei lavoratori."
Gli ideologi revisionisti cercano di "revisionare", o più esattamente di deformare, tutti i principi fondamentali della teoria marxista-leninista. Ma uno dei bersagli preferiti di questi ideologi è sempre stata ed è la dottrina leninista del partito.
Il revisionismo cerca di screditare la grande dottrina del marxismo-leninismo. La dichiara "scaduta", "passata di moda" e che ora ha perso il suo valore per lo sviluppo sociale. I revisionisti si sforzano di uccidere lo spirito rivoluzionario del marxismo e minare la fede della classe operaia e del popolo lavoratore nella costruzione di una società socialista, di negare il ruolo leader del Partito marxista-leninista. Si dichiarano contro la necessità storica della rivoluzione proletaria e la dittatura del proletariato nella transizione dal capitalismo al socialismo, negano i principi dell'internazionalismo proletario, chiedono la rinuncia ai principi leninisti fondamentali dell'organizzazione dei partiti, e soprattutto al centralismo democratico, chiedendo che il Partito comunista si trasformi da organizzazione militante rivoluzionaria qual è a qualcosa di simile a un circolo di discussione.
Attualmente, non di rado, viene chiesto apertamente dai revisionisti la soppressione dei Partiti. Con il pretesto di ampliare ulteriormente la democrazia interna chiedono di farla finita con la disciplina dei partiti, dando alla minoranza il diritto di non accettare le decisioni adottate dalla maggioranza e di organizzare delle frazioni. Ciò distruggerebbe l'unità d'azione dei partiti, rendendolo il campo di battaglia di gruppi e fazioni. I revisionisti sono soliti nascondersi sotto la bandiera della lotta contro il dogmatismo dottrinario. La loro rinuncia al marxismo viene mascherata dal richiamo che è proprio la teoria marxista a chiedere che le tesi decadute siano sostituire con delle nuove. Ma la sostituzione delle tesi marxiste oggi superate con delle nuove non ha nulla a che fare con la soppressione dei principi fondamentali del marxismo-leninismo, che è lo spirito della dottrina rivoluzionaria. Il pericolo del revisionismo è che, con il pretesto di sviluppare il marxismo, di fatto lo nega. E’ logico, che i partiti comunisti vedano nella lotta contro il revisionismo in tutti i campi, anche nell'organizzazione interna, uno dei suoi compiti permanenti ed essenziali.
I partiti comunisti non devono solo combattere contro il revisionismo; un altro nemico è il settarismo. Poli apparentemente opposti. Tuttavia, in realtà, anche il settarismo, che si presenta come più rivoluzionario e di "sinistra", indebolisce i partiti.
Il settarismo si basa su un approccio dogmatico di certe tesi e formule teoriche, con le quali si vogliono trovare soluzioni a tutti i tipi di problemi della vita politica. Invece di studiare la realtà così com'è, i dogmatici si basano su uno schema, e se i fatti non si accomodano a esso, prescindono dai fatti. Il dogmatismo è un divorzio dalla realtà, e il partito, se non lo combatte, si trasforma in una setta slegata dalla realtà.
Il desiderio di aggrapparsi al passato, a una politica e forme organiche che non rispondono alle nuove condizioni, significa, di fatto, come diceva Lenin, "una politica d'inattività rivoluzionaria". La pratica di tutti i partiti comunisti ha confermato con molti esempi la ragione per cui Lenin ha affermato ciò.
Molti dei partiti comunisti nei paesi capitalisti formatisi dopo la Rivoluzione d'Ottobre, nei primi tempi erano inclini a errori di settarismo. Lenin qualificò successivamente questi in "estremismo", malattia infantile del comunismo. Tali errori si traducono nel rifiuto di lavorare nei sindacati guidati da reazionari e opportunisti, di partecipare ai parlamenti borghesi, di accettare in certi casi il compromesso e in generale, di adottare una tattica flessibile.
Ma anche ai giorni nostri, dobbiamo lottare contro il settarismo. Le sue caratteristiche principali sono il distacco che s’instaura con le masse, il disprezzo delle possibilità esistenti per un lavoro rivoluzionario, la tendenza a evitare i problemi scottanti che la vita presenta. Se il revisionismo cerca di conciliare i partiti comunisti con il capitalismo, il settarismo priva essi del legame con le masse, senza il quale il successo nella lotta contro il capitalismo è impossibile. Per questo non è possibile rafforzare i partiti senza combattere il settarismo, in qualunque forma esso si manifesta.
I partiti comunisti hanno evidenziato la forte necessità di superare il revisionismo e il dogmatismo nelle file dei partiti marxisti-leninisti. Una volta che i partiti condannano il dogmatismo, considerano che nelle attuali condizioni, il pericolo principale è il revisionismo, o opportunismo di destra, come una manifestazione dell'ideologia borghese che paralizza l'energia rivoluzionaria della classe operaia ed esige il mantenimento o il ripristino del capitalismo. Ma il dogmatismo e il settarismo possono anche essere, in determinate fasi dello sviluppo di un partito, entrambi il pericolo principale. Ogni partito deve stabilire quale sia il pericolo fondamentale per lui in qualsiasi momento.
In principio i partiti comunisti erano deboli. Per la maggior parte erano formati da elementi rivoluzionari delle organizzazioni socialdemocratiche e anarco-sindacali, che portarono di conseguenza alla sopravvivenza dell’opportunismo e del settarismo. E’ stato necessario compiere un improrogabile lavoro di coesione e di formazione dei nuovi partiti secondo le idee rivoluzionarie del marxismo-leninismo e la formazione politica e ideologica dei suoi quadri.
Il movimento comunista segue uno sviluppo complesso nelle condizioni proprie del capitalismo. La sua storia conosce grandi successi, ma anche battute d'arresto temporanee, conseguenze negative di condizioni oggettive sfavorevoli e degli errori commessi. Questi difetti ed errori, tuttavia, sono di natura transitoria, mentre l'aumento e il rafforzamento del movimento operaio e comunista significano un processo invincibile, perché lo impongono le stesse leggi che governano la società.
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