www.resistenze.org - pensiero resistente - dibattito teorico - 08-05-12 - n. 408

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Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Le classi e i soggetti sociali
 
di Josè Sotomayor Pèrez
 
04/05/2012
 
Le diverse correnti revisioniste emerse a fine del secolo scorso hanno apertamente rinunciato all'analisi di classe e non solo negano il ruolo del proletariato come classe rivoluzionaria, ma hanno inventato tutta una teoria su "i soggetti e gli attori sociali". Dopo aver speculato sul ruolo dei "nuovi soggetti" nella società chiedono trionfalmente: "Dov'erano le classi?".
 
La verità è che, la teoria dei "nuovi soggetti sociali" non è nient'altro, con nuove vesti, che la vecchia tesi sull'estinzione della lotta di classe nella società capitalista. Il revisionismo ha assunto questa teoria reazionaria il cui scopo non è altro che distrarre e ingannare le grandi masse popolari e lo stesso proletariato per convincerlo che i suoi obiettivi possono esser conquistati senza la necessità di una rivoluzione.
 
La conquista rivoluzionaria del potere, secondo i revisionisti moderni, appartiene al secolo scorso, in quanto oggi la rivoluzione tecnico - scientifica e la " diffusione della proprietà", la "compartecipazione sociale" e l'emergere di nuovi "soggetti sociali", hanno relegato nel passato le classi e la lotta di classe. Questa è un'affermazione ardita e falsa che non corrisponde alla realtà. E' vero che nel ventesimo secolo, a fianco del proletariato erano attivi nel movimento sociale larghe masse di contadini, intellettuali, studenti, vitali ceti medi e semi-proletari urbani. Ma ciò non fa che confermare quello che Lenin affermava circa l'impossibilità che la rivoluzione socialista sia "pura", nella quale si confrontano solo il proletariato e la borghesia. Questa "purezza" non è mai esistita; con il proletariato hanno combattuto e combattono ampi ceti medi, diverse correnti e movimenti progressisti, democratici, nazionalisti e anti-imperialisti, ma questi non sono completamente "soggetti" rivoluzionari. Sono influenzati dall'ideologia della piccola borghesia e mantengono i loro pregiudizi, anche dopo che si sono incorporati al movimento rivoluzionario. Piaccia o no portano la loro esitazione, la loro instabilità e soprattutto la loro inclinazione al compromesso. Sono questi i "nuovi soggetti sociali" che secondo il revisionismo avrebbero sostituito le classi sfruttate nella loro lotta per liberare i popoli dall'oppressione e dallo sfruttamento.
 
I "nuovi soggetti sociali" al quale il revisionismo attribuisce un carattere rivoluzionario non sono altro che il movimento femminista (relazioni di genere), i movimenti indigeni (relazioni etniche), i movimenti giovanili (relazioni generazionali), il movimento degli omosessuali (preferenze sessuali) , ambientalisti, religiosi, informali, ecc.
 
E' facile capire che questi "soggetti sociali", per loro stessa natura e carattere, non possono mai proporsi l'abolizione dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo e un cambiamento radicale del modo di produzione capitalistico.
 

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