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- pensiero resistente - dibattito teorico - 17-04-14 - n. 495
Il capitalismo, nel suo sviluppo, tende alla reazione e all'impoverimento della classe operaia
Editoriale UyL | unidadylucha.es
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
05/04/2014
La crisi generale, che sommerge il sistema capitalistico internazionale, sta causando profondi cambiamenti che modificano - velocemente - le forme di dominio del capitale in questa ultima fase imperialista, che si concretizzano in nuove espressioni della lotta di classe, in cui si ingigantiscono le profonde contraddizioni interne del sistema.
Le classi dominanti - il blocco oligarchico-borghese, in quanto blocco storico al potere - realizzano cambiamenti radicali per adeguare la propria sovrastruttura alle nuove condizioni, che si sviluppano con forza inarrestabile e con grande dinamismo; questi cambiamenti riguardano sia la forma che prendono i forti conflitti inter-imperialisti, sia gli aspetti più immediati della contraddizione capitale-lavoro.
L'internazionalizzazione del capitale, come tendenza storica sviluppata, si sviluppa in progressione geometrica, in modo veloce ed inarrestabile. Il processo di concentrazione e centralizzazione del capitale internazionale, spinge sempre più alla riduzione del numero di monopoli che controllano i diversi settori della produzione e dei servizi. Ogni giorno è sempre più piccolo il numero di corporazioni transnazionali che impongono, in modo dittatoriale, i loro interessi nell'economia mondiale capitalista; così come determinano in modo ferreo le condizioni di vita di miliardi di persone. Ad esempio, il controllo degli alimenti è nelle mani di un piccolo numero di oligopoli globali e i prezzi e la commercializzazione, sono subordinati agli interessi del capitale finanziario monopolistico transnazionale. Questa stessa logica interna è associata a un processo suicida di depauperamento delle riserve ittiche, della distruzione irreversibile dei terreni agricoli e la contaminazione chimica del suolo e dell'atmosfera.
La teoria della multipolarità - presentata da molti settori idealisti come un vantaggio e un progredire contro la presunta unipolarità yankee, si mostra come un potente fattore di tensioni internazionali e di conflitti. La disputa sul controllo delle risorse, dei mercati e delle aree geo-economiche, provoca tensioni che - come nel caso dell'Ucraina - suonano, a momenti, i tamburi di guerra.
La tendenza che si conferma nella pratica quotidiana - in modo indiscutibile - è l'enunciazione di Marx, il quale sosteneva che il capitalismo, nel suo sviluppo, tende alla reazione come sistema e all'ulteriore impoverimento della classe operaia.
Queste tendenze si verificano oggi nel contesto di un impressionante sviluppo tecnico-scientifico, in tutti i campi, che ha portato ad un elevato sviluppo delle forze produttive. Sviluppo che, lungi dal tradursi oggi in benefici per la maggioranza, provoca una enorme disuguaglianza sociale e il peggioramento delle condizioni di vita delle grandi masse. Questa incapacità intrinseca del sistema porta la borghesia internazionale - per cercare di garantire la sua posizione egemonica - a cercare di promuovere profondi cambiamenti nei meccanismi di dominio e nell'aumento della violenza sistemica.
I movimenti di capitali, con carattere immediato a livello globale approfittando delle tecnologie più avanzate, hanno generato un meccanismo frenetico ad alto rischio, che si mantiene solo se si mantiene permanentemente la sua velocità di rotta; obiettivo impossibile da raggiungere in termini reali. Ma è la stessa velocità - irrinunciabile - il fattore più importante che lo spinge al collasso. Un collasso di dimensioni tali che significherebbe il collasso totale del sistema, di tutte le sue risorse e strategie.
Le grandi potenze mondiali del capitalismo hanno i loro piani di emergenza per questa ipotesi e non trascurabile scenario. Alcuni piani - sostenuti in una violenza brutale e disperata - che solo la classe operaia può impedire loro di attuare, lottando per il potere politico, organizzando e dirigendo la lotta rivoluzionaria delle più ampie masse.
Quando stiamo assistendo ai tentativi disperati di saltare le recinzioni di Ceuta e Melilla, abbiamo le prove della situazione reale del dantesco scenario nel quale ci sta portando il capitalismo. La logica interna dell'imperialismo costruisce giorno dopo giorno - a Washington, Berlino, Tokyo, Mosca, Israele, ecc -, Il percorso del terrore più assoluto per ampi settori della classe operaia internazionale.
Nel campo militare, l'avanzato sviluppo tecnologico sta cambiando le strategie di guerra e violenza delle classi dominanti di oggi, al calore dell'intensificarsi della crisi generale del sistema.
L'uso delle tecnologie dell'informazione, lo spionaggio e l'ammodernamento di armi sofisticate, va rimpiazzando il ricorrere all'intervento degli eserciti tradizionali, per essere sostituito da una rete di comandi criminali, FOE, ( Forze Operative Speciali, circa 70.000 effettivi in ottanta paesi) degli Stati Uniti, decine di migliaia di droni con alto potere distruttivo e un sistema mondiale di spionaggio universale in tempo reale, capace di elaborare una quantità illimitata di informazioni.
L'ubicazione di una Brigata di carri armati nell'isola canaria di Fuerteventura - dove, da non molto tempo, esiste già un comando di pronto intervento di base nel Sahel, che possono esser spostati in quella zona immediatamente con l'elicotteri - è una prova che questa nuova logica militare non è esclusiva degli Stati Uniti, Israele e altre potenze imperialiste, ma che anche il governo Rajoy la attua rapidamente nel nostro paese. L'autorizzazione a Obama, per l'uso della base di Rota come parte dello scudo missilistico americano, va nella stessa direzione.
L'operazione russa, con il dispiegamento di decine di migliaia di soldati non identificati in Crimea, è anch'esso un elemento nuovo che risponde a questi cambiamenti strategici in campo militare.
Queste tendenze e cambiamenti strutturali profondi, si proiettano implacabilmente sul rapporto diretto tra capitale e lavoro. Il capitalismo aumenta lo sfruttamento della forza lavoro, non la diminuisce come sostenevano - e sostengono - le posizioni riformiste.
La caduta tendenziale del saggio di profitto, spinge il capitalismo - a livello mondiale - a incrementare il tasso di sfruttamento e a sviluppare ogni tipo di strategie per ottenere un certo plusvalore relativo, anche se in modo transitorio e breve. Il sovrasfruttamento - come spiega Marx: salari inferiori al costo di riproduzione della forza lavoro - si estende, non solo nelle economie più dipendenti, ma anche nelle economie capitaliste centrali.
Questo capitalismo del ventunesimo secolo è una macchina che produce la classe operaia in modo inarrestabile, proletarizza tutte le società senza distinzioni e unisce miliardi di operaie e operaie che - progressivamente - stanno acquisendo consapevolezza di essere una sola e unica classe.
Il Movimento Comunista Internazionale deve essere in prima linea nella lotta che si verifica in queste condizioni nuove e mutevoli. Far progredire il coordinamento internazionale, è una responsabilità ineludibile. Promuovere la lotta coerente delle masse operaie per il Venezuela, Palestina, RASD o Cuba socialista, ..... , è una responsabilità primaria del MCI. Internazionalismo proletario, ogni giorno e in ogni occasione, con la mobilitazione di massa come elemento centrale.
Il Partito Comunista, in ogni paese, ha la responsabilità dell'applicazione dei principi del comunismo scientifico, il marxismo-leninismo, per adempiere al compito storico della classe operaia più cosciente e sviluppare la necessaria politica di massa dove l'organizzazione di classe di classe tenga lontano il movimento operaio dai tentativi sterili (marce, reti, ecc.) per avanzare verso la sua emancipazione. Il programma della classe operaia, in questo contesto storico, non può esser altro che il potere operaio e la rivoluzione socialista.
Solo il Partito Comunista, organizzato secondo i principi del comunismo scientifico, il centralismo democratico e l'internazionalismo proletario, avrà la capacità di organizzare la lotta per la sconfitta del capitalismo e per la vittoria della classe operaia, in ogni paese e in tutto il pianeta. Il futuro lo costruirà solo la rivoluzione proletaria.
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