www.resistenze.org - pensiero resistente - dibattito teorico - 04-12-13 - n. 477

L'opportunismo sulla strada del comunismo

Miguel Urbano Rodrigues | resistir.info
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

02/12/2013

Il quarto numero della Rivista Comunista Internazionale (RCI), curata degli organi teorici di undici partiti rivoluzionari, è un valido contributo per la comprensione delle minacce e dei problemi che affliggono oggi, a livello mondiale, la lotta dei partiti comunisti.

Il tema centrale della maggior parte degli articoli di questa edizione è l'analisi dell'opportunismo e del suo significato politico-ideologico. Negli ultimi decenni, il suo ruolo nella socialdemocratizzazione dei partiti comunisti che hanno abbandonato il marxismo -leninismo è stato decisivo.

Nel saggio d'apertura della rivista, Herwig Lerouge, del Partito del Lavoro del Belgio (PTB), evidenzia le disastrose conseguenze dell'azione del Partito della Sinistra Europea (PSE) per l'anestetizzazione, o più precisamente la neutralizzazione della combattività di ampi settori della classe operaia nei paesi dell'Unione europea. Il Partito Comunista Francese (PCF) e l'italiana Rifondazione Comunista (PRC) - creata dopo la trasformazione del PCI in un partito socialdemocratico - sostengono che sia possibile raggiungere il socialismo per via parlamentare. Fausto Bertinotti, che è stato presidente del PSE, è ritornato alle vecchie tesi di Edward Bernstein affermando che "il movimento dei movimenti'' può essere il motore del cammino al socialismo.

Die Linke, il Partito della Sinistra Tedesca - risultato della fusione del PDS [Partito del Socialismo Democratico] della ex Repubblica Democratica Tedesca con il WASG [Lavoro e Giustizia sociale - Alternativa elettorale] dei dissidenti della SPD [Partito Socialdemocratico Tedesco] della Germania Ovest - è un esperto di questa tesi: ha fatto grandi promesse ai lavoratori, ma dopo alcuni successi iniziali non le ha realizzate avviandosi verso un rapido declino. Nel decennio passato al governo della città di Berlino con la SPD, è diventato complice della privatizzazione di oltre 100.000 alloggi popolari, la chiusura di asili nido, il taglio delle pensioni e la privatizzazione del trasporto pubblico.

I fatti dimostrano che la partecipazione dei partiti comunisti (o ex comunisti) a governi ''socialisti'' non ferma le privatizzazioni. Il governo della gauche plurielle, in Francia, ha privatizzato, con l'appoggio del PCF, più aziende di quante lo furono durante i governi Baladur e Juppé, entrambi dei primi ministri di destra.

Attualmente, il "socialista" François Hollande non ha dubbi nell'assumere, più apertamente dello stesso Obama, la difesa delle aggressioni militari imperialiste, come avvenuto per l'attacco alla Libia e nel caso della Siria.

In Grecia, SYRIZA - miscuglio di ex trotzkisti, ex maoisti e fuoriusciti dal KKE - ha abbandonato ogni riferimento al marxismo e si astiene dall'incolpare il capitalismo per l'attuale crisi mondiale, che definisce come conseguenza degli errori del neo-liberismo. Nel suo ambiguo programma, promette di revocare le misure più dure imposte dalla Troika, ma le sue proposte si inseriscono in un progetto di compromessi con la borghesia e l'imperialismo. Niente che tocchi i banchieri e la struttura repressiva delle forze armate. Né si oppone alla permanenza della Grecia nella NATO.

Nel suo lucido intervento al 15° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai a Lisbona, Giorgos Marinos, del KKE, ha smascherato il partito di Alexis Tsipras.

"La verità - ha affermato - è che SYRIZA, una formazione opportunista convertita in pilastro della gestione socialdemocratica, conta sull'appoggio di settori della borghesia, difende il capitalismo e l'Unione europea. E' il partito che ha celebrato la politica di Obama come progressista e che ha alimentato il mito secondo il quale con l'elezione di Hollande in Francia sarebbe soffiato un vento nuovo per i lavoratori di tutta Europa".

E' utile ricordare che il Blocco di Sinistra (Bloco de Esquerda, BE) è in Portogallo (con il Partito Socialista), un entusiasta sostenitore della strategia di SYRIZA. Francisco Louçã, il suo ex coordinatore, ha anche partecipato a un meeting ad Atene del partito di Alexis Tsipras. Come il suo alleato, il BE nasce dalla fusione della maoista Unione Popolare Democratica (UDP) con il Partito Socialista Rivoluzionario (PSR), trotzkista. Entrambi non fanno oggi alcun riferimento al marxismo.

La metamorfosi del Partito Comunista di Spagna (PCE)

Importante è anche l'articolo della Rivista Comunista di Raul Martinez e Astor Garcia, dirigenti del Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE), i quali ricordano che il Partito della Sinistra Europea (PSE) è stato concepito per funzionare come "polo opportunista di dimensione continentale e forza per la collaborazione di classe nell'ambito dell'Unione europea".

Ed ha svolto bene questo ruolo. Nel l976, a Berlino Ovest, i Partiti Comunisti di Spagna, Francia e Italia aderirono a una piattaforma euro-comunista, ''in cui aveva un ruolo fondamentale l'appoggio al processo di formazione di un'unione inter-imperialista europea".

Nel suo 9° Congresso, nel l978, il PCE decise di rompere con il marxismo-leninismo e di adottare l'euro-comunismo come sua ideologia.

Nel l988, al 12° Congresso, Julio Anguita, in quel momento segretario generale, definì in modo trasparente la rotta del PCE: "E' quindi necessaria la trasformazione della Comunità europea. Per realizzarla, ci concentriamo nella costruzione di larghe alleanze, dal movimento operaio alle altre forze sociali del progresso, sostenute sul terreno politico dalla convergenza dei partiti comunisti, socialisti, socialdemocratici laburisti e verdi".

E' chiara l'apologia di una strategia incompatibile con il marxismo.

Oggi, in un contesto storico diverso, è il Partito della Sinistra Europea, erede del revisionismo, l'esecutore di questa strategia che privilegia il ruolo dei parlamenti e rinuncia alla lotta di classe.

In pratica, gli "ampi fronti di sinistra" preconizzati dal PSE conducono ad alleanze con la borghesia che subordinano i partiti comunisti e li convertono in strumenti di una politica riformista che nega la loro funzione rivoluzionaria.

L'Unione europea immaginata dal PSE sarà - cito di nuovo Raul Martinez e Astor Garcia- "la negazione di tutto ciò che riguarda la costruzione del socialismo, il rifiuto totale delle tradizioni rivoluzionarie, in aperta opposizione al socialismo scientifico, alla lotta di classe e alla rivoluzione socialista".

Robert Hue, ex segretario del Partito Comunista Francese (PCF), è caduto nella bassezza di affermare che tutto nell'Unione Sovietica fu negativo.

L'opera devastante dell'opportunismo nei partiti comunisti d'America

Sotto il titolo «Alcune caratteristiche dell'opportunismo in America», Pavel Bianco Cabrera, primo segretario del Partito Comunista del Messico (PCM), e Héctor Colio Galindo, anch'esso dirigente del PCM, presentano, nell'ultimo numero della Rivista Comunista Internazionale, una riflessione integrale sulle devastanti conseguenze dell'azione dell'opportunismo, del riformismo e del revisionismo sui partiti comunisti d'America.

Affermando che l'assenza di un fronte ideologico contro l'opportunismo configura una minaccia per i partiti comunisti, evocano l'eredità distruttiva del browderismo in America Latina.

Le tesi di Earl Browder, un precursore dell'euro-comunismo, contribuirono negli anni '40 del secolo scorso alla neutralizzazione di molti partiti comunisti in America Latina, lasciando il loro seme in altri .

Oggi, Sam Web, presidente del Partito Comunista degli Stati Uniti, propugna la sua trasformazione in una organizzazione innocua, quasi una forza ausiliaria del Partito Democratico, una sorta di "club ideologico".

La cosiddetta latino-americanizzazione del marxismo - cito Pavel e Hector - "ha molto in comune con operazioni corrosive come quelle di Santiago Carrillo, degli eurocomunisti e del marxismo occidentale».

Accademici avventurieri e opportunisti come il tedesco-messicano H. Dieterich e l'irlandese-messicano John Holloway hanno seminato confusione: invocano il marxismo, ma nella realtà lo combattono.

Nelle università prestigiose dell'America Latina è diventata quasi una moda l'apologia del cosiddetto "socialismo del XXI secolo" per attaccare il marxismo -leninismo definito come una "ideologia statale sovietica" che qualificano come obsoleta. Sottovalutare l'impatto di queste campagne è un errore. Stabiliscono confusione nei media progressisti, soprattutto in Venezuela, ma potrebbe causare danni anche a Cuba.

Le politiche che subordinano la lotta per il socialismo, dandogli un compito posteriore e remoto - come già fecero Bernstein e Kautsky - attribuiscono nella pratica priorità alle riforme nel quadro istituzionale, ammettendo che si possa giungere al governo per via elettorale. Sono politiche ingannatrici. Marinos non esagera quando afferma che con tale atteggiamento "si sottostimano il proprio obiettivo strategico, l'obiettivo che determina la tattica, la posizione dei partiti comunisti nel loro complesso, il lavoro nel movimento operaio e popolare, la politica di alleanze".

L'opportunismo si manifesta, non dimentichiamolo, in modi diversi, sorgendo a volte con una maschera socialista.

Consapevoli di questa realtà, Pavel Blanco Cabrera e Héctor Colío, nella loro demolitrice critica dell'opportunismo e del revisionismo, mettono in guardia contro la confusione causata dal concetto del cosiddetto "socialismo di mercato cinese".

La tesi è stata formulata da Deng Xiao Ping, ma, molto prima, Mao Tse tung, in un contesto molto diverso, sostenne la validità delle alleanze dei partiti comunisti con settori della borghesia nazionale suppostamente patriottica, i cui interessi non coincidono con quelli dell'imperialismo. Il risultato di queste alleanze è stato disastroso, ma la tesi continua ad essere una fonte di illusioni. Alcuni popoli hanno già pagato un alto prezzo per questo tipo di alleanze.

Concordo con Pavel Blanco e Héctor Colío quando scrivono che "In tale politica di alleanze, il ruolo della classe operaia e dei partiti comunisti che vi partecipano è subordinato; si tratta di un problema rischioso, poiché l'indipendenza di classe e l'autonomia del partito smettono di essere i compiti prioritari, un dovere incrollabile; smettono di essere organizzazioni militanti e si trasformano in gruppi di affiliati per i quali il socialismo è un opzione distante, che fissano una tappa intermedia di lunga durata che li colloca nella collaborazione di classe, nei patti sociali e in un parlamentarismo funzionale al progressismo, che è una forma di gestione del capitalismo".

Diciamo un'ovvietà indicando che la denuncia ferma dell'opportunismo, inseparabile dal revisionismo, è un'esigenza urgente nella lotta dei partiti comunisti rivoluzionari.

Già Lenin diceva che "la lotta contro l'imperialismo, se non è indissolubilmente legata con la lotta contro l'opportunismo, è una frase vuota e falsa".

Il riformismo, tollerato o eretto in scelta strategica, deve essere condannato, a prescindere dalla sua forma, perché non rappresenta una minaccia per il capitalismo, ma al contrario gli assicura, essendo innocuo, la sopravvivenza.

Allora, che fare? Come invertire i rapporti di forza attualmente a favore dell'imperialismo? Qual è l'alternativa al sistema di potere imposto all'Umanità?

Tracciare almeno un tentativo di risposta a queste domande non è l'obiettivo del non pretenzioso commento a questo numero della Rivista Comunista Internazionale dedicato alla denuncia del fenomeno dell'opportunismo che minaccia a livello mondiale i partiti comunisti.

Come comunista so che il capitalismo, seppur condannato, non è alla vigilia di essere sradicato. Non vivrò quel giorno. Ma è inalterabile la mia convinzione che l'alternativa al mostruoso sistema di sfruttamento dell'uomo sull'uomo sarà il socialismo. Non è imminente questo grande avvenimento, né definiti sono i suoi contorni, assimilate le lezioni di molti e gravi errori (e deviazioni) commessi nell'arco delle esperienze socialiste sperimentate dall'umanità.

Ma è falso, perverso e smobilitante il discorso della borghesia sulla mancanza di alternative al capitalismo. La socialdemocrazia, ipocrita, sostiene che il capitalismo è umanizzabile e ha la complicità dell'opportunismo nelle sue molteplici sfumature.

Mentono. Per sua natura e finalità, il capitalismo è incompatibile con le aspirazioni dell'essere umano. Dovrà esser distrutto.

Penso che sarà la convergenza di molteplici lotte di molti popoli, sotto la guida dei partiti comunisti come avanguardie rivoluzionarie, a contribuire in modo decisivo alla fine del capitalismo, aprendo la strada di un futuro socialista, nella fedeltà agli insegnamenti del marxismo-leninismo.

Il percorso che conduce al comunismo è lungo e molto difficile da percorrere, lottando. La meta da raggiungere, quando esisteva l'Unione Sovietica, sembrava prossima. Illusione. Oggi sappiamo che è una lunga strada da percorrere, disseminata di ostacoli di difficile superamento. Il discorso retorico non aiuta.

Vila Nova de Gaia, 23 novembre 2013

Fonte originale: www.odiario.info/?p=3096


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