www.resistenze.org - pensiero resistente - dibattito teorico - 12-07-12 - n. 418

da Tribuna Popular -http://tribuna-popular.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1649:los-comunistas-y-las-elecciones-burguesas&catid=5:debate&Itemid=53
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
I comunisti e le elezioni borghesi
 
di Eleazar Melo *
 
"... la partecipazione alle elezioni parlamentari e alla lotta dalla tribuna parlamentare è obbligatoria per il partito del proletariato rivoluzionario (...)
Finché voi non siete in grado di sciogliere il Parlamento borghese e le istituzioni reazionarie d'altro tipo, voi avete l’obbligo di lavorare nel seno di tali istituzioni appunto perché là vi sono ancora degli operai ingannati ..." Lenin, L'estremismo, cap. VII
 
10/07/2012
 
Tribuna Popular - Battaglia delle idee
 
Noi comunisti di tutto il mondo ci organizziamo in partiti di nuovo tipo come li ha definiti il compagno Lenin, vale a dire che militiamo in un partito proprio della classe operaia che ci distingue dagli altri partiti borghesi ed elettorali, il nostro partito è di quadri e d'avanguardia, creato per il rovesciamento della borghesia per via rivoluzionaria.
 
Il fatto che non siamo un reparto elettorale, non significa che non dobbiamo sfruttare le elezioni come mezzo per diffondere la nostra linea politica, le nostre opinioni, organizzare la classe operaia e elevarne i livelli d'organizzazione, di coscienza e di lotta.
 
Le elezioni alle quali sono storicamente abituati i venezuelani sono elezioni di taglio democratico liberale borghese, segnate dallo spreco di denaro in propaganda che porta grandi benefici alle imprese pubblicitarie, caratterizzate più dal marketing e dalla pubblicità, che dal contenuto o dall'orientamento ideologico. Certamente non vogliamo che il popolo venezuelano si abitui a questo tipo di elezioni diseguali, elezioni dove si gioca con le speranze del popolo, ponendo uno o l'altro candidato come un mago capace di risolvere i loro problemi nel quadro di un sistema economico, politico e sociale insostenibile, che genera grandi problemi alla maggioranza e che non possono esser risolti nel quadro del sistema stesso. E' chiaro che le elezioni democratiche borghesi negano ai lavoratori la soluzione dei loro problemi più latenti, che passa solo attraverso l'organizzazione, la lotta e la conquista della propria capacità e forza del socialismo.
 
Dobbiamo far notare che non è corretto dire che questo è il modello di democrazia partecipativa che desiderano i rivoluzionari, perché questa è una falsa democrazia determinata dalla dittatura borghese dove, sebbene il popolo "vota e decide" la borghesia attraverso la logica inerente al sistema vince attraverso la riproduzione della proprietà privata e del sistema di sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo. Cioè, nella dittatura borghese travestita da democrazia tutto favorisce la borghesia, che è la classe proprietaria, che possiede le banche, le fabbriche, le miniere, i mezzi di trasporto, i mezzi di produzione, gente che vede solo il proprio interesse, la massimizzazione dei propri profitti, in modo che vinca o perda le elezioni un suo candidato, non si sottomette alla volontà del collettivo. Vuole subordinare il collettivo alla sua volontà.
 
Dall'altra parte, abbiamo la classe dei poveri, la classe sfruttata, alla quale non appartengono né fabbriche, né aziende, né banche, che per vivere è costretta a vendere la propria forza-lavoro ai capitalisti, priva della possibilità di soddisfare i propri bisogni fondamentali e così anche se il prossimo 7 ottobre vinceranno le forze popolari e patriottiche, se non si organizza e si lotta per rovesciare il capitalismo ed approfondire questo processo di trasformazione e costruzione del socialismo non ci sarà vittoria da celebrare.
 
Noi comunisti venezuelani siamo sempre criticati per i nostri bassi risultati elettorali, ma noi sappiamo che ognuno di questi voti è la consapevolezza della necessità di rovesciare il sistema capitalista, così come il supporto alla nostra condotta e autorità morale, un riconoscimento della nostra coerenza rivoluzionaria, risulta che noi comunisti venezuelani non cambiamo i nostri principi per i finanziamenti di imprenditori che ci permettano di conquistare grandi quantità di propaganda e spazi tv. Viviamo come organizzazione politica un isolamento da parte dei media pubblici e privati. Non vendiamo illusioni in cambio di voti, né tanto meno regaliamo denaro o frigoriferi per vincere le elezioni, tuttavia ciò non impedisce che si possano aumentare i voti lavorando con le unghie e con i nostri mezzi e che la quantità di voti che conseguiamo non determina o nega la validità del nostro approccio.
 
Tuttavia, è di vitale importanza il voto per il PCV e Chávez, che significa oggi la necessità di continuare con il processo democratico e progressista di trasformazione che vive il paese, con un governo che ha rotto con le politiche neo-liberali che con i suoi successi ed errori rappresenta, nella figura del presidente Chávez, la più larga alleanza antimperialista che ci permetterà di rimanere un paese sovrano e indipendente in ambito economico, politico, sociale e culturale e che ci permette di avanzare nell'importante e vitale organizzazione del popolo, così come ci permette di schiacciare le pretese dei settori fascisti e reazionari del paese di subordinare il nostro paese agli interessi dell'imperialismo americano.
 
Ma al di là di questo, il voto per il PCV rappresenta la necessità di approfondire il processo di formazione di un blocco popolare rivoluzionario, di avanzare verso la sua direzione collettiva, di cambiare la correlazione di forze a favore della classe lavoratrice e naturalmente il rifiuto della burocrazia, l'inefficienza e le pratiche proprie della politica nel quadro del sistema capitalistico, pratiche che ostacolano e impediscono il progresso e il consolidamento del processo. Il voto per il PCV rappresenta il sostegno al socialismo scientifico come unica soluzione possibile per i grandi problemi del nostro popolo.
 
E' per questo che, in base ai nostri principi sopra menzionati, il Consiglio Centrale della JCV ha adottato ciò che noi chiamiamo una campagna d'offensiva politica e ideologica, che mira a realizzare una campagna diversa, vivace, ribelle e combattiva, con un alto spirito critico ed auto-critico, che ci permetta di discutere le proposte programmatiche per le quali i giovani devono votare e scegliere la rivoluzione con Chavez e il PCV. Prenderemo le strade, i centri commerciali, le università e i licei con il fine non di vendere illusioni, ma con la necessità di organizzare i giovani del Venezuela per la conquista dei loro diritti e rivendicazioni e per denunciare la barbarie del capitalismo in tutto il mondo e la necessità di rovesciare questo sistema che è il nemico dichiarato della gioventù del pianeta.
 
Per noi ha più valore un gruppo di giovani coscienti organizzati che lottano contro l'oppressione capitalistica che qualsiasi quantità di voti.
 
Invitiamo tutta la gioventù venezuelana ad unirsi alla nostra offensiva politica ideologica, per elevare i livelli d'organizzazione, di coscienza e di lotta della nostra gioventù e accumulare forze che sostengano la classe operaia nella costruzione del socialismo scientifico nel paese.
 
Giovane scegli la Rivoluzione con Chavez e il PCV!
 
* Segretario politico del Comitato Regionale della JCV nello stato di Carabobo e membro del Consiglio Centrale della JCV
 
 

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