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La loro guerra distrugge tutto ciò che la loro pace ha lasciato - Contributo KKE

Partito Comunista di Grecia (KKE) | eurcomact.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

20/02/2026

Azione Comunista Europea (ECA) - Incontro su: La loro guerra distrugge tutto ciò che la loro pace ha lasciato. Gli sviluppi sui campi di battaglia e la posizione dei comunisti sull'alternanza tra guerra imperialista e pace sotto minaccia delle armi - Contributo del KKE (Kommounistikó Kómma Elládas)

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Cari compagni,

Innanzitutto desideriamo ringraziare il Nuovo Partito Comunista dei Paesi Bassi per aver organizzato questo importante e puntuale seminario dell'Azione Comunista Europea, che offre ai nostri partiti l'opportunità di scambiare opinioni. I nostri sforzi contribuiscono allo sviluppo della lotta e al suo coordinamento a livello europeo e internazionale.

Viviamo in un'epoca che conferma nel modo più brutale che il capitalismo, a livello globale, non è in grado di soddisfare i bisogni contemporanei delle persone e ha superato i propri limiti storici. Il sistema di sfruttamento genera incessantemente miseria, disoccupazione, crisi e profughi, e si identifica con la competizione e le guerre imperialiste per il perseguimento di profitti monopolistici. Questo è il quadro generale: la vita umana, il lavoro, la pace e la sicurezza sono subordinati alla ricerca del profitto e allo scontro tra le classi dominanti per i mercati, le rotte di trasporto, le fonti di ricchezza e le riserve energetiche.

E al tempo stesso, sebbene la nostra epoca offra immense possibilità, sebbene la scienza e la tecnologia siano in grado di ridurre gli orari di lavoro obbligatori aprendo la strada a un'esistenza creativa e autenticamente libera, tutto ciò non sta accadendo. Al contrario, tutte le nuove tecnologie, e in particolare l'intelligenza artificiale, vengono utilizzate come strumenti per intensificare lo sfruttamento e per controllare, manipolare e reprimere la popolazione. È questo il cuore della contraddizione: la ricchezza e il progresso prodotti socialmente, che sono il frutto della conoscenza umana collettiva, vengono trasformati in armi nelle mani del capitale.

In realtà, oggi le contraddizioni del sistema si stanno facendo più acute. Il rallentamento dell'economia internazionale evidenzia il fardello rappresentato dall'eccesso di capitale accumulato, che non può essere investito con tassi di ritorno soddisfacenti. Per questo assistiamo al passaggio a un'economia di guerra e la sua preparazione, intesa non come parentesi, bensì come scelta strategica degli Stati capitalisti - finalizzata a procrastinare le crisi, a creare nuovi mercati, a svalutare il capitale attraverso guerre imperialiste, e al tempo stesso a scaricare il conto sul popolo mediante un'intensificazione dello sfruttamento e tagli ai diritti sociali.

In questa situazione internazionale stiamo assistendo a mutamenti significativi nelle alleanze e nelle relazioni tra le nazioni. Gli indizi evidenziano che uno dei fattori chiave che alimenta la competizione è il declino del potere economico degli USA a fronte del rafforzamento della Cina, insieme all'intensificazione delle contraddizioni interne alla NATO e all'UE. All'alleanza euro-atlantica si contrappone l'emergente alleanza euroasiatica, guidata da Cina e Russia, mentre Stati quali l'India e la Turchia oscillano tra questi due poli, nel tentativo di servire i propri interessi geopolitici specifici e di rafforzare le loro borghesie.

Compagni,

Le alleanze possono mutare e ricomporsi, ma a determinarne il carattere è la loro base economica: il dominio dei monopoli e dei loro interessi. Per questo il KKE ha responsabilmente messo in guardia il popolo: il dilemma "campo euro-atlantico o campo euroasiatico" è un falso dilemma, è rivolto contro gli interessi della classe operaia e dei popoli, e indebolisce la loro lotta autonoma per l'abbattimento del capitalismo. Non esiste un imperialismo "a favore del popolo". Esistono centrali in competizione tra loro che si spartiscono il mondo in funzione del profitto.

Per questo l'intensificazione della competizione determina sviluppi sempre più pericolosi. Nei documenti del recente 22° Congresso del nostro partito, affermiamo che la situazione attuale è simile al periodo interbellico, cioè alla fase tra la prima e la seconda guerra mondiale. Osserviamo che "per la prima volta dopo il secondo conflitto mondiale imperialista, siamo vicini a un terzo conflitto mondiale imperialista". Questa valutazione si basa sugli "intensi preparativi" dei poli in competizione, e d'altronde lo scontro è evidente ovunque - dalle attrezzature militari alle alleanze politiche, dalle terre rare alla superiorità tecnologica e all'intelligenza artificiale.

Questa è la conclusione che si può trarre dal recente e spregevole intervento militare degli Stati Uniti in Venezuela, che ha causato la morte di 80 persone e si è concluso con l'arresto e il trasferimento di Maduro negli Stati Uniti. Al di là dei pretesti che sono stati utilizzati, il vero obiettivo di questo intervento era permettere agli Stati Uniti di impossessarsi delle ricchezze energetiche del Paese e di allineare la regione agli interessi economici e geopolitici statunitensi, in un mondo in ebollizione e lacerato dalle rivalità imperialiste, dalle economie e dai preparativi di guerra e dai piani bellici contro le popolazioni, nel contesto di una feroce competizione tra USA e Cina per il predominio nel sistema imperialista mondiale. Esprimiamo la nostra solidarietà al Partito Comunista del Venezuela e alla popolazione, la sola ad avere il diritto di determinare gli sviluppi nel suo Paese, senza alcuna ingerenza straniera.

Esprimiamo le nostre sentite condoglianze per i 32 combattenti cubani uccisi dalla macchina militare degli Stati Uniti durante l'attacco al Venezuela.

L'imperialismo nordamericano, imbaldanzito dopo l'intervento in Venezuela, sta minacciando apertamente Cuba - che da oltre 65 anni subisce le conseguenze del blocco criminale che priva la popolazione di beni e servizi essenziali - e sta valutando varie opzioni, compreso un totale blocco navale dell'Isola della Rivoluzione. E noi, i partiti comunisti, stiamo lavorando con la classe operaia e con i popoli per rafforzare la solidarietà internazionalista, insieme al Partito Comunista di Cuba e al popolo cubano, che è forte di un retaggio rivoluzionario, ha la capacità di difendere le conquiste della rivoluzione socialista e fronteggia ogni sorta di atto di sovversione e le difficoltà create dall'escalation dell'aggressione imperialista in America Latina e nei Caraibi, proclamando a gran voce: giù le mani da Cuba e dal suo popolo!

La guerra imperialista in Ucraina, seguita all'inaccettabile invasione da parte della Russia capitalista, prosegue da quattro anni, ha causato la morte di migliaia di bambini russi e ucraini e, nonostante i negoziati in atto con l'intervento degli Stati Uniti, sta subendo un'escalation. La NATO si sta preparando a un conflitto generalizzato, rafforzando le sue basi, modernizzando i suoi arsenali convenzionali e nucleari e rifornendo il regime di Zelensky con armamenti moderni. L'UE sta "rafforzando la sua economia di guerra" e i suoi preparativi militari, stanziando "oltre 800 milioni di euro per il 'riarmo europeo'", e sta finanziando l'Ucraina con altri 90 milioni di euro, uno stanziamento recentemente votato al Parlamento europeo da tutte le fazioni della democrazia borghese - dall'estrema destra alla cosiddetta "sinistra" - mentre contemporaneamente intensifica il suo attacco contro i diritti dei lavoratori e del popolo. In Medio Oriente il popolo palestinese continua a pagare il prezzo dei piani di competizione per l'energia e le rotte di trasporto delle merci, subendo un genocidio perpetrato dallo Stato assassino di Israele con il sostegno degli USA, della NATO e dell'UE, che promuovono il piano criminale inteso a trasformare la Striscia di Gaza in un protettorato e nuove annessioni di territori palestinesi in Cisgiordania decise dal governo israeliano, mentre USA e Israele, con il sostegno dei loro alleati, si preparano ancora una volta ad alimentare le fiamme nella regione con un nuovo intervento imperialista in Iran.

Cari compagni,

Il governo greco, con il sostegno degli altri partiti borghesi, sta intensificando il coinvolgimento della Grecia nei piani e nelle guerre imperialiste nell'interesse della borghesia e per rafforzare la propria posizione. Il Paese è stato trasformato in una base militare della NATO, con basi americane, invii di armi e relazioni strategiche con lo Stato di Israele, che espongono il nostro Paese e il nostro popolo a forti rischi di ritorsione.

Ed è qui che sorge l'interrogativo cruciale: che cosa deve fare il popolo in questa complicata situazione? In primo luogo, non deve scegliere uno dei campi imperialisti, né prestare fede ai pretesti di questo o quello schieramento. Deve organizzarsi e rafforzare la propria lotta indipendente contro le guerre imperialiste e il coinvolgimento del Paese in esse. Deve elaborare rivendicazioni specifiche, come quelle che sono state al centro del grande sciopero dei portuali, dei marinai e delle industrie di interesse strategico attuato la settimana scorsa in Attica, contro la guerra imperialista e il trasporto di materiale militare, nel contesto di una lotta coordinata tra sei Paesi e 20 porti. Rafforzare la lotta per smantellare le basi USA e NATO, esigere la chiusura delle basi di guerra. Affinché i figli del popolo non vengano spediti nel mattatoio della guerra.

In secondo luogo, occorre rafforzare l'organizzazione e la lotta nei luoghi di lavoro, nei sindacati, nelle associazioni, tra i giovani. Concentrarsi sui bisogni contemporanei dei lavoratori e del popolo, facendoli incontrare con l'enorme potenziale produttivo odierno. Modificare i rapporti di forza e potenziare le forze di classe. Intensificare lo scontro con il sistema, collegando tra loro le lotte quotidiane con l'obiettivo di costruire una nuova società socialista. Noi comunisti abbiamo la responsabilità di istillare nel movimento operaio la necessità di trasformare "ogni lotta quotidiana in una parte della lotta più grande", concentrando le forze per l'abbattimento del sistema, la soluzione definitiva alle sofferenze patite dalla nostra classe.

In terzo luogo, il popolo non deve cadere nella trappola dei falsi dilemmi e delle riforme del sistema politico borghese. Nel nostro Paese, ma anche in molti altri Stati capitalisti, sono in corso tentativi di "mettere una pezza alla situazione" con strumenti vecchi e nuovi, allo scopo di incanalare l'indignazione allontanandola dalle soluzioni dannose al sistema. In particolare in un contesto di preparativi di guerra, l'eliminazione del "nemico di classe interno" costituisce un elemento importante. In periodi come questo, le forze di estrema destra o fasciste si trasformano in "strumenti utili"; per questo tali forze vengono "adottate" dalla democrazia borghese, integrate nella cornice della "democrazia parlamentare" come normali partiti uguali agli altri, il che equivale essenzialmente a occultare i crimini del nazifascismo, in nome della sua antistorica equiparazione al socialismo-comunismo. I vertici borghesi ritengono che nella situazione incerta di oggi, una condizione essenziale per stabilizzare il sistema consista nell'impedire che la rabbia e l'indignazione del popolo si combini con un'ideologia rivoluzionaria e sovversiva.

Compagni,

Tutte le nostre azioni quotidiane, nel contesto del fermento ideologico e politico della classe operaia e dei suoi alleati, devono condurre alla soluzione concreta e sostanziale propugnata dai comunisti. Nei documenti della nostra conferenza sottolineiamo che "il compito più importante di ogni comunista è il rovesciamento rivoluzionario della barbarie del potere capitalista, dello sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo".

Soprattutto in una situazione come quella che affrontiamo oggi, con oltre cinquanta conflitti imperialisti in tutto il mondo e i rischi di allargamento delle guerre imperialiste in Ucraina e nel Medio Oriente, dobbiamo rispondere con coraggio alla domanda: "Quali sono i compiti dei comunisti nel caso di un intervento militare imperialista"?

Nel programma del nostro partito, osserviamo che nel caso di "coinvolgimento della Grecia in una guerra difensiva od offensiva, il partito deve dirigere l'organizzazione indipendente della lotta operaia e popolare in tutte le sue forme, puntando alla totale sconfitta della borghesia, sia quella interna sia quella rappresentata dagli invasori stranieri, e collegare attivamente tale lotta alla conquista del potere. Con l'iniziativa e la guida del partito, si deve costituire un fronte operaio e popolare che faccia propria ogni forma di azione, secondo lo slogan 'Il popolo porterà la libertà e l'uscita dal sistema capitalista, che fino a quando domina porta la guerra e la 'pace' con una pistola puntata alla tempia'".

Assumiamo maggiore capacità di persuadere, in tale situazione, riguardo alla prospettiva che propugniamo, l'obiettivo della nostra lotta - il socialismo-comunismo, una società in cui il lavoro cessa di essere schiavitù remunerata, in cui gli orari di lavoro vengono ridotti, la disoccupazione diventa un ricordo del passato, la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro diventano realtà e le capacità umane si sviluppano in ogni ambito, senza il "ruolo di mediazione del capitale e dello sfruttamento". Una società che si può riassumere nella frase "da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni".

Questo è ciò che proponiamo al popolo: unire le forze con il KKE, rafforzare la lotta organizzata, trasformare la sfida popolare in sfida globale alla politica e al potere del capitale. Non si deve più perdere tempo con i cambiamenti nella gestione, ma aprire una nuova via, a favore degli interessi della classe operaia e del popolo, per fermare la barbarie che produce crisi e guerre e consentire al popolo di vivere in funzione delle reali possibilità offerte dal XXI secolo.


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