www.resistenze.org - pensiero resistente - dibattito teorico - 02-05-14 - n. 497

Uscire dalla UE, per andare verso il Socialismo

Carmelo Suárez* | unidadylucha.es
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

19/04/2014

Lo straordinario sviluppo delle forze produttive, che si è realizzato sotto il brutale sfruttamento della classe operaia nel capitalismo, ha già creato la base materiale per la costruzione della società socialista. Questo altissimo sviluppo delle forze produttive è entrato in contraddizione insolubile con i rapporti di produzione capitalistici (la proprietà privata dei mezzi di produzione).

Questa è la contraddizione strutturale che determina la lotta di classe nell'attualità, il suo momento storico concreto oggi.

Espressione del grado di sviluppo di questa contraddizione irrisolvibile è che il sistema capitalista deve ricorrere - ancora una volta - alla distruzione di una parte di queste forze produttive, per cercare di continuare a perpetuare gli attuali rapporti di produzione. Sei milioni di operai e operaie disoccupati/e in Spagna e quasi trenta milioni nell'Ue, sono l'espressione più lacerante di questa logica interna dell'attuale sistema di dominazione.

C'è un settore della classe operaia e altri settori popolari, che mancano di una base scientifica per realizzare questa analisi essenziale e quindi, cercano di trovare soluzioni al suo deterioramento cercando di realizzare ritocchi all'attuale sistema di dominazione, credendo che ciò permetterà loro di liberarsi dalle inesorabili leggi dello sviluppo storico. Questa è la base dell'opportunismo e delle sue diverse espressioni riformiste. Per questo la lotta ideologica diventa strumento indispensabile per avanzare nel cammino, per creare le condizioni soggettive della rivoluzione.

Cento anni fa, la socialdemocrazia credette di dover assumere la difesa della sua borghesia e sostenne l'inizio di una brutale guerra imperialista, che ha portato solo dolore e miseria alla classe operaia che, all'epoca, credeva nella loro rappresentanza politica degli interessi di classe. Non è stata sufficiente questa esperienza storica - e le altre successive - perché le varie socialdemocrazie attuali continuano a ingannare la classe operaia, promettendogli uno scenario di soluzioni attraverso una gestione "decente" del capitalismo.

Le classi dominanti che compongono il blocco di potere del sistema imperialista dell'UE sviluppano ogni tipo di iniziative per cercare di mantenere la classe operaia e i settori popolari sotto il loro dominio ideologico, per agevolare i grandi monopoli nelle migliori condizioni per la logica di accumulazione di capitale. Sono questi grandi monopoli - ogni giorno sempre più ridotti in numero e sempre più grandi in dimensione - coloro che impongono la loro ferrea dittatura su tutta la società nell'UE.

La democrazia formale, che in un determinato momento storico - contro il Vecchio Regime - ha dato legittimità e sostegno sociale alla borghesia per il suo accesso al potere diventando la classe dominante al potere, è ora un grave ostacolo alla logica di accumulazione del capitale e per questo, il capitalismo sta procedendo a liquidare tutte le strutture di questa democrazia formale, così come l'abbiamo conosciuta fino ad oggi. Così, la dittatura del capitale sta assumendo un aspetto sempre più subdolo e cerca di sostenersi sulla base del maggior esercizio della violenza, dello stato di polizia e della guerra.

In questo processo, il potere politico si trova sempre più lontano dalla base sociale e implementa un sistema di spionaggio universale in tempo reale, non lasciando spazio al minimo barlume di privacy per gli individui e/o gruppi di lotta e implementa un sistema di violenza sostenuta nell'azione impune dei corpi di polizia e militari d'élite, con la possibilità di eseguire qualsiasi tipo di crimine contro chi organizza la lotta contro l'attuale sistema capitalista dominante.

La Multipolarità non è pace

Le teorie della multipolarità, che sostengono che la diversità dei poli imperialisti porta a migliori condizioni di vita e di lotta per la classe operaia, sono del tutto sbagliate. Le lotte interimperialiste non generano mai una situazione di equilibrio, ma aggravano i rischi di scontri armati di maggiori dimensioni guidati dalla feroce competizione per il controllo delle risorse e delle aree geopolitiche per intervenire sui mercati e aumentare lo sfruttamento della classe operaia e i settori popolari.

Conseguenza di questo dominio assoluto dei monopoli, si produce nel processo di proletarizzazione di ampi strati e l'impoverimento della classe operaia e dei settori popolari.

E' possibile invertire queste tendenze del sistema capitalista, nella sua fase imperialista, all'interno del sistema capitalista?

No. Semplicemente no, perché è anti-dialettico, perché è lo sviluppo imposto dalle leggi dello sviluppo storico, determinato dalle forze motrici della formazione capitalista.

Come uscire: lottando

La lotta per l'USCITA dall'Euro, dall' UEe e dalla Nato, si conseguirà organizzando la lotta della classe operaia - e altri settori popolari - per il potere operaio e per il socialismo - comunismo.

Il programma di questa fase della lotta, che è in pieno vigore, qui e ora, si concentra sull'organizzazione della lotta contro gli assi politici fondamentali del blocco imperialista oggi al potere nei paesi membri dell'UE. L'obiettivo è quello di organizzare la classe operaia e altri settori popolari, i cui interessi sono frontalmente in conflitto con le politiche dell'Ue.

Essendo i monopoli il soggetto che guida il progetto imperialista, necessitando di una maggiore capacità di sfruttare la classe operaia, gli assi della lotta saranno contro questi monopoli e contro le politiche che essi impongono attraverso lo strumento politico che è l'Ue, la sua Commissione e il suo Parlamento, la Bce e il suo partner principale, il Fmi.

Gli assi principali del programma politico sono:

- Contro il capitale finanziario (Bce, Fmi, compagnie di assicurazione, banche, ecc.): Nazionalizzazione delle banche e delle compagnie di assicurazione.

- Contro l'aumento dello sfruttamento e la riduzione del prezzo della forza lavoro: difesa della contrattazione collettiva, la difesa del potere d'acquisto dei salari, l'abrogazione delle contro-riforme del lavoro e il controllo operaio delle imprese.

- Contro le guerre imperialiste in cui partecipa l'UE: lotta di massa contro la guerra imperialista: Mali, Siria, Sahara, Repubblica Centrafricana, Afghanistan, Palestina, etc.

- Contro le politiche migratorie: l'internazionalismo proletario, la difesa dei diritti degli immigrati, fine del saccheggio imperialista del continente africano.

- Contro lo stato di polizia e lo spionaggio universale del popolo: dissoluzione dei corpi repressivi, annullamento di tutta la legislazione che legittima la cyber-sorveglianza, lo spionaggio e l'archivio di ogni dato personale di coloro che lottano per il socialismo - comunismo.

- Contro le politiche energetiche aggressive per l'ambiente: priorità per l'energia pulita, nazionalizzazione di tutte le principali risorse energetiche.

- Contro le politiche agroalimentari: difesa delle produzioni esistenti, controllo dei prezzi del bestiame e l'agricoltura, contro le leggi che facilitano ai monopoli il pieno controllo del settore nella produzione e nella commercializzazione.

- Contro la divisione internazionale del lavoro imposta dalla Ue: difesa di un modello economico autocentrato, basato sullo sviluppo delle capacità produttive del paese.

- Contro la politica culturale servile e addomesticata: difesa della produzione intellettuale che risponde al compromesso con la classe operaia e le sue lotte per l'emancipazione e il socialismo.

Questi assi politici ed economici principali permetteranno di articolare la classe operaia, come nucleo centrale, e gli altri settori colpiti da queste politiche imperialiste al servizio dei monopoli.

Ciò si concretizza in un Fronte Operaio e Popolare per il Socialismo, in cui la classe operaia prende la direzione politica, organizzata sotto la guida del Partito Comunista.

* Segretario Generale del Partito Comunista dei Popoli di Spagna


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