www.resistenze.org
- pensiero resistente - editoriali - 24-05-11 - n. 365
Resistenze.org intervista Pavel Blanco Cabrera, Segretario del Partito Comunista del Messico [it,es]
Maggio 2011
Qual è stata, in sintesi, la dinamica politica recente del Partito Comunista del Messico?
Pavel Blanco Cabrera - Il Partito Comunista del Messico é stato creato nel 1994 col nome di Partito dei Comunisti Messicani, un progetto aperto che cercava di essere la risposta alla crisi del capitalismo, alla controrivoluzione che aveva colpito il mondo socialista e alla crisi ideologica della Rivoluzione Messicana. Nel 1994 erano già trascorsi tredici anni senza partito marxista-leninista, il PCM si era sciolto nel 1981 sotto la pressione delle idee anticomuniste e la ricerca di un'ampia formazione di sinistra. Anche noi, dopo il '94 abbiamo fatto l'errore di pensare che la premessa per la costruzione del partito della classe operaia passasse attraverso l'unità della dispersa sinistra socialista, ci siamo impegnati in quella direzione e abbiamo perso molto tempo. Nel 2003 siamo confluiti nella ricerca di unità organica col Partito della Rivoluzione Socialista, fase che si é chiusa nel 2009.
A quel punto é stato chiaro che era necessario superare la crisi ideologica, oltre a quella organica, ed é iniziato un periodo di riflessione che ci ha portato a definire l'identità del Partito comunista, le sue tesi fino al nuovo Programma, e alla convinzione che il Partito si può fondare solo sull'unità ideologica, organizzativa e di azione.
La cosa più importante é stata liberarsi dell'idea che l'economia messicana fosse dipendente e subordinata agli Stati Uniti, perché da lì derivava la posizione programmatica che collocava al primo posto la lotta per l'indipendenza e l'alleanza con tutti coloro vi erano interessati, comprese frange della borghesia. Questa era una posizione che si teneva dagli anni '40, quando sotto l'influenza del browderismo [1] il PCM adottò "l'unità nazionale".
Se si studia il capitalismo in Messico con la scienza marxista-leninista, si scopre che si trova in fase di pieno sviluppo e che occupa un posto intermedio nel sistema imperialista, e che non spetta ai comunisti prospettare tappe intermedie. Studiando i monopoli messicani scopriamo che sono alla pari degli altri, per esempio quelli nordamericani, che esportano capitali e opprimono i lavoratori degli altri paesi, in America Latina come negli Stati Uniti, come fa il gruppo México, monopolio minerario, o Slim, o CEMEX, per citarne alcuni. Per questo il nostro nuovo programma pone l'urgenza del fronte anticapitalista, antimperialista e antimonopolista, così come l'obiettivo del socialismo, perché sussistono già le condizioni.
Il IV Congresso ha adottato le Tesi del Socialismo (Risoluzione Politica del XVIII Congresso del KKE). Noi siamo internazionalisti, non abbiamo complessi, se un Partito fratello apporta un contributo scientifico, se esprime idee universali non dobbiamo considerarlo esclusivo, perché é un contributo per la lotta di classe mondiale. Quel contributo l'abbiamo condiviso all'unanimità. Si tratta di una risposta che poggia sulla teoria comunista, una risposta che oggi é necessaria come 20 anni fa, e pure più urgente. Con ciò termina il periodo di confusione, di spiegazioni che piacevano ora a un artista ora a un altro. Certo, Gorbachov, Yeltsin e altri sono dei traditori ma la spiegazione del tradimento, da sola, non é sufficiente.
Noi poniamo in primo piano le questioni della teoria rivoluzionaria e dell'esperienza della costruzione socialista nel XX secolo, del potere sovietico, che fu un reale potere dei lavoratori. Molto importante é ciò che riguarda la transizione. Il socialismo-comunismo, come unico modo di produzione, il primo nella sua forma immatura e incompleta, ma non come realtà distinte.
Il rapporto indissociabile fra economia e politica: tema di dibattito negli anni '50 in URSS sui rapporti mercantili e la loro incompatibilità con la costruzione socialista. E poi varie tematiche che ci hanno fornito un arsenale nella lotta di classe concreta per collegare lo scontro capitale e lavoro nel quotidiano con l'obiettivo socialista-comunista. Ed anche per studiare altre esperienze di costruzione socialista; la conclusione per noi é ovvia: i rapporti mercantili sono incompatibili con la costruzione socialista.
Un'altra decisione importante del IV Congresso é stato adottare il nome con cui si é formata la Sezione Messicana dell'Internazionale Comunista: Partito Comunista del Messico, e come abbiamo detto nella Risoluzione, non é solo un omaggio al passato ma un'aspirazione per il futuro.
Oggi il PCM cerca soprattutto di radicarsi nella classe operaia. Stiamo spingendo verso un coordinamento sindacale unitario del Messico che raggruppi sindacati, correnti sindacali, lavoratori individuali, che promuova l'affiliazione di nuovi sindacati, ma che parta dall'organizzazione sui luoghi di lavoro; che sia classista, un sindacalismo rosso insomma; siamo molto incoraggiati dai risultati del XIV Congresso della FSM: quella è la strada.
Siamo anche partecipi dello sforzo della Rivista Comunista Internazionale: diamo priorità nel lavoro internazionale ai rapporti caratterizzati da una base ideologica comune, e partecipiamo all'Incontro dei Partiti Comunisti Operai che si tiene ogni anno.
In Messico quali sono, oggi, le forze organizzate che lottano contro il capitalismo? E quali sono le differenze ideologiche fra loro?
PBC - Oggi c'é una gran dispersione, ma si raggruppano su due scenari. Quelli che pensano che basti modificare il neoliberalismo, che vedono la lotta più radicale come qualcosa di lontano, si esprimono su vari fronti, ma soprattutto aderiscono al movimento di López Obrador, un ex priista [appartenente al PRI, Partito Rivoluzionario Istituzionale, NdR], che ha governato Città del Messico come qualunque altro neoliberale e che propone una piattaforma ingannevole, di misure che non possono neppure essere definite di riforma, una specie di ritorno al welfare-state quale modo migliore di superare la crisi del capitalismo. Il discorso di Obrador si basa sulla distinzione fra capitalisti buoni e altri molto cattivi che rubano tutto: un vero inganno.
Con la proposta dello EZLN [Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale] nel 2005 della VI Dichiarazione della Selva Lacandona, si é reso visibile un movimento anticapitalista di massa, molto diverso quanto a forme organizzative e obiettivi, ma cosciente del fatto che é il modo di produzione capitalista il responsabile del disastro sociale. Questo fenomeno attraversa lo stesso campo dei sostenitori del socialismo. Secondo una ricerca giornalistica ci sono quasi 40 gruppi che rivendicano la lotta per il socialismo, ma non il partito della classe operaia come forza di avanguardia che stia al centro di tale obiettivo.
Secondo noi, il problema é che tutti vanno verso i cosiddetti "soggetti emergenti", che siano i contadini, gli studenti, l'ambiente, ma tutti dimenticano di lavorare tra la classe operaia, mentre noi vogliamo immergerci in essa, vogliamo "tornare al proletariato".
Un altro problema é l'insufficienza teorica, c'é molto pragmatismo e vanagloria. Bisogna essere ben consci che "senza teoria rivoluzionaria non c'é movimento rivoluzionario". Nella misura in cui il PCM si rafforza, vedremo come il problema verrà superato.
Il dipartimento di Stato degli Stati Uniti nel 2009 ha lavorato intensamente per manipolare la gioventù messicana nel Foro dell'Alleanza dei Movimenti della Gioventù, lo stesso sta facendo in Venezuela col gruppo di Gioventù Attiva per il Venezuela Unito, gruppo esplicitamente legato a OTPOR. Quali sono i rapporti del Partito Comunista del Messico con la gioventù e i movimenti studenteschi messicani?
PBC - Ci sono molti giovani nel Partito; dopo la crisi interna li stiamo organizzando nella Lega della Gioventù Comunista, con base nelle università e tra la gioventù lavoratrice; vogliamo che i nostri giovani comunisti si leghino a processi vivi, e che li guidino, un movimento giovanile e studentesco reali, non solo gruppi di facebook, reti virtuali, quindi di pura simulazione. Prestiamo molta attenzione alla loro formazione politica e ideologica, alla loro conoscenza del marxismo-leninismo; consideriamo la nostra gioventù come il vivaio dei quadri del partito, il suo serbatoio. Nel 1999 abbiamo appoggiato il CGH [2], oggi alcuni dei suoi quadri fanno parte della direzione del PCM.
1968, 1971, 1999, sono gli anni emblematici dell'irruzione dei movimenti studenteschi, che ci dimostrano che lo studente é capace di formare una forza combattiva e che dobbiamo cercare la sua convergenza col movimento della classe operaia.
Nella nostra gioventù c'è un grande rispetto per Arturo Gámiz, un giovane comunista che con i suoi compagni negli anni '60 compie una profonda riflessione teorica sulla rivoluzione socialista a fronte dell'ideologia borghese della rivoluzione messicana, e passa all'azione iniziando la lotta armata per il socialismo il 23 settembre del 1965. Lo stesso vale per Lucio Cabañas, un altro giovane comunista che fa lo stesso nelle montagne del Guerrero.
La maggior parte degli abitanti di Città del Messico é giovane, e di conseguenza anche la classe operaia. Abbiamo bisogno di una forte Lega della Gioventù Comunista e ci stiamo lavorando.
Nei paesi dove i Partiti comunisti non hanno preso il cammino del revisionismo, i comunisti si rafforzano. In Messico capita la stessa cosa?
PBC - L'equazione è giusta. Lo vediamo in Grecia col KKE, un forte movimento operaio e sindacale, il PAME e altre forze di massa d'orientamento classista. Vediamo altri partiti dove predominano le idee opportuniste, riformiste, revisioniste che cominciano facendo concessioni ideologiche profonde per aumentare la percentuale elettorale, e alla fine viene meno pure quella.
I Partiti comunisti e operai devono difendere la loro identità ed essere coerenti; e diciamo che é dovere di tutti, non solo lottare contro il riformismo nelle proprie fila ma in generale nel Movimento comunista internazionale.
Oggi vediamo per esempio che in Turchia con il TKP, in Spagna con il PCPE, in Venezuela con il PCV, ecc., c'è un rafforzamento del Partito comunista, del partito rivoluzionario.
Un altro esempio é il Messico. Prima della perestroika e della controrivoluzione é stato il primo partito comunista a dissolversi, nel 1981, il che é direttamente collegato con la situazione di lotta della classe operaia in Messico oggi: disfatta dopo disfatta, basso tasso di sindacalizzazione; sindacati corporativizzati. Ma siamo ottimisti rispetto all’equazione posta nella domanda: un Partito comunista fortemente posizionato sul marxismo-leninismo, che lavori sul serio, ancorato alla classe operaia é capace di condurre alla sconfitta il capitalismo e alla costruzione del socialismo-comunismo.
Insieme alla storica contraddizione capitale e lavoro negli ultimi decenni si é aggiunta una contraddizione sempre più importante, quella fra capitale e ambiente. Come la vive il Messico?
PBC - Il Golfo del Messico inquinato dalla British Petroleum, tutti i fiumi del paese contaminati dai monopoli, la distruzione dei boschi, delle montagne, il cambiamento climatico: il socialismo é un'urgenza per il genere umano, solo così freneremo la capacità distruttiva del capitalismo e dell'imperialismo. Un problema collegato é la privatizzazione delle risorse naturali, soprattutto dell'acqua, la terra, il sottosuolo, il mare.
La sete di profitto dei monopoli, messicani o transnazionali, depreda la natura, l'ambiente, impoverisce la vita, la biodiversità.
Nel 2000 avete partecipato alla rischiosa e inedita mobilitazione per la campagna elettorale voluta dal movimento zapatista - l'Altra Campagna - che aveva l'intenzione di offrire a tutte le organizzazioni anticapitaliste messicane un programma politico nuovo, partendo dalla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona. Che eredità ha lasciato quell'esperienza?
PBC - L'abbiamo abbracciata fin dall'inizio. Abbiamo dovuto vincere le resistenze interne, redigere il documento di adesione alla Sesta, e convincere i compagni a costituire una brigata che accompagnasse per tutto il paese il Delegato Zero. Ci ha sorpreso vedere l'entusiasmo del percorso, l'unità che ha risvegliato, la profondità delle analisi, della voce del popolo, delle comunità, di operai, contadini, donne, giovani, indigeni e la radicalità della proposta anticapitalista. Un anticapitalismo profondo basato sulla presa dei mezzi di produzione al pugno di capitalisti che li tengono nelle loro mani. Poi ci fu la repressione a San Salvador Atenco, a Oaxaca, l'ostilità verso le comunità zapatiste e l'EZLN. L'eredità è chiara, in questo immenso paese, in ogni dove ci sono resistenze. La prospettiva: senza la classe operaia che funga da spina dorsale del processo anticapitalista, con un programma chiaro per l'abbattimento e la costruzione del socialismo-comunismo, non sarà possibile l'emancipazione.
I crescenti problemi tra corruzione, polizia, esercito e narcotraffico, che prospettive politiche consentono al lavoro politico del Partito comunista in Messico?
PBC - La militarizzazione del paese dipende dalla recrudescenza della lotta al narcotraffico, a tutto vantaggio della formazione di gruppi paramilitari e parapolizieschi. La preparazione dell'esercito e della polizia è indirizzata alla repressione del popolo e delle organizzazioni sindacali e politiche che non si sono sottomesse. Ma c'è pure un chiaro sintomo della decomposizione dello Stato capitalista. Il problema é che per l'alternativa emerga il ruolo della classe operaia come elemento indispensabile. Il Partito Comunista del Messico cerca di orientare il suo istinto, i suoi riflessi, la sua capacità di intervenire, la sua audacia in modo tale da essere all'altezza, e perché l'aspetto classista delle questioni dinamizzi la lotta.
La questione della liberazione nazionale dal colonialismo yankee ha dato, e continua a dare, una forte spinta a molti movimenti comunisti e progressisti dell'America Latina, per Voi si tratta ancora di una questione strategica?
PBC - Si tratta di ciò che spiegavamo a proposito del nostro nuovo Programma. Ci ha illuminato in questo dibattito, un articolo di Stefanos Loukas del KKE sull'interdipendenza. Questo tema é trattato nel manifesto del Partito Comunista, nel Capitale, nello Sviluppo del Capitalismo in Russia e nei quaderni sull'Imperialismo, in vari testi di Marx, Engels e Lenin.
Lottiamo contro l'imperialismo, e i monopoli nordamericani ne fanno parte, ma non sono gli unici. La presenza dei monopoli europei in America Latina e nello stesso Messico é sempre più evidente, e vale anche per quelli cinesi, ma non dimentichiamo quelli messicani: CEMEX che prima era in Venezuela ed ha partecipato alla destabilizzazione del processo bolivariano; o Slim che nella telefonia sta sfruttando la classe operaia nel Centro America, Brasile e negli USA; o il Grupo Industrial Minera México, che sfrutta peruviani e statunitensi. Prima sentivamo analisi secondo cui, per affrontare l'imperialismo nordamericano, altri monopoli devono occupare il suo mercato, e così sono arrivate un esercito di ONG finanziate dall'Unione Europea che ci raccontano le bontà della UE. Siamo antimperialisti, senza tenere in conto che nazionalità abbia il monopolio.
Gli USA hanno basi militari in tutta l'America, accordi di libero commercio come il TLCAN, dominano negli scambi commerciali come nella storia e nel mondo contemporaneo per il loro espansionismo aggressivo. Non dimentichiamoci che nel 1847-48 hanno preso metà del territorio messicano con un guerra ingiusta, né del il loro appoggio ai colpi di Stato e alle dittature, delle criminale guerra in Irak, Afghanistan, Libia, delle cospirazioni contro l'Honduras.
Ma essere solo antiamericani sarebbe un errore. L'antimperialismo profondo é il socialismo, l'espropriazione dei monopoli. La sovranità, l'autodeterminazione sono inconcepibili senza la rottura con i rapporti capitalisti, non ci sono spazi intermedi.
In che modo il Partito Comunista del Messico pensa di garantire al suo Popolo un futuro migliore, libero, partecipativo e solidale con le comunità indigene, nell'ambito di un'organizzazione socialista?
PBC - Si, solo così. La borghesia si é dimostrata contraria agli Accordi di San Andrés Larrainzar. Hanno serrato le fila con PRI, PAN, PRD, PT, PVEM, ecc. Oggi organizzano gruppi paramilitari contro gli zapatisti nel Chiapas e contro comunità indigene a Oaxaca, Guerrero, Michoacan.
La socializzazione della terra e la consegna ai contadini indigeni, il rispetto della loro lingua, dei loro costumi della loro storia. I popoli indios si sono ribellati occupando un posto che nessuno gli può togliere.
Il Partito Comunista del Messico come considera il processo d'integrazione Latinoamericana e caraibico (ALBA) e la creazione del Sucre? Può essere il progetto dell'ALBA il modo definitivo per uscire dalla colonizzazione nordamericana (Alca) e finalmente concretizzare i progetti di molti rivoluzionari messicani?
PBC - Si tratta di un accordo in cui predominano i rapporti capitalisti. E' nato accompagnato da molte speranze, ma ogni giorno dell'ALBA si parla di meno. Ma che differenze offre rispetto al Mercosur? Non solo nelle parole, ma nel concreto.
Apoggiamo il processo bolivariano di Venezuela, Ecuador e Bolivia e non siamo acritici.
Ci ha colpito quanto è successo al giornalista Joaquín Pérez Becerra, il consegnarlo nelle grinfie del governo criminale della Colombia, ed altri fatti.
Appoggiare quei processi, il loro coro antimperialista, non ci deve condurre a perdere l'obiettività rispetto al reale, se non vogliamo ingannarci da soli.
Lo diciamo chiaramente, il socialismo del XXI secolo é una confusione e non lo sosteniamo. Appoggiamo, invece, il movimento concreto della lotta di classe in quei paesi e la possibilità che ne nasca la futura leadership della classe operaia e del suo partito di avanguardia.
Il progetto dei rivoluzionari più coerenti dell'America Latina é un mondo socialista.
Grazie compagno Pavel.
Note
1. Il termine browderismo viene dal nome di Earl Browder, segretario generale del PC statunitense dal 1932 al 1945. Nel 1944, elaborò una teoria secondo cui comunismo e capitalismo potevano coesistere, teoria che prese appunto il nome di browderismo. Nel 1945, Jacques Duclos, membro di spicco del Partito Comunista Francese, pubblicò un articolo che inaugurò la lotta al browderismo; Browder venne sostituito nel 1945 da Eugene Dennis e venne espulso nel 1946. L’unico tentativo di farlo tornare nel PCUSA fu dopo il XX Congresso del PCUS, quando ormai Browder si era legato agli ambienti trotzkisti. (www.bibliotecamarxista.org)
2. Nel 1999, a Città del Messico, gli studenti dell'Unam (Universidad Nacional Autónoma de México) coordinati nel Consejo General de Huelga (CGH, Consiglio generale di Sciopero) iniziano una lunga lotta in difesa della gratuità dell’istruzione
¿Cuál ha sido, en síntesis, la reciente dinámica política del Partido Comunista de Mexico?
El Partido Comunista de México fue organizado en 1994 con el nombre de Partido de los Comunistas Mexicanos, un proceso abierto que intentaba ser una respuesta a la crisis del capitalismo, a la contrarrevolución que afecto al campo socialista, y a la crisis de la ideología de la Revolución Mexicana. Estamos hablando de que en 1994 se han cumplido ya 13 años sin partido marxista-leninista, pues el primer PCM se disolvió en 1981 bajo la presión de las ideas eurocomunistas para construir una formación amplia de la izquierda.
Nosotros también incurrimos después del 94 en el error de pensar que la premisa para la construcción del partido de la clase obrera pasaba por la unidad de la dispersa izquierda socialista y en ello nos empeñamos y perdimos mucho tiempo. En 2003 confluimos en un intento de unidad orgánica con el Partido de la Revolución Socialista, el cual fracaso en 2009. Se abrió entonces la necesidad de superar esa crisis no solo orgánicamente sino sobre todo ideológicamente e inicio un periodo de reflexión lo que nos llevo a la conclusión de definir claramente la identidad del partido comunista, sus tesis, un nuevo Programa y la convicción de que el partido solo puede fundarse en la plena unidad ideológica, organizativa y de acción.
Lo más importante fue superar la idea de que la economía en México era dependiente y subordinada a los EEUU, porque de ahí devenía la posición programática de colocar en primer lugar la lucha por la independencia y la alianza con todos los interesados en ella, incluso franjas de la burguesía. Esa posición se tenía desde los años 40 cuando bajo las ideas del browderismo el PCM adopto la “unidad nacional”.
Con la ciencia marxista-leninista, si se estudia el capitalismo en México se encontrara que está en pleno desarrollo y que ocupa un lugar intermedio en el sistema imperialista, que están maduras las condiciones para el socialismo y que no nos corresponde a los comunistas levantar etapas intermedias. Estudiando a los monopolios mexicanos encontramos que están a la par que los de otro origen, digamos el norteamericano, que están exportando capitales, y oprimiendo a trabajadores de otros países, en América Latina e inclusive en los EEUU, como hace el Grupo México, monopolio de la minería, o Slim, o CEMEX, por citar solo algunos.
Por ello nuestro nuevo programa sitúa la necesidad del frente anticapitalista, antiimperialista y antimonopolista, así como el objetivo del socialismo, pues existen las condiciones ya.
El IV Congreso también adopto las Tesis del Socialismo (Resolución Política del XVIII Congreso del KKE). Es importante decir algo, nosotros somos internacionalistas, no tenemos complejos, si un partido hermano hace un aporte científico, si expresa ideas universales no tenemos que regatear que ese conocimiento es exclusivo, pues pasa a ser un aporte para la lucha de clases mundial.
Pues bien nos hemos identificado a plenitud. Se trata de una respuesta con base en la teoría comunista, una respuesta que es hoy tan necesaria como hace 20 años, e inclusive más necesaria hoy. Con ella termina el periodo de confusiones y de explicaciones que solo abordaban una u otra arista. Es cierto Gorbachov, Yeltsin y otros son traidores, más la explicación de la traición es insuficiente.
Aquí tenemos cuestiones de la teoría revolucionaria en primer plano, así como de la experiencia de la construcción socialista en el siglo XX, del poder soviético, que fue un poder real de los trabajadores.
Es muy importante lo relativo a la transición. El socialismo-comunismo como un solo modo de producción, el primero como su forma inmadura, incompleta, y no como formaciones separadas.
La relación entre economía y política indisociables; el tema de debate colocado en los años 50 en la URSS sobre las relaciones mercantiles y su incompatibilidad con la construcción socialista. En fin varios temas que nos han proporcionado un arsenal en la lucha de clases concreta para conectar la confrontación capital/trabajo en el plano cotidiano con el objetivo socialista-comunista. Y también para estudiar otras experiencias de la construcción socialista; la conclusión para nosotros es obvia: son incompatibles relaciones mercantiles con la construcción socialista.
Otra decisión importante del IV Congreso fue adoptar el nombre con el que se formo la Sección Mexicana de la Internacional Comunista: Partido Comunista de México, como decimos en la Resolución, no es solo homenaje, sino aspiración futura.
Hoy el PCM sobre todo busca enraizarse en la clase obrera. Estamos impulsando una coordinadora sindical unitaria de México, que agrupe a sindicatos, corrientes sindicales, trabajadores en lo individual, que promueva la afiliación sindical y nuevos sindicatos, ramas sindicales, pero que parta de la organización con base en centros de trabajo; que sea clasista, un sindicalismo rojo en conclusiones; estamos muy animados con los resultados del XVI Congreso de la FSM, ese es el camino.
Estamos participando también del esfuerzo de la Revista Comunista Internacional; hacemos prioridad en el trabajo internacional por relaciones con base ideológica común, sin dejar de participar del Encuentro de Partidos Comunistas y Obreros que año con año se efectúa.
¿Cuál son, hoy, las fuerzas organizadas que luchan contra el capitalismo en México?
¿Y cuál las diferencias ideológicas entre ellas?
Hay una gran dispersión, pero se agrupan en dos escenarios. Los que piensan que solo hay que alterar el neoliberalismo, que ven la lucha más profunda como algo distante, se expresan en varios frentes, pero sobre todo se adhieren al movimiento de López Obrador, un expriista, que gobernó la Ciudad de México como cualquier otro neoliberal y que propone una plataforma engañosa, de medidas que ni siquiera pueden ser calificadas de reformas, una especie de vuelta al welfare state, retomándolo como forma de gestión que permita al capital salir de la crisis. El discurso de Obrador se basa en que hay buenos capitalistas y unos muy malos que todo se embolsan; un verdadero engaño.
Con la propuesta del EZLN en 2005 de la VI Declaración de la Selva Lacandona se visibilizo un movimiento anticapitalista de masas, muy diverso en cuanto a formas organizativas y objetivos, consciente de que el modo de producción capitalista es el responsable del desastre social.
Claro que esto atraviesa el campo mismo de los partidarios del socialismo. Hay según un reporte periodístico casi 40 agrupamientos que reivindican la lucha por el socialismo, pero no reivindican el partido de la clase obrera como fuerza de vanguardia que este en el centro de tal objetivo.
Más para nosotros el problema está en que todos van a los llamados “sujetos emergentes”, que si los colonos, que si los estudiantes, que si el medio ambiente, pero todo el mundo omite actuar entre la clase obrera, nosotros queremos sumergirnos en ella, “volver al proletariado”.
Otro problema es la insuficiencia teórica, hay mucho pragmatismo y hasta hay quien se vanagloria. Hay que ser firmes en que “sin teoría revolucionaria no hay movimiento revolucionario”. A medida que el PCM se fortalezca veremos cómo eso queda atrás.
El departamento de Estado de Estados Unidos en el 2009 trabajo’ intensamente para manipular la juventud mexicana en el segundo Foro de la Alianza de los Movimientos de la Juventud, lo mismo está haciendo en Venezuela con el grupo de la Juventud Activa por la Venezuela Unida, grupo explícitamente relacionado con OTPOR. ¿Cuáles son las relaciones del Partido Comunista de Mexico con la juventud y los movimientos estudiantiles mexicanos?
Hay muchos jóvenes en el partido; después de la crisis interna los estamos organizando en la Liga de la Juventud Comunista, con implantación en las universidades y en la juventud trabajadora; queremos que nuestros jóvenes comunistas se vinculen con procesos vivos, inclusive que los gesten, un movimiento juvenil y estudiantil reales, no solo grupos de facebook, redes virtuales, eso es pura simulación.
Prestamos gran atención a su formación política e ideológica, a su conocimiento profundo del marxismo-leninismo; vemos a nuestra juventud como la cantera de cuadros del partido, su reserva.
En 1999 apoyamos al CGH, hoy varios de sus cuadros están, inclusive en la dirección del PCM. 1968, 1971, 1999, son años emblemáticos de la irrupción de movimientos estudiantiles que nos muestran que el estudiante es capaz de formar una fuerza combativa y que tenemos que buscar su convergencia con el movimiento de la clase obrera.
En nuestra juventud hay gran respeto por Arturo Gámiz, un joven comunista que hace con sus compañeros en los años 60 una reflexión teórica profunda sobre la revolución socialista frente a la ideología burguesa de la revolución mexicana y pasa a la acción iniciando la lucha armada por el socialismo el 23 de septiembre de 1965. También por Lucio Cabañas, otro joven comunista que hace lo mismo en la sierra de Guerrero.
El porcentaje mayor de los habitantes de México es joven, por supuesto también de la clase obrera.
Tenemos la necesidad de una fuerte Liga de la Juventud Comunista y estamos trabajando en ello.
En los países donde los partidos comunistas no han tomado el rumbo hacia el revisionismo se fortalecen ¿En México, esta dinámica, está también presente?
Es una ecuación correcta. Lo vemos en Grecia con el KKE, un fuerte movimiento obrero y sindical, el PAME y otras fuerzas masivas de orientación de clase. Vemos otros partidos donde predominan las ideas oportunistas, reformistas, revisionistas que empiezan haciendo concesiones ideológicas profundas para aumentar el porcentaje electoral y al final hasta eso cae.
Los partidos comunistas y obreros deben defender su identidad y ser consecuentes con ella; y decimos que es deber de todos, no solo, luchar contra el reformismo en las filas propias sino en general en el movimiento comunista internacional.
Hoy vemos como en Turquía, el TKP , en España el PCPE, en Venezuela el PCV, etc etc, hay un fortalecimiento del partido comunista, del partido revolucionario.
Otro ejemplo es México; antes de la perestroika y de la contrarrevolución fue el primer partido comunista en disolverse en 1981, lo cual está directamente relacionado con la situación de lucha de la clase obrera en México hoy: derrota tras derrota, baja tasa de sindicalización; sindicatos aggiornados al Estado, corporativizados.
Pero somos optimistas con base en esa ecuación que la pregunta plantea; un partido comunista firme en el marxismo-leninismo, trabajando en serio, anclado en la clase obrera es capaz de conducir al derrocamiento del capitalismo y a la construcción del socialismo-comunismo.
Junto a la histórica contradicción capital / trabajo en las últimas décadas se ha sumado una contradicción siempre mas importante, la que aborda entre el capital y el medio ambiente.
¿Como la vive México?
El Golfo de México contaminado por la British Petroleum, los ríos del país en total contaminación por los monopolios, la destrucción de los bosques, selvas, montañas, el cambio climático; El socialismo es una urgencia para el género humano, solo así frenaremos la capacidad destructiva del capitalismo, del imperialismo.
Un problema vinculado es la privatización de los recursos naturales, sobre todo del agua, la tierra, el subsuelo, el mar.
La sed de ganancias de los monopolios, independientemente de si son mexicanos o trasnacionales depreda la naturaleza, el medio ambiente, empobrece la vida, la biodiversidad.
En el 2006 ustedes participaron a la atrevida y inedita movilización por la campaña electoral empujada por el movimiento zapatista- la otra Campaña- que tuvo la intencion de ofrecer a todas las agregaciones anticapitalistas mexicanas, un programa político nuevo, a partir por la Sexta Declaración de la Selva Lacandona. ¿ Que legado dejo’ esa experiencia y cual perspectiva?
La impulsamos desde el primer momento, todavía como partido en el que convivía un proceso unitario. Nos toco vencer las resistencias internas, redactar la resolución de adhesión a La Sexta, convencer para integrar una brigada que recorriera el país acompañando al Delegado Zero. Nos sorprendió ver el entusiasmo del recorrido, la unidad que esto despertó, la profundidad del análisis, de la voz del pueblo, de las comunidades, de obreros, campesinos, indígenas, mujeres, jóvenes y la radicalidad de la propuesta; un anticapitalismo profundo centrado en arrebatar los medios de producción al puñado de capitalistas que los tienen en sus manos.
Vino la represión en San Salvador Atenco, en Oaxaca, el hostigamiento a las comunidades zapatistas y al EZLN.
El legado es claro, en este país inmenso, en todos los lugares hay resistencia; la perspectiva: sin la clase obrera como columna vertebral del proceso anticapitalista, con un programa claro por el derrocamiento y la construcción del socialismo-comunismo no será posible la emancipación.
¿Los crecientes problemas entre corrupcion/ polizia/ejercito y narcotráfico que perspectivas politicas le da al trabajo politico del partido comunista en México?
La militarización del país deviene de la coartada de la lucha contra el narco. Se aprovecha para la formación de grupos paramilitares y parapoliciales. La preparación del ejército y la policía son para reprimir al pueblo y a las organizaciones sindicales y políticas que son insumisas.
Pero también hay un claro síntoma de descomposición del Estado capitalista. El problema es que para que la alternativa emerja el rol de la clase obrera es indispensable.
El Partido Comunista de México se esfuerza por que su instinto, sus reflejos, su capacidad de intervenir, su audacia estén a la altura, y porque el enfoque clasista de las cuestiones candentes dinamicen la lucha.
La cuestión de la liberación nacional por el colonialismo yanqui dio’ , y sigue dando , un fuerte impulso a muchos movimientos comunistas y progresistas de la América latina, para ustedes es una cuestion estratégica?
Es lo que explicábamos sobre nuestro nuevo Programa. Nos trajo luz a la discusión un artículo de Stefanos Loukas del KKE sobre la interdependencia. Esta cuestión está planteada en el Manifiesto del Partido Comunista, en El Capital, en el Desarrollo del Capitalismo en Rusia y en los Cuadernos sobre el Imperialismo, entre otros textos de Marx, Engels y Lenin.
Luchamos contra el imperialismo, y los monopolios norteamericanos son parte de él pero no solo; la presencia de monopolios europeos es cada vez mayor en América Latina, en México mismo, y también los monopolios chinos, pero no olvidemos a los mexicanos; es conveniente explicar lo de CEMEX que tenía antes presencia en Venezuela y que aposto por la desestabilización del proceso bolivariano; o Slim que con la telefonía está explotando a la clase obrera en Centro América, Brasil, y también a norteamericanos; o el Grupo Industrial Minera México que explota a peruanos, estadounidenses; Porque luego escuchamos análisis de que para enfrentarnos al imperialismo norteamericano su lugar en el mercado lo deben ocupar otros monopolios, y ahí viene en avanzada un ejército de ONG financiadas por la Unión Europea hablándonos de las bondades de la UE. Somos antiimperialistas, sin importar que nacionalidad tenga el monopolio.
EEUU es cierto tiene bases militares en toda América; acuerdos de libre comercio como el TLCAN; es dominante en los intercambios comerciales; que podemos decir en la historia y en el mundo contemporáneo su expansionismo es agresivo: no olvidamos que en 1847-1848 en una guerra injusta despojo de la mitad de su territorio en México, su apoyo a los golpes de Estado y a las dictaduras; la criminal guerra en Irak, Afganistán, Libia, las conspiraciones contra Honduras.
Pero ser antinorteamericanos sería un error; el antiimperialismo profundo es el socialismo, la expropiación de los monopolios.
La soberanía, la autodeterminación son inconcebibles sin la ruptura con las relaciones capitalistas; no son espacios intermedios.
De cual forma el Partido Comunista de Mexico piensa garantizar a su Pueblo mexicano un futuro mejor, libre, participativo y solidario con las comunidades indigenas, en el marco de una organizacion socialista?
Si, solo así. La burguesía se mostro contraria a los Acuerdos de San Andrés Larrainzar; Cerraron filas a través del PRI, PAN, PRD, PT, PVEM, etc. Hoy organizan grupos paramilitares contra los zapatistas en Chiapas y contra otras comunidades indígenas en Oaxaca, Guerrero, Michoacan.
La socialización de la tierra y su entrega a los campesinos indígenas; el respeto a su lengua, a sus costumbres, a su Historia.
Los pueblos indios se han levantando ocupando un lugar que nadie les puede regatear.
El Parido Comunista de Mexico como considera el proceso de integracion Latinoamericana y caribeña (ALBA) y la creacion del Sucre? Puede ser el proyecto de l’ALBA la forma definitiva para salir de la colonizacion norteamericana (Alca) y finalmente intentar de concretizar los proyectos de muchos revolucionarios latinoamericanos ?
Sin embargo sigue como un acuerdo donde predominan las relaciones capitalistas. Surgió con muchas esperanzas, pero cada día se habla menos del ALBA. ¿Más que diferencia ofrece con relación digamos al Mercosur? No en el discurso sino objetivamente.
Apoyamos al proceso bolivariano de Venezuela, Ecuador y Bolivia y no somos acríticos. No nos pareció la actitud frente al periodista Joaquín Pérez Becerra, entregarlo a las garras del gobierno criminal de Colombia y otras cuestiones.
Apoyar esos procesos, su curso antiimperialista no debe llevarnos a perder la objetividad sobre la realidad, si no queremos engañarnos a nosotros mismos. Lo decimos claramente el socialismo del siglo XXI es una confusión y no lo respaldamos, apoyamos sí el movimiento real de la lucha de clases en esos países y la posibilidad de que surja el liderazgo de la clase obrera y su partido de vanguardia.
El proyecto de los revolucionarios más consecuentes de América Latina es un mundo socialista.
Muchas gracias compañero Pavel.
|
|
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
|